Harper e Banhart al Festival del Vittoriale Tener-a-mente

Data: 23 marzo 2017 |

Ben Harpe e Devendra Banhart arricchiscono la line up del festival del vittoriale Tener-a-mente

 

Forte del successo delle precedenti edizioni – che hanno visto aumentare la presenza di pubblico anche al di fuori dei confini nazionali – e della proposta artistica che da anni si contraddistingue  per qualità ed avvenirismo, il Festival del Vittoriale Tener-a-mente si conferma come uno tra gli appuntamenti di spicco nel panorama dei festival estivi italiani. 

Giunto alla sua settima edizione, con un pubblico in aumento, anno dopo anno, ed un cartellone di tutto rispetto, Tener-a-mente, la cui direzione artistica è stata affidata dal presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, a Viola Costa (Ripens’arti) dal 2011, è sinonimo di musica di qualità, sperimentazione, anteprime nazionali e progetti speciali. All’interno della cornice dell’Anfiteatro del Vittoriale, tra gli anfiteatri più belli d’Italia, e del bellissimo Laghetto delle Danze, si alterneranno concerti, spettacoli ed eventi dal respiro internazionale, a dimostrazione dell’unicità del Festival che, di anno in anno, attira sempre più presenze anche al di fuori dell’Italia. Con 9 spettacoli esauriti e quasi 16.000 spettatori totali nel 2016, cresce l’attesa per l’edizione 2017 di Tener-a-mente.

Annunciati due concerti unici di Ben Harper (10 e 11 agosto) e Devendra Banhart (9 luglio).

Nato nel 1969 in California, Ben Harper si avvicina alla musica molto presto, specializzandosi nell’uso di una chitarra slide molto popolare negli anni ’30 dal suono blues, che Harper mixa abilmente alla musica più moderna, per lui rappresentata da Jimi Hendrix e Bob Marley. Dopo una prima autoproduzione, Pleasure And Pain, nel 1994 esce Welcome To The Cruel World, accolto con entusiasmo. L’anno successivo è la volta di Fight For Your Mind, seguito da The Will to Live nel 1997. Nel 1999 esce Burn To Shire, un album che esprime la fervida vena creativa dell’artista, in grado di aprirsi ad atmosfere più intimiste. Ben Harper diventa presto famoso tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila per le sue canzoni in grado di mescolare il folk ed il blues americano con i ritmi provenienti dal reggae e dalle world music. Oltre che per la sua voce, l’artista si fa presto riconoscere soprattutto per l’utilizzo della “steel guitar”, una chitarra elettrica che suona appoggiata sulle ginocchia schiacchiando i tasti con un tubo di metallo.

Un lungo tour negli Stati Uniti gli permette di farsi maggiormente conoscere e nel 2001 esce Live From Mars, un doppio disco, acustico ed elettrico. Due anni dopo è la volta del bellissimo Diamonds On the Inside, il nuovo e stupefacente album di studio che ottiene un gran successo: le canzoni spaziano dal reggae al funk, dal rock al cantautorale. There Will Be A Light, realizzato con i Blind Boys Of Alabama, viene pubblicato l’anno successivo. Questa rivisitazione della tradizione gospel, incisa in poco più di una settimana, guadagna ben due Grammy. Nel 2005 esce Live At The Apollo, la registrazione del live con i Blind Boys nello storico teatro di Harlem. Ad inizio 2006 Ben Harper pubblica un doppio disco: Both Sides Of The Gun ha una doppia anima, elettrico-funk ed acustica. L’anno successivo l’inarrestabile artista torna con Lifeline, un album registrato in una settimana a Parigi. Il 2009 è l’anno di White Lies For Dark Times, inciso con i Relentless7. Due anni dopo Harper pubblica il disco solista Give Till It’s Gone. Nel mentre, collabora con i Fistful Of Mercy, la super band formata con Dhani Harrison, figlio di George, e Joseph Arthur. Get UP! esce nel 2013, preceduto dalla raccolta By Mi Side. Childhood Home vede invece Ben Harper incidere con la madre Ellen, un estratto di vita famigliare. Nel 2014, dopo otto anni, l’artista torna in tour con gli Innocent Criminals, con i quali realizza l’album Call It What It Is, pubblicato a maggio 2016.

Sul palco dell’Anfiteatro del Vittoriale per il festival Tener-a-mente Ben Harper si esibirà in una doppia data in solo, una doppia occasione per respirare da vicino le splendide atmosfere che il performer americano presenterà dal vivo giovedì 10 e venerdì 11 agosto.

Il 9 Luglio, invece, a tre anni dal suo ultimo concerto italiano, Devendra Banhart torna in Italia per presentare Ape In Pink Marble, il nuovo album pubblicato lo scorso settembre da Nonesuch.

Scritto, prodotto, arrangiato e registrato dallo stesso Devendra a Los Angeles, Ape In Pink Marble è il nono album dell’artista americano, realizzato insieme ai suoi collaboratori di lunga data Noah Georgeson e Josiah Steinbrick. Il disco arriva a tre anni di distanza da Mala e contiene atmosfere orientali – complice la presenza del koto, un’arpa giapponese – in salsa folk minimalista. Descritto da Q come l’apice della sua carriera e dal Wall Street Journal come il suo lavoro “più conciso, sommesso e seducente fino ad ora”, Ape In Pink Marble è ricco di arrangiamenti inusuali ed esotici e racconta piccole storie di vita con la leggerezza che da sempre contraddistingue Devendra.

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