La Rivoluzione È Facile Se Sai Come Farla @ Domus Ars 05/05/16

Data: 7 maggio 2016 |

La Rivoluzione È Facile Se Sai Come Farla Time

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La Rivoluzione È Facile Se Sai Come Farla, a Napoli

Kepler-452 è una compagnia teatrale che nasce a Bologna l’anno scorso e da marzo sta portando in giro per l’Italia La Rivoluzione È Facile Se Sai Come Farla, spettacolo che nasce da un testo di Daniele Rielli (alias Quit The Doner), e che, con la regia di Nicola Borghesi, vede in scena quest’ultimo, Paola Aiello e Lodo Guenzi.

Immancabili sono quindi le musiche de Lo Stato Sociale ad arricchire la resa scenica.

Il 5 Maggio lo spettacolo è andato sold out alla Domus Ars di Napoli con un evento prodotto da Ufficio K.

Noi #coaster c’eravamo.

Nella suggestiva chiesa sconsacrata le luci si abbassano alle 22:00 per poi riaccendersi di rosso e lasciare la parola a Lodo, in uno dei diversi monologhi che costelleranno lo spettacolo.

Sono portati in vita scenari paradossali in cui sensazioni e emozioni individuali si confondono con l’ambiente descritto, è un fluire schizoide che sa prenderti di peso e sbatterti in posti che non avresti saputo neanche ipotizzare.

Seguire il filo della narrazione è più semplice di quanto non faccia pensare il primo quarto d’ora di spettacolo, ma le vicende narrate in sé appaiono a momenti essere secondarie, solo uno strumento al servizio della vera protagonista della scena che è sicuramente la rivoluzione, l’opposizione ferma e decisa, quella privata, personale, che sa essere realmente universale perché nasce in una sfera intima, ed è consapevole dei costi altissimi che da una parte e dall’altra implica (“..le rivoluzioni non si fanno in amicizia”).

L’intero spettacolo è una critica brillante e senza mezze misure a quelli che sono i fautori della “peggiore politica culturale dell’Occidente”, interpretati splendidamente da Lodo il quale, ricordiamo, prima che cantante de Lo Stato Sociale, è un attore di teatro.

La Rivoluzione È Facile Se Sai Come Farla però non è solo questo.

Dentro c’è di tutto, dal dolore all’estasi, dall’entusiasmo alla delusione, fino ad arrivare ad una vittoria che suona tanto come una sconfitta.
Tutto è osservato attraverso una lente così intima da far confondere il reale con la scena, con piani narrativi che si sovrappongono, voci che si alterano; la narrazione è inscindibile dall’excursus, dal fiume di coscienza, e gli istanti sono come vissuti in differita.

I tempi interni appaiono ora rarefatti, ora repentini, le risate, le grida si alternano a mormorii esitanti, utopie irresistibili si scontrano con una realtà meschina di fronte alla quale i personaggi sono messi alle strette, o meglio, a essere messi alle strette sono i loro sogni bellissimi che inevitabilmente inciampano nel reale, un “mondo di grandi”, che non sa comprenderli e che sembra quasi averne paura.

Ciò che ti resta, dopo quasi due ore di fiumi di parole, sono immagini di posti lontani, trasognati, altri (come Kepler-452), dove qualsiasi cosa resta possibile. Unitamente a ciò viene anche quel tipico senso di appagamento che provi dopo essere venuto in contatto con qualcosa che ti ha toccato per davvero e che è riuscito a muoverti dentro qualcosa, da qualche parte.

La Rivoluzione È Facile Se Sai Come Farla è piacevole e coinvolgente, in sala è molto difficile che l’attenzione cali, due atti passano senza che lo spettatore se ne renda conto e ciò era tutt’altro che scontato per uno spettacolo alla sua prima rappresentazione itinerante.

 

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    85 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    78 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    86 Punti
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