Il futuro della musica è digitale?

Data: 28 marzo 2017 |

 

Quando i robot ci aiutano a trovare l’ispirazione.

Si scrive A.I., si legge Intelligenza Artificiale. L’uomo la sperimenta, la usa a proprio favore e le consegna le redini del futuro. Nell’era del digitale assoluto sembra che anche l’arte non possa sfuggire ad un destino ineffabile. Nemmeno la Musica fa eccezione.

La mano meccanica è arrivata a bussare anche alla porta delle note, creando melodie compiute e stilizzate. Daddy’s car è infatti la prima canzone composta dall’Intelligenza Artificiale. Imitando il sound dei Beatles, la Flow Machine di un laboratorio tecnologico sperimentale con sede a Parigi ha dato vita, lo scorso anno, al brano più “algido” che sia mai esistito.

Grazie alla selezione combinata di oltre diecimila tracce (che spaziano tra diversi generi musicali) il “robot della musica” ha partorito una canzone che ricorda le più classiche melodie dei Fab Four. I ricercatori coinvolti in questo futuristico progetto si sono dichiarati intenzionati a portare avanti l’idea con il solo intento di aiutare l’uomo nella composizione di musica.

In cantiere infatti c’è la realizzazione di un intero album progettato da una macchina.

Le capacità del soggetto artificiale sono a dir poco sbalorditive. La simulazione melodica è una sequenza composta da intro, riff e strutture di note assolutamente non banali.

Una macchina può sostituire un musicista?

Chiedere ad un computer di comporre musica presuppone che questo sia davvero preparato sull’argomento. Affidandoci ad esso saremo certi di trovarci in buone mani. Il cervello supremo della tecnologia non potrebbe mai deluderci in quanto a preparazione teorica. Ma sappiamo bene che la musica non è solo una combinazione di simboli, è soprattutto una lingua dell’anima. E per produrla è necessario parlare al cuore degli uomini.

Bisogna saper dialogare con gli ascoltatori e questa, probabilmente, non è un’abilità dell’Artificiale. Eppure la verità, o meglio, la risposta alle nostre perplessità sta nel mezzo. Nello scopo del progetto.

Il musicista Bill Baird sostiene infatti che è necessario guardare all’Intelligenza Artificiale come ad uno strumento collaterale, non come ad una sostituto delle nostre capacità. Summer is gone è infatti il nome dell’LP di Baird composto totalmente sulla base dello stesso algoritmo algebrico.

A dare man forte all’idea di necessità di aiuto tecnologico per la composizione musicale si inseriscono anche gli 65daysofstatic. Il loro album No Man’s Sky, colonna sonora di un videogioco, è stato creato grazie all’aiuto di algoritmi matematici.

Se la vita è troppo frenetica l’uomo si affida alle macchine per velocizzare la propria routine. Se l’ispirazione artistica viene meno, i musicisti chiedono aiuto all’Intelligenza Artificiale per produrre melodie nuove e godibili. Per correre più veloci verso il futuro della specie sembra inevitabile avvalersi delle macchine. Compagne progettate esclusivamente per aiutare l’uomo.

Nei tempi a venire la vita potrebbe essere più facile grazie alla presenza nel nostro quotidiano di chi “risolve problemi” al nostro posto. Eppure il sentimento del contrario ci fa allertare nonostante le rassicuranti prospettive. Ci sussurriamo però che fino a quando il confine tra l’uomo e la tecnologia sarà percepibile non avremo da temere.

“Forse sì, forse no”.

 

Featured Image
Post Tags

Lascia un commento

0 Comments on Il futuro della musica è digitale?

Lascia un Reply

Ti va di lasciare un commento?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>