La Musica Può Fare 4 21/06/15

Data: 22 giugno 2015 |

La Musica Può Fare 4 Time

Evento Information

Torna ancora una volta a Villa Cristina il festival La Musica Può Fare.
Come al solito Music Coast To Coast arriva sempre in largo anticipo per “montare le tende” .

Ciò che subito mi ha colpito è stata l’organizzazione per la preparazione della serata.
Impeccabilmente, lo staff ha lavorato dalla mattina senza sosta per preparare uno dei migliori festival a cui abbia mai assistito.
Gran parte del merito va al Club 33 Giri di Santa Maria Capua Vetere che da ormai quattro anni riesce ad organizzare un evento del genere all’aperto (seppur con mille difficoltà), coinvolgendo un pubblico che, in questa edizione numero 4, ha probabilmente raggiunto almeno 1’000 persone.
Questo perché la serata rispecchia il tema circense e la suddivisione degli spazi, seppure limitati, mi hanno ricordato subìto alcuni festival circensi che vedevo nelle serie tv da bambino.
Artisti di strada, una postazione teatranti, popcorn, zucchero filato per i più piccoli, mercatini e ben due palchi. Quello che conta ancora di più è che il tutto è a sostegno de “La Bottega del Clown”, associazione di volontariato ad opera di clown dottori operanti già dal 2006.

I concerti su #LALTROPALCO, una piacevolissima formula che prevedeva un set molto minimale di batteria (charleston, rullante, timpano e ride\crash a seconda della band), purtroppo sono iniziati con un po’ di ritardo a causa di un guasto tecnico.

I primi ad esibirsi sono i Flux Refrain”, quattro giovani casertani che ci presentano tre estratti dal loro primo EP autoprodotto “Ciò che non ci serve” riarrangiati per le chitarre acustiche. Da segnalare che il batterista ha suonato con una maracas legata alla bacchetta destra, producendo un accompagnamento costante e riempendo quei vuoti ritmici propri di alcune esibizioni acustiche.

Seguono iKafka Sulla Spiaggia”, un trio napoletano alt-rock. Intrattengono il pubblico sempre più numeroso de #LALTROPALCO con tre estratti dal loro primo EP “Il marinaio spiegò le vele al vento, ma il vento non capì” (free download), tra cui “Adieu”. Curiosa è stata la conversazione avuta con i membri della band, che mi hanno ripetutamente chiesto di scrivere che loro non suonano per soldi o per fama, bensì “per la frittata”!

Un rapidissimo cambio palco ed è la volta di “Joseph Foll & la PiccolaOrkestraPerPrestazioniOccasionali” un trio composto da voce\chitarra acustica, un violoncello e la solita batteria de #LALTROPALCO. Piccola parentesi comica prima di iniziare: dovendo accordare la chitarra e, allo stesso tempo, dovendo intrattenere il pubblico “come fanno i grandi artisti, tipo le luci della centrale elettrica”, Joseph inizia a dire frasi sconclusionate divertendo il pubblico e riuscendo nell’intento di accordarsi senza far annoiare i presenti. Da segnalare che al termine della loro esibizione, i tre hanno voluto ringraziare il pubblico con un inchino, ricambiato da un fragoroso applauso.

Ultimo, ma di certo non per importanza, gruppo ad esibirsi su #LALTROPALCO, le Coma Berenices non deludono le aspettative proponendo un live set strumentale di alto livello accompagnate da un batterista d’eccezione reclutato soltanto il giorno prima dell’evento. Da un lato Daniela e le sue chitarre (due elettriche hollow body ed un’acustica) dall’altro Antonella e i suoi strumenti (chitarra elettrica, xilofono, diamonica e tastiera) riescono a catturare l’attenzione del pubblico fino all’ultima nota dei tre brani proposti. Guest star sul palco l’orsetto Gonzalo, un orsetto di peluche in tutina azzurra.

Puntuali come i migliori orologi svizzeri, alle 20.30 salgono sul palco Sabba & Gli Incensurabili che eccezionalmente sono accompagnati da Vincenzo Capasso, trombettista dei “La Maschera”.

