Il posto di una donna è nel mezzo di un parterre

Data: 29 gennaio 2017 |

Vedere una donna da sola ad un concerto dei Metallica vi stupirebbe? Attenzione, sei maschilista!

Essere femminista è una battaglia che a lungo andare può rivelarsi estenuante. Si tratta di un impegno continuo, di un’interminabile lotta quotidiana che non sempre garantisce risultati. Si tratta di fronteggiare atteggiamenti talmente radicati nella cultura e nel pensiero comune da passare inosservati. Sessismo e maschilismo si annidano in ogni luogo e in ogni momento della giornata: a casa, al lavoro, a scuola, in un ristorante, al parco, in televisione e persino tra la folla di un concerto.

A questo proposito, mi è capitato di leggere la testimonianza di una ragazza, giornalista, adulta con gusti musicali forse un po’ troppo maschili che, trovandosi da sola ad un concerto dei Metallica, ha incontrato diversi uomini che, come lei, erano al concerto, ma non riuscivano a capacitarsi della sua presenza nel bel mezzo del parterre. Del resto, imbattersi in una donna in luoghi inusuali può fare un certo effetto, soprattutto se la donna in questione è tra la folla di un concerto, per di più dei Metallica, che suonano un genere decisamente troppo “tosto” per poter essere apprezzato dal cosiddetto sesso debole.

Per quanto possa sembrare strano, raggiungere la parità dei sessi vuol dire anche questo, vuol dire che una donna sola ad un concerto non deve essere più costretta a ricevere domande come: “Che cosa ci fai qui?”, “Ti sei Persa?”, “Cerchi qualcuno?”, soltanto perché è una donna. Raggiungere la parità dei sessi vuol dire che se io sto ballando sotto al palco con una birra in mano non devo essere giudicata male per questo. La mia integrità morale non viene affatto danneggiata da un simile gesto e non mi rende per nulla meno femminile, poiché non deve esistere una discriminazione di base: non ci sono atteggiamenti né maschili né femminili, ma solo comportamenti rispettosi o irrispettosi nei confronti dell’altro.

Raggiungere la parità dei sessi, parlando di rispetto reciproco, vuol dire che mio padre quando vado ad un concerto non deve avere costantemente la paura che mi violentino, vuol dire che io non devo avere paura di ritirarmi da sola a casa. Raggiungeremo la parità dei sessi quando non sarà più necessario pronunciare la solita formula: “Divertiti, ma fai attenzione, a maggior ragione che sei una ragazza!”

Parole che, per quanto possano essere intrise dell’affetto e della premura di un padre, risuonano nelle mie orecchie come l’ennesimo fallimento della nostra società.

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