Gustavo – Dischi volanti per il gran finale

Data: 24 aprile 2018 |

Dischi volanti per il gran finale Track List

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Gustavo – Dischi volanti per il gran finale

Gustavo è il nome di un progetto originato dalla passione per la scrittura di Francesco Tedesco, che nel 2012 lo porta a comporre alcune poesie per puro piacere personale e pubblicarle sulla sua pagina Facebook. Gustavo è un personaggio di fantasia, nato nel 1797 e protagonista di questi scritti. Francesco Tedesco decide di lasciare così come sono i testi, senza modifiche, ma di aggiunge la musica di alcuni strumenti quali chitarra baritona, batteria (Aldo Canditone), tromba (Gennaro Ferraro) e sax tenore (Antonio Di Filippo). Nascono così 11 brani racchiusi in un album dal titolo Dischi volanti per il gran finale uscito il 24 aprile per I Make Records.

Incubi è il primo singolo estratto dall’album ed unica canzone scritta al pianoforte. Il testo racconta un incubo fatto poco prima di svegliarsi e trascritto velocemente per evitare di dimenticarne le sensazioni procurate. “Fu un incubo poco comune: c’era molta paura, ma nessuna voglia di andare via da lì. Volevo scappare dall’incubo, ma rimanere nel sogno. Avevo fretta di andare, per tornare al sogno, e paura di svegliarmi, per non tornare alla realtà”.

Notevole la track title, nonché quinta traccia del debut album di Gustavo. Bella ritmica e prodigiosa sezione di fiati. La musica si sposa perfettamente con le parole, che, ricordiamo, sono state scritte molto tempo prima e musicate in un secondo momento, ma ciò non toglie nulla alla buona riuscita di questo brano.

Possiamo definire I Fiorellini del Male come una canzone d’odio, in cui vi sono presenti sentimenti di rabbia e disprezzo. Brano introspettivo che esplora stati d’animo che solitamente si tengono un po’ celati, per questo possiamo definirla come una canzone di liberazione, di sfogo, con un testo duro ed esplicito.

Spiazzante S. B. Docet in cui picchia duro la batteria, dai toni decisamente più rock rispetto alle altre. Nell’ultimo minuto si ha invece una svolta: i toni duri scompaiono per far spazio alla parte narrata accompagnata soltanto dal sax. Splendida chiusura.

Non poteva esser fatta scelta migliore con l’ultima traccia, Rbpj, utilizzata a conclusione del disco. Unico brano senza testo, quasi un saluto per abbandonare pian piano l’ascoltatore in dissolvenza finale.

Non c’è dubbio che la voce di Francesco Tedesco ricorda molto quella di un grande cantautore italiano, Franco Battiato; lo si nota fin dai primissimi ascolti. Dischi volanti per il gran finale non è un album commerciale, da sentire in radio, è un album per pochi. Le parole accarezzano languidamente l’ascoltatore. I testi sembrano fatti apposta per essere musicati, ma per apprezzarli bisogna porgere la giusta attenzione, sia ai testi quanto alle note. Troviamo un buon connubio dato dalle varie influenze musicali dei componenti della band. Un mix di cantautorato attraversando i toni del jazz per arrivare a quelli del rock.

Un album che vi stupirà.

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