Intervista @Ekat Bork

Data: 10 agosto 2017 |

Intervista @Ekat Bork

Ekat Bork, il cuore ribelle e creativo made in Siberia.

Sette semplici domande per carpire l’essenza di un’artista che non ama definirsi né cantante né musicista. Sette semplici domande per provare ad inquadrare un personaggio che urla la sua arte, che sfida ogni paura e convenzione. Eccovi le nostre sette semplici domande al cuore ribelle fuggito dalla steppa. Ekat Bork:

- YASДYES tuo ultimo lavoro del maggio scorso, si connota per un’elettronica spigolosa, sapiente trip hop, che a tratti incute timore, complice anche la tua grande capacità interpretativa. Veremellious del 2014 con il suo carattere più melodico si presentava più aperto a tutti…esigenza comunicativa o solo desiderio di osare e sperimentare qualcosa di diverso?

Veramellious è una raccolta di 11 brani scelti dai miei produttori Francesco Fabris, Sandro Mussida e Silvio Cattaneo presi da un cassetto colmo di vecchi ricordi scritti nei vari periodi della mia vita.YASДYES l’ho scritto tutto di botto spontaneamente come sempre, tra Italia, Svizzera, Germania, Polonia, Portogallo ed Inghilterra. È il frutto di un lungo viaggio introspettivo e sicuramente rappresenta meglio quello che sono e quello che faccio oggi. Domani?

- Con Veremellious c’era meraviglia con YASДYES, sei tu adesso, una presa di coscienza, una benevola imposizione. YASДYES ti ha reso più forte?

Se YASДYES mi ha reso più forte? Forse sì, riuscire ad esprimere se stessi senza compromessi, oggi come oggi potrebbe risultare pericoloso, ma credo che il segreto sia proprio questo, non allinearsi per paura o per comodità, non guardare e non ascoltare troppo gli altri,  esprimersi liberamente senza timori e non ascoltare troppa musica, così potrai essere veramente originale e creativa. Sono sempre comunque molto sensibile alla “veramiglia” che ci circonda, amo vivere a contatto con la natura e quando posso mi incammino per giorni sulle Alpi con il mio amore pastore belga “Ginkha” allontanandomi finalmente da tutto.

- Oltre i suoni e i beat ci sono i video delle tue tracce, una perfetta commistione, come se l’uno non si potesse scindere dall’altro, il che offre di te, una panoramica a 360’. Cosa arriva prima nel flusso artistico di Ekaterina, le immagini o i suoni? Cosa plasma cosa?

Bella domanda, sì l’immagine per me è essenziale. Devo dire che il più delle volte quando compongo un nuovo brano mentre prende forma ne vedo la scena, l’immagine mentale prende forma mentre le note si allineano e così suono ed immagine nascono quasi simultaneamente. ConYASДYES ho deciso di fare da sola i miei video, sempre con l’aiuto del mio manager Silvio Cattaneo, con il quale c’è una perfetta sintonia, e Marco Campanaro come assistente, ma senza l’intervento esterno di registi (come invece è stato fatto con Veramellious) che alla fine vogliono imporre sempre la loro idea. Meglio prevenire, così non rischio di avere rimpianti.  Noi 3 siamo una squadra perfetta. Amo potermi esprimere liberamente e poter dire quello che vedo senza che nessuno mi dica cosa fare. Dicono che sono video forti, originali ed efficaci,“Fear” e “Happiness” sono anche su MTV.de, siamo molto soddisfatti, e stata la scelta giusta.

Faccio da me anche gli abiti per i miei spettacoli, i miei socials, l’artwork, insomma oggi si può fare tutto da soli, perché non provarci?

- Fear, Darkness, le ombre onnipresenti quasi in ogni verso. Di cosa ha paura Ekaterina?

Una volta anche i cavalli e le mucche mi facevano paura, oggi dopo qualche cavalcata e passeggiata in montagna non li temo più così tanto. L’ultima volta è stato in Islanda il mese scorso e mi sono quasi innamorata del mio cavallo. Sì, vi confesso che avevo molte paure da piccola, come quella di andare in aereo e in teleferica, ma poi affrontandole le cose sono cambiate. Oggi mi sento più forte e anche i film di terrore non mi fanno più paura. Mi piace vincere la paura, sentire l’adrenalina e un giorno spero di riuscire a fare il mio primo lancio in paracadute.

- Darkness, che ha oscurità già nel titolo è un sentito pezzo d’amore. Le ombre ci sono, ma tu sei in grado di domarle tanto da riuscire a donare il tuo cuore. Come se con YASДYES fossi riuscita a vomitare le ombre ingabbiate e questo avesse lasciato spazio per far entrare altro. Ma poi ascoltando Red Sektor: “I’m lonely bitch, let me stay alone”. Cosa combatte nella musica di Ekaterina? Cosa potrebbe vincere?

Quando scrivo musica mi diverto, non combatto. Avviene tutto in modo spontaneo, non penso a niente, esprimo quello che sento senza freni. Forse come artista io ho combattuto per la libertà di espressione, ma a dire il vero ora mi sono stufata e penso a fare le mie cose senza pensarci troppo. Pensandoci meglio, la mia musica è come un urlo che vuol esprimere il profondo desiderio di essere ascoltata, la musica, la voce e i testi sono solo il mezzo per esprimerlo. Non mi reputo né una cantante né una musicista. Sono semplicemente io che esprimo la mia arte come posso e come ogni artista desidero essere ascoltata. A volte dicono che sono un po’ strana e diversa. Io sono fatta così e va bene così… Ascoltate il brano “Zhazhda” I want you hear me more.”

- Ogni volta che si scrive di te, che si tratti di un’intervista o una recensione, c’è onnipresente riferimento al tuo passato. Tranquilla, non sarà l’ennesimo approfondimento sul succulento passato di Ekat Bork. Mi vorrei soffermare sul coraggio (di fuggire), e la fortuna (l’approdo in Svizzera). Su di una ipotetica bilancia quale di questi due aspetti pensi abbia pesato di più sulla tua “salvezza”? E quale dei due pensi abbia inciso di più sul tuo successo musicale?

Senza fuggire non sarebbe capitato niente del genere e quindi la fuga è stata la mia salvezza . Direi che la fortuna è stata quella di incontrare la gente giusta al momento giusto che mi ha permesso di realizzare 2 dischi e io in questo senso sono stata fortunata e sicuramente questi incontri hanno inciso di più sulla mia musica che il mio passato. Ma ragazzi, intendiamoci, non sono poi mica così conosciuta… La fortuna per me spero debba ancora arrivare;)

- Senza ombra di dubbio le atmosfere dark, sono il tuo ambiente congeniale. Pensi accompagneranno la tua musica ancora per un po’, oppure ti lascerai guidare da altro? Insomma, immaginando un tuo disco futuro, ci vedi più luce o ombra?

Come sarà il prossimo disco? Ebbene allora vi confido che in questo momento  sono isolata in montagna e che ho appena finito di creare nuovi brani. Faremo uscire un EP molto presto e voi siete i primi a saperlo. Più luce o più ombra? Per me non c’è né luce né ombra, tutto fa parte di un quadro dove non c’è ombra senza luce, a voi giudicare.

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