Gravità zero: il contest musicale con cachet garantito.

Data: 8 marzo 2017 |

Intervista a Luca Paolella direttore di produzione Nadir

Che al collettivo Nadir la musica interessasse non poco, lo sapevamo già, basta guardare alle due edizioni di Nadir/ Napoli Direzione Opposta Festival e ai concerti ospitati all’interno dell’ex carcere Filangieri, oggi Scugnizzo Liberato. Quello che non sapevamo, e che forse avremmo dovuto immaginare, è che al Nadir non interessano solo i volti più noti, la musica che porta gente e quella che vorrebbero ascoltare. I ragazzi del collettivo vogliono prima di tutto una cosa: che si suoni e nelle migliori condizioni. Per questo si sono inventati Gravità Zero.

 

A parlacene è Luca Paolella, direttore di produzione degli eventi organizzati dal collettivo: “Gravità Zero è una rassegna indipendente, una rassegna di musica per gruppi emergenti, principalmente. L’idea di base è quella del palco libero, la novità: tutte le band che si esibiranno verranno pagate!”

- Come funziona?

“Ci sono 24 band iscritte, otto serate, tre band per volta, per un’ora compreso cambio palco. L’ingresso è di 3 euro, il totale incassato verrà diviso equamente tra le band esibitesi. I musicisti, anche se giovani e sconosciuti, avranno la garanzia di essere pagati e questa non è cosa che accade tutti i giorni, ecco.”

 Da quando avete aperto le iscrizioni che risposta c’è stata?

A una settimana dalla data di scadenza ne avevamo già più di ventiquattro.

 C’è stata una selezione quindi?

Sì, avevamo deciso che gli iscritti sarebbero stati selezionati solo se in sovrannumero, e fortunatamente così è stato

– Quali sono stati i criteri?

Compatibilità, solo questo. Compatibilità tecnica, di genere, di pubblico. L’unico motivo per il quale abbiamo escluso una band piuttosto che un’altra è che vogliamo che la serata funzioni e perché questo accada non devono esserci problemi di cambio palco, di incompatibilità di pubblico e così via. Le band scelte dovranno trovarsi nella migliore delle condizioni possibili, a suo agio nel giusto contesto.

 - Ci saranno solo emergenti?

No, assolutamente, ci sono anche facce note, musicisti che abbiamo già incontrato allo Scugnizzo, vecchie leve che credono nel progetto e che vogliono semplicemente suonare, incontrare un pubblico nuovo e farlo in un posto dove le cose funzionano. Parteciperanno alle stesse condizioni delle nuove leve. E poi noi vogliamo dare spazio agli emergenti, non ghettizzarli.

- Nadir cosa ci guadagna?

“Niente. Siamo un collettivo, non vogliamo guadagnare, ma contribuire. Le cose nella nostra città stanno cambiando e vogliamo fare parte di questo cambiamento. Può esserci una nuova scena napoletana, anzi c’è, ma non ha molti posti dove suonare e dove farlo con professionalità, che vuol dire guadagnare, lavorare e farlo in posto fatto per quello: i concerti.”

 - Le cose a Napoli stanno cambiando, che intendi?

A Napoli suona sempre la stessa gente, ciclicamente ritrovi la stessa band nella stessa location, per anni (lo stesso vale per le produzioni, e anche il pubblico sembra sempre lo stesso ndr),. Il mondo va avanti e Napoli resta indietro. Questo accade perché viene dato poco spazio ai giovani, perché non hanno luoghi dove mettersi in gioco, conoscere cose nuove, fare esperienza. Non serve a niente restare chiuso a suonare in garage, o nel pub di paese davanti ai compagni di scuola. Va bene, ma non basta. L’esperienza si fa in scena, con le luci, uno staff, i tempi stretti del cambio palco, e un pubblico che non è solo il tuo.

 – Non è la prima volta che Nadir s’interessa agli emergenti…

A Napoli in pochi pagano per andare ai concerti e l’attenzione verso gli emergenti, soprattutto da parte delle produzioni, è minima. Non ci sono molti spazi con adeguata strumentazione, professionisti nello staff e possibilità di scoperta, e crescita, per i giovani che vogliono fare musica. Per questo nel primo anno di attività del Nadir ci impegnammo in un contest online per partecipare al Festival estivo. Il secondo anno l’idea del contest non ci piaceva più, trovavamo la selezione “per merito” poco vicina al nostro modo di fare, troppo arbitraria, e sulla base di che? Così abbiamo pensato di strafare: Gravità Zero è un contest, perché effettivamente tre band verranno scelte per aprire i concerti del festival, ma il criterio resta quello della compatibilità, e non del giudizio sul merito; in più le band verranno pagate a prescindere dalla selezione e questo nei contest non succede mai.

Programmazione:

16 Marzo: Il Giungo di Cardàno/ Francesco Santagata/ Fiori di Cadillac

30 Marzo: Travel Gum/ Dan Zul/ 23 and Beyond the Infinite

6 Aprile: Franco Cimei / Diversamente Rossi/ Roberto Ormanni & il Quartet

12 Aprile: Vat Vat Vat/ Fugama/ Lamarck

4 Maggio: Fukjo/ Reverse/ Ahiphema

18 Maggio: Luk/ Slow Car/ 1989

1 Giugno: L’erba sotto l’asfalto/ Vitamina K/ Nuova Ingegneria Musicale

8 Giugno: Work in Progress/ Damash/ LoSciame

 

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