Gregory Porter @ Pomigliano Jazz

Data: 4 agosto 2017 |

Pomigliano Jazz: Gregory Porter Time

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Gregory Porter @ Pomigliano Jazz

Gregory Porter: il Jazz ha il suo ambasciatore

«Cos’è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai» dichiarò Louis Armstrong. Anche io per anni ho provato a descrivere il Jazz cercando le parole giuste per definire un genere che può sembrare ostico ed impegnativo per chi ascolta. In soccorso arrivano i concerti, quelli che ti mandano a scuola e ti insegnano che spesso per descrivere la musica non c’è bisogno di parole, ma soltanto del saper utilizzare i padiglioni uditivi.
Gregory Porter è un artista che ti fa amare il Jazz anche se non sei avvezzo e non mastichi questo genere, perché il Jazz è Gregory e Gregory è il re del Jazz.

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Giovedì 3 agosto si è tenuto nella splendida cornice dell’Anfiteatro di Avella (AV) il concerto del cantante che ha conquistato il mondo con i suoi due album Water e Be Good. Porter, per la prima volta live in Campania in occasione della rassegna Pomigliano Jazz, è stata un’occasione da non perdere.

In apertura per riscaldare i presenti Francesco D’Errico Quintet con Giulio Martino (sassofoni), Francesco D’Errico (pianoforte ed elettronica), Antonio Iasevoli (chitarra), Marco De Tilla (contrabbasso) e Dario Guidobaldi (batteria). Un progetto interessante nato dall’indagine del madrigalista Carlo Gesualdo, ma che ha messo in luce tutte le pecche di un pubblico interessato più ai cellulari e al conviviale chiacchiericcio piuttosto che alla performance dei cinque.

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Sa da un lato il jazz più classico e la ricerca verso nuove soluzioni aperte anche a piccoli pattern elettronici si fa spazio sul palco, tra il pubblico disinteressato e poco consono all’ascolto si fa largo la maleducazione che tocca i massimi livelli quando dalle gradinate si erge una voce che grida “Iniziamo”.

Sorge spontaneo il dubbio: i presenti erano lì perché conoscevano gli artisti o solo per il richiamo di un evento che mobilita la cittadinanza come mera sfilata cittadina? Nonostante un grande impegno da parte dell’organizzazione, i presenti si sono rivelati poco adatti alla fruizione della musica preferendo all’ascolto di un live l’uso del cellulare, pronti ad acchiappare più like possibili.

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Ciò che meraviglia di più è che i protagonisti di tale gesta non sono giovani o gente inesperta in quanto a live ma persone che dovrebbe avere una certa maturità anche nel campo della musica. Il Jazz è una musica soprattutto da ascoltare, più che da vedere, e che nonostante non possa piacere a tutti, merita comunque il giusto rispetto.

Tornando al vero protagonista della serata, Gregory Porter si presenta sul palco accompagnato dalla sua band per presentare il suo ultimo album Take Me To The Alley (Blue Note) ,vincitore del premio come Best Vocal Jazz Album.

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Bastano le prime note di Holding On per sentire un brivido lungo la schiena: la voce cavernosa e l’imponente fisico del cantante statunitense rubano la scena a tutta la band. La sua voce calda e profonda, dalla forte intensità emotiva, conquista subito. Il live verte su nuovi e vecchi brani con il pubblico palesemente felice e divertito nell’ascoltare i classici del repertorio del quarantaseienne californiano.  Spazio a Free, Hey LauraTake Me To The Alley, ma anche a due cover Papa Was a Rollin’ Stone (The Undisputed Truth) e Hit the road jack (Ray Charles) sempre in maniera molto personale e con un’umiltà che fa di Porter un grande artista.

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A spalleggiare un timbro vocale magico ci sono i suoi musicisti,tecnicamente mostruosi, come dimostrano gli assoli finali, soprattutto Jahmal Nichols al basso nella sua parte slappata ed Emanuel Harrold alla batteria con un tocco unico e dei controtempi mostruosi.

Porter è il nuovo re del Jazz, ascoltarlo dal vivo è un piacere e un’ esperienza unica, un live che ti fa sentire fortunato ad assistere ad uno spettacolo da non perdere. Se non è stato il live dell’anno in Campania, allora voi siete pazzi!

 

Foto di: Rosy Dennetta

Editor Review

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  • Pubblico

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  • Organizzazione

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