Si parte subito con un estratto dall’ultima fatica discografica della band “Sogno e son fesso” dal titolo “Ruby Sparks (La Bambola)”, brano ispirato all’omonimo film del 2012, un brano rock dove Sabba (Salvatore Lampitelli all’anagrafe) ringrazia i presenti e presenta la band compreso l’ospite speciale. A seguire un estratto da “Nessuno si senta offeso”, album del 2012, chiamato “L’emarginato” che ha come tema principale il conformismo imposto dalla società moderna contrapposto alla volontà di restare se stessi a discapito di altre cose, in questo caso la celebrità: “quante volte lo diceva mammà? la vita è tua nun t’a fa arrubbà, tieni stretta la tua libertà, a che serve la celebrità, se costa più della tua identità?”.

L’ora a disposizione della band finisce quasi troppo velocemente, e poco dopo una stupenda versione di “Malarazza” reinterpretazione del famoso brano di Domenico Modugno, si passa al singolo che ha accompagnato l’uscita dell’ultimo album, “Per resistere” dove Sabba invita i presenti a lanciare un aeroplanino di carta (oggetto ricorrente nel video), creando una suggestiva atmosfera che lega la band e il pubblico con un gesto semplice, quanto profondo. In conclusione è la volta di “Eva”, simpaticissimo brano che parla di una ragazza che proprio non riusciva ad essere fedele al proprio ragazzo; “ormai gli indizi mi riportano a una sola spiegazione, pure i muri sanno che ti sei scopata mezzo rione”.

Cambio palco degno di un pit stop di Formula 1 ed è la volta di Giovanni Truppi, accompagnato da Luciano Durella alla batteria e Francesco Motta alla chitarra e al piano.

E via con “Stai andando bene Giovanni”, primo estratto dall’album omonimo uscito agli inizi del 2015, e “Superman”, seguiti da “Ti voglio bene Sabino” e “Il mondo è come te lo metti in testa”, estratti dalla precedente fatica discografica. “Lettera a Papa Francesco I” , l’unica canzone del disco scritta a quattro mani con Antonio Moresco (famoso scrittore mantovano), è seguita da “Il pilota è vivo”, “Nessuno”, “Ti ammazzo” e “Tutto l’universo” prima di concedere una breve pausa ai musicisti mentre Giovanni continua da solo con “Ho messo incinta una scema”. Al ritorno dei due musicisti, “19 Gennaio” e “La domenica” chiudono la performance del trio, che però a grande richiesta fanno un bis ed intonano “Pirati” e, in chiusura, “Giovinastro”.

Ore 23, tocca agli España Circo Este, band patchanka italo argentina che neanche sale sul palco e già inizia a far ballare tutti, dai più giovani ai meno giovani, con il loro sound “tango punk”. Ottimo intrattenimento anche al di fuori delle canzoni, con simpatici intermezzi volti a coinvolgere ulteriormente il pubblico con uno spagnolo italianizzato che divertiva la platea. La lunga scaletta conteneva quasi tutto il repertorio della band, che in soli tre anni di vita ha all’attivo oltre 350 concerti in tutta Italia ed in Europa, tra cui “Tu lado”, “Camilita”, “Quelli del bau bau”, la title track del disco “La revoluciòn del’amor” e la canzone che continueremo a canticchiare almeno per tutta l’estate, “Il bucatesta”.

In conclusione è stato davvero un riuscitissimo festival che si è articolato in attività che hanno coinvolto il pubblico in mille modi, oltre a quello della musica. È stato bello, poi, vedere durante il concerto file di bambini che cantavano e si dimenavano a capo della folla sotto al palco, il che dimostra che questo evento è aperto a persone di tutte le età e gusti.

Tutto il merito va allo staff del Club 33 Giri di Santa Maria Capua Vetere che da ormai quattro anni riesce ad organizzare un evento del genere (seppur con mille difficoltà) all’aperto coinvolgendo un pubblico che, ieri 21 Giugno 2015, ha probabilmente raggiunto le 1’000 persone.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    85 Punti
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