I Ministri @ Atlantico Live! 23/10/15

Data: 24 ottobre 2015 |

I Ministri @ Atlantico Live! Time

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Cosa accade quando dopo un anno di astinenza da concerti importanti, decidi di andare a vedere i Ministri assieme ad una fan sfegatata della band e ad uno dei “capoccia” del sito per cui scrivi?

Accade che poco luminaldopo aver guadagnato una buona posizione, molto vicina al palco, i Luminal (già visti in azione come spalla dei Tre Allegri Ragazzi Morti), cominciano il loro show. Ritengo che siano migliorati molto dall’ultima volta, meno presi dagli “eccessi” scenici che sapevano di vetusto e già visto (ma che comunque non sono mancati) e più concentrati sulla musica, quel “punk sgradevole”, come loro amano definirlo, che sfocia alle volte in una sottospecie di noise ed altre in momenti degni dei CCCP, pur senza toccandone le vette compositive. Un trio bizzarro quanto divertente.

Dopo questi veterani della scena romana,pan del diavolo tocca ad Il Pan del Diavolo, duo di cui ho sempre apprezzato la proposta, scaldare il pubblico dell’Atlantico che diventa man mano più numeroso.
Alessandro Aloisi e Gianluca Bartoli, sono dei veri e propri “mariachi siciliani”, che sanno il fatto loro e regalano tre quarti d’ora di buona musica ai presenti, che rispondono davvero bene, specie sui brani più orientati ad un certo rock and roll.

E mentre l’Atlantico ormai è quasi pieno, ecco che fanno il loro ingresso I Ministri.
Premetto che li avevo visti in azione solo un paio di volte e durante set molto brevi, ed ero quindi molto curioso di vederli impegnati in un concerto vero e proprio.
La band, supportata per l’occasione da una seconda chitarra (Marco Ulcigrai), parte in quinta con Cronometrare la Polvere, tratta dall’ultimo Cultura Generale e il pubblico risponde subito molto bene, tanto che dopo pochi brani, tra i quali Balla Quello Che C’è e Comunque, lo stesso Divi (frontman della band) afferma che la fase di “rodaggio” è andata più che bene.
federico dragogna - i ministriUno scatenato Dragogna, riesce a dare il meglio di sè, anche durante brani più lenti; a vederlo sembra un nostrano Dave Grohl, intento a dispensare sorrisi a destra e a manca, mentre violenta la sua sei corde.
Parlando di violenza, fa uno strano effetto vedere una persona pacata come Michele Esposito, devastare il suo drum kit, con ferocia e precisione chirurgica, mentre il già citato Ulcigrai, in un primo momento sembra un corpo estraneo, ma col passare dei minuti, ci si accorge di come il suo contributo nell’economia del sound, diventi importante.
Nonostante un brano lento come Sabotaggi provi per un attimo a per spezzare il ritmo, la band non concede un attimo di tregua, ed è come se sfidasse il pubblico a fare quanto più casino possibile, durante l’esecuzione di Idioti e Mammut, in cui il pogo si scatena al centro della sala, mentre nelle vie laterali, la gente salta e canta a squarciagola, non risparmiandosi neanche nel caso di un brano più “pop” come Le Porte, eseguita magistralmente e che non ha nulla da invidiare alla versione presente sull’album; permettetemi a questo punto, di dire che la bravura dei Ministri, sta anche nel riuscire a riproporre fedelmente quanto fatto su disco, sia a livello di atmosfera, che di energia, effettuando ovviamente anche qualche variazione sul tema, per non dimenticare che la band milanese ha fatto dell’orginalità uno dei suoi punti di forza.
Divi oltre ad essere un gradissimo cantante (qualità ampiamente dimostrata nei primi momenti del live,
12185954_10206743316855074_388257021_oquando i volumi non erano al top), è anche un grande frontman, capace di aizzare il pubblico con poche frasi, dette al momento giusto e pronte a scatenare il delirio. Annunciare un lento per poi proporre Macchine Sportive, non sarà certo l’ultima trovata in fatto di entertainment, ma funziona e strappa anche diversi sorrisi.
Qualcuno dal pubblico sembra invocare brani come La Piazza o Vicenza, ma il trio (o meglio quartetto) tira dritto, torna per un attimo nel backstage per rifiatere, concedendo poi un “bis”, in cui alterna brani nuovi di pacca come la veloce e divertente Viver da Signori a classici quali Il Bel Canto e Diritto Al Tetto, non dimenticando la celeberrima Noi Fuori ed affidando la chiusura ad una rockeggiante Abituarsi alla Fine.
Non sono certoi ministri “Tempi Bui” per i Ministri, considerando l’amore che il pubblico ha per loro.
Questi ragazzoni non si risparmiano mai, quando si tratta di suonare dal vivo, e tra il ricordo dello stagediving di Divi e le mie orecchie che ancora fischiano, rifletto sul fatto che spesso questa band, sia stata banalmente etichettata come “indie”, trattata alle volte quasi come un fenomeno per ragazzini, mentre non ci si è mai resi conto del loro potenziale e del fatto che probabilmente, rappresenta uno degli ultimi veri baluardi del rock italiano.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    90 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    90 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    85 Punti
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