Hell Spet – Tales From Under The Bed

Data: 6 novembre 2015 |

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Hell Spet – Tales From Under The Bed

Per lungo tempo, ho cercato una band italiana dedita a sonorità simili a quelle di artisti come Hank III, Bob Wayne ed in generale a quelle della scena Hellbilly statunitense e con mia grande sorpresa, scopro che non solo questa band esiste, ma che è anche arrivata al quarto disco in studio.
Gli Hell Spet, infatti, tornano con Tales From Under The Bed, un disco che si preannuncia molto divertente e caciarone, stando alle parole della band, che lo definisce come “Un punto di svolta rispetto ai lavori precedenti“.

Le sonorità country di Getting Some Booze, fanno subito capire quali sono le intenzioni di questo combo, che rende irrobustisce il proprio sound con schitarrate rockeggianti ed una sezione ritmica in classico stile cowpunk, con il rullante che viene martellato all’impazzata, fino ad irrompere in momenti più heavy, che allieteranno le orecchie degli amanti delle sonorità in cui il country incontra il punk ed il metal.
Non c’è tempo per fermarsi, ed ecco che Indian Cemetery fa capolino con una furia che ricorda un po’ i primi Rezurex, accompagnata dalle note del banjo, strumento da cui non si può certo prescindere per poter suonare al meglio questo genere; gli Hell Spet però, non sono solo chitarre veloci e contrabasso furioso, anzi, dimostrano di saperci fare anche quando i ritmi rallentano, come accade in For Too Long, che sembra presa da un vecchio film western, come tradizione vuole.
Il disco alterna quindi in maniera perfetta brani veloci ad altri più cadenzati, richiamando non solo la succitata tradizione country, ma arricchendo il tutto con delle trovate più “speed”, che riescono a creare un wall of sound perfetto, tanto che composizioni come Ricky The Nail (da cui è stato tratto anche un videoclip) richiamano i lavori del folle Bob Wayne.
Grazie ad incredibili fughe, sound che sembra provenire direttamente dal sud degli USA e voce che si adatta benissimo alle sonorità proposte, gli Hell Spet potrebbero benissimo essere scambiati per una band statunitense, a cui (lasciatemelo dire) non hanno nulla da invidiare in quanto a qualità della proposta: in più di un’occasione sembra infatti di vedere litri di birra scorrere a fiumi e cappelli a falda larga sventolare assieme alle tanto discusse rebel flag.
Tales From Under The Bed, potrebbe in un certo senso rappresentare una sorta di viaggio nel mondo del country statunitense, non solo di quello dei mostri sacri del genere, ma anche di quello che nel tempo si è saputo rinnovare, sposando altri generi musicali e creando quella commistione che ci piace definire Hellbilly e di cui canzoni come Mischievous Child, rappresentano una sorta di manifesto, grazie ad un andamento a tratti simile alla meravigliosa Battery dei Metallica.
Il finale affidato alla doppietta Never Before – Roll Up Sleeves, è davvero fenomenale, per via della potenza e della carica energica che entrambe le canzoni posseggono, sicuramente dovute alle capacità compositive della band, sempre attenta a non strafare e a variare sul tema, per quanto sia possibile farlo quando si suona un certo tipo di musica.

Tales From Under The Bed rappresenta un buon lavoro, suonato da musicisti che hanno davvero a cuore la tradizione americana e soprattutto sembrano essere cresciuti a pane e Cowpunk, e non credo sia facile proporre nel nostro paese determinate sonorità, senza essere visti come dei semplici ragazzi che copiano canzoni da band a stelle e strisce.
Chi non è avvezzo a certe sonorità, troverà sicuramente spigoloso l’ascolto, ma se si pone attenzione agli arrangiamenti ed al mood generale dell’intero disco, ci si accorgerà di come alla base di tutto, ci sia una sorta di Rock and Roll, che tiene le redini del gioco.
E nell’attesa di poter vedere gli Hell Spet dal vivo, stappiamoci una birra urlando: Damn right. Rebel Proud!”.

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