KuTso @ Affekt Club 29/11/14

Data: 4 dicembre 2014 |

KuTso @ Affekt Club Time

Evento Information

Dopo un interessante viaggio tra Jazz e Funk, assieme al mio amico nonché cameraman Scape Strato e il nostro amico Simone, arriviamo nella zona industriale di Frosinone per raggiungere l’Affekt Club. Una fiamma pilota di un’ industria ci pilotava in caso ci saremmo persi e il luogo a mia detta rappresentava un perfetto ambient “industrial”. Ma eravamo lì per assistere al concerto dei KuTso.

Ad aprire il loro concerto, i 15 Minutes Of Shame, per la loro giovane età buoni incastri tra gli strumenti e breakdown in alcuni brani. Tra una canzone e l’altra le variazioni di generi erano repentini passando dalle influenze del post-grunge a quelle del punk fino a quelle dello stoner rock.

I KuTso appena saliti sul palco incominciano un brano totalmente improvvisato, che potrei definire “brano locale” nel nominare la città in cui eravamo presenti.  Già da quei primi minuti le doti canore di Matteo, il loro cantante, si presentano in grande stile assieme alle sue movenze che ricordano sia Mick Jager che Jamiroquai ma con il suo tocco di follia che li caratterizza.

A seguire questa improvvisazione inizia Via Dal Mondo con la sua bellissima tematica in particolare nel suo “celerini ma che cosa fate…quelli da pestare sono al Quirinale e a Montecitorio” , da qui un inaspettato medley che segue la loro Siamo Tutti Buoni.

Come ogni concerto ai suoi inizi, i buchi tra la folla erano molti e Matteo senza esitare usa la sua tecnica dariempibuchi per far avvicinare il pubblico e togliere quei odiosi buchi tra essi. Il concerto prosegue ed iniziano a vedersi anche le prime “coreografie” sul palco tra le parti strumentali.

Invece nel momento di Lo Sanno Tutti con varie smorfie Matteo seguiva gli strumenti con i loro accenti, ed a seguire una perla del passato con la loro Compro Una TV.

Un’altra canzone che è stata il cuore della serata è stata Questa Società, dove il pubblico, nessuno escluso ha dovuto alzare le mani con i pugni uniti per urlare tutti insieme “chi chiricchì” e non solo prima che capissero tutti il meccanismo. Ed una volta afferrato il concetto ed urlato tutti insieme “chi chiriccì!” assieme all’intro di Questa Società il brano è potuto iniziare.

Le risate non mancavano in nessun momento tra le movenze di Matteo sul palco i suoi testi che fanno ridere con gusto, ma giustamente ognuno di noi ha una milza e da lì a poco ce la saremmo giocata. Quindi in questa parte del concerto inizia il come si vuol dire momento “romantico” con i brani Marzia e Canzone dell’amor perduto.

Finita questa sorta di pausa ridereccia, riprende in gran forma con Mi Eccito che parla di una eiaculazione precoce avvenuta in macchina e che  questa persona cerca in qualsiasi modo di far capire all’altra che è stata una casualità e non una patologia.

Tutto d’un tratto Matteo si allontana dal palco e a prendere la situazione in mano è Donatello, il chitarrista che ci mostra le sue doti da cantante tenore e ci intrattiene per un piccolo break assieme al restante della band con La Donna è Mobile. Al suo ritorno Matteo prima di iniziare il brano seguente, (3 Anni) ci illustra il perché scrissero questa canzone, ovvero per tutti coloro che si fanno “infinocchiare” dai produttori musicali che promettono il triplo di quello che poi veramente offrono.

Altro momento molto simpatico ed allo stesso tempo riflessivo della serata è stata quando ci siamo dovuti tutti girare dando le spalle al palco per tutta la durata della canzone in quel momento per chi entrava, non capiva esattamente cosa era successo, ma alla sua fine la morale è stata “Non è meglio quando non ci si distrae ad un concerto chiacchierando con chi vi è affianco?”

Per chiudere il concerto i KuTso suonano la loro splendida Aiutatemi generando un vero panico tra i presenti, al suo fine tra improvvisazioni e quant’altro il concerto stava per terminare ma grazie ad un richiamo di bis che inizialmente era sfocato si è trasformato in una vera e propria richiesta a gran voce andando a tempo con la batteria, dopo un paio di brani il tutto è andato a sfociare prima nel momento del “segui quello che dice il cantante” ed infine nel “momento Giappone!” (chi è stato ad uno dei loro concerti sa di cosa sto parlando) e l’ilarità si sprecava con tutti noi che andavamo a tempo con le loro richieste.

Dopo quasi due anni che non vedevo un loro concerto ho riassaporato grandi momenti della mia vita e soprattutto tante belle risate che non mi gustavo da tempo, per non parlare del “momento Giappone!” che mi ha reso felice nello sfogare molto simpaticamente le mie venature di stress perenne.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    98 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    89 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    78 Punti
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