A Hawk and A Hacksaw @ Riot Studio 11/05/2018

Data: 13 maggio 2018 |

A Hawk and A Hacksaw @ Riot Studio Time

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A Hawk and A Hacksaw @ Riot Studio

Gli A Hawk and A Hacksaw sono alla ricerca di costanti stimoli per la loro musica. “It is so strange to walk the streets of Naples but it is just that… strange and fantastic”, dicono al pubblico. Appena arrivati al Riot Studio di Napoli si isolano nella saletta in cui si esibiranno di lì a poco. Jeremy Barnes si siede dietro ad un tavolino e accorda meticolosamente il suo santur. I lunghi capelli cadono dal volto di un uomo altissimo che, protetto da una giacca verde acido, si dedica per più di mezz’ora alle corde di questo strumento iraniano dall’etimologia ignota.

Assistere ad un live degli A Hawk and A Hacksaw è un’esperienza trascendentale, misteriosa ed irripetibile. Il duo di Albuquerque (New Mexico) si ispira alla tradizionale musica dei balcani e la racchiude in una cornice di sonorità mistiche che richiamano i versi della natura.

Heather Trost fa il suo ingresso sul palco. Indossa una lunga gonna di jeans e una morbida maglietta bianca. Imbraccia il suo violino trasmettendo un’immagine di libertà e serenità. Jeremy è concentrato a pizzicare le corde del santur con cui modella e crea suoni innovativi. Dipinge per noi figure del mondo dell’Est Europa. Terre lontane, note ed ignote, si materializzano davanti ad un pubblico gremito in una stanza ridotta. Ogni colpo delle dita di Jeremy è un’evocazione sensoriale. I brani di Forest Bathing e You Have Already Gone To The Other World si susseguono in una commistione di dimensioni metafisiche e fantasiose. I suoni sono pensati per stimolare l’immaginazione di chi ascolta. Ognuno può trovare la propria via della fantasia. Basta solo chiudere gli occhi e guardare.

Jeremy si alza e imbraccia una fisarmonica. Da questo momento la fisarmonica di Jeremy comunicherà con il violino di Heather attraverso un linguaggio extrasensoriale di difficile comprensione. Armonia e complicità si condiscono di una malinconia genuina. La voce angelica di Heather è il fulcro dell’innocenza, un fiore candido e delicato. Una corda quasi invisibile striscia sulle corde del violino producendo suoni discordanti che sembrano beffeggiare la collettiva comprensione del suono. La fisarmonica mima suoni della natura e cinguettii di uccelli mentre il canto maschile si esprime in lingua balcanica. La natura entra così negli strumenti e il silenzio diventa la rete protettiva dell’ordine delle cose. Sul finire del live il tamburo di Jeremy si trasforma in un risveglio tribale per il violino e per il pubblico.

Alla continua ricerca di percorsi nuovi e insoliti che possano alimentare la loro ispirazione, gli A Hawk and A Hacksaw hanno attraversato le strade di Napoli e la profonda confusione che le caratterizza. La calma e l’equilibrio mistico del duo americano si sono scontrati con sguardi appassionati, stupiti e curiosi. La musica strumentale sembra però ancora una landa da scoprire per il pubblico del nostro territorio. In una presenza fatta di attenzione e distrazione il pubblico del Riot non ha dato il meglio di sé.

Quanto siamo pronti alla musica strumentale? Quante cose possiamo immaginare chiudendo gli occhi dinanzi all’ascolto della musica?

Proviamo ad esercitarci sin da ora.

 

Foto fonte: Instagram

 

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    60 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
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