Gli album rivelazione del 2016 secondo gli artisti

Data: 30 dicembre 2016 |

Ecco quali sono gli album rivelazione del 2016 secondo Bharika, Blindur, Pepp Oh e Terzo Piano.

Tra sorsi di spumante e fuochi di artificio, un altro anno è giunto al termine. Il 2016 si è portato via con sé alcuni tra gli artisti più geniali mai esistiti: David Bowie, Greg Lake del trio Emerson Lake & Palmer, Paul Kantner fondatore dei Jefferson Airplane, Prince e molti altri ancora; ma l’Arte, pur soffrendo il clima luttuoso, non si è arrestata, anzi, ha assunto nuove forme musicali, tra omaggi ad artisti passati ormai a miglior vita e sperimentazioni con sound originali, facendo talvolta la scelta coraggiosa, in una società che si lascia trasportare dalle tendenze, di restare fedele a se stessa.

Noi di MCTC, per l’occasione, abbiamo chiesto a diversi artisti di dirci (secondo loro) tre album rivelazione del 2016.

 

Pepp-oh - Lanificio 25 - Diego Dentale

 

Anderson-Park-Malibu-Cover-music-coast-to-coast

Per Pepp Oh, rapper partenopeo dalla vena soul, Malibu, album di Anderson Paak, uscito il 15 gennaio 2016, “è stato una rivelazione”. Il cantante e produttore discografico statunitense “possiede un mood che io stesso sto cercando nella mia musica – dice Pepp Oh – e poi un rapper e un soul man che suona la batteria e canta allo stesso tempo non si trova facilmente in giro”.

enzo-avitabile-lotto-infinito-copertina-music-coast-to-coast

Secondo album rivelazione del 2016, per l’artista napoletano, è Lotto Infinito del conterraneo Enzo Avitabile che “riesce a far cantare quasi tutta l’Italia del Mainstream in Napoletano”. “Sentire Giorgia, Renato Zero, Caparezza e Mannarino pronunciare anche solo degli incisi in Napoletano era qualcosa di impensabile qualche anno fa – aggiunge il cantante – a testimonianza che qualcosa dal Sud si sta muovendo sul serio.”

A-Tribe-Called-Quest-We-Got-It-From-Here-Thank-You-4-Your-Service-album-cover-music-coast-to-coast

Ultimo ma non meno significativo album rivelazione del 2016 per il rapper: We Got It from Here… Thank You 4 Your Service degli A Tribe Called Quest i quali “fanno la coraggiosissima scelta di restare puri, di continuare ad essere se stessi nonostante oggigiorno le sonorità dell’Hip Hop stiano prendendo nuove forme e nuovi colori, dando la conferma che se le cose si fanno per bene, non esiste moda o corrente che possa condizionarti”.

 

Bharika - Sound music club - Diego Dentale

 

A segnalarci lo stesso album è Bharika, secondo cui gli A Tribe Called Quest restano validissimi anche dopo la morte di Phife Dawg.

lorenzo-senni-persona-music-coast-to-coast

Per il giovane artista gli altri due album rivelazione del 2016 sono Persona di Lorenzo Senni: “Un italiano che firma per Warp Records”.

yussef-kamaal-black-focus-music-coast-to-coast

Black Focus dei Yussef Kamaaljazzista funk di nuova generazione, coinvolgente, adatto a tutti” e, per chi fosse appassionato del genere, Bharika consiglia di tenere d’occhio anche i 291out, gruppo italiano di jazz funk puro.

 

Blindur - Pozzuoli folk festival - Diego Dentale

 

Massimo dei Blindur invece individua, non senza una certa difficoltà – per lui scegliere soltanto tre dischi è riduttivo -, i tre album rivelazione del 2016.

Bon-Iver_22-a-million_recensione_music-coast-to-coast

22 A Million di Bon Iver, le cui tracce benché abbiano riscosso pareri e opinioni contrastanti, sono ritenute dall’artista coraggiose ed interessanti. Blindur non può fare a meno di apprezzare la mossa di “scrivere folk e non suonarlo come tale, non avendo paura di spingersi sempre un pelino oltre salvando melodia, atmosfere, vocalità e sperimentazione”.

Zen-Circus_La-Terza-Guerra-Mondiale_recensione_music-coast-to-coast

Premia anche La Terza Guerra Mondiale degli Zen Circus, “un disco punk nello spirito, rock dritto senza se e senza ma, prodotto, registrato e mixato benissimo dal buon vecchio Appino, ma soprattutto un disco rock con contenuti, canzoni che hanno un significato chiaro e forte, testi rispettosi delle regole della canzone, ma assolutamente sinceri”.

beyonce-lemonade-cover-music-coast-to-coast

Infine, Lemonade di Beyoncé che ancora una volta dimostra di essere “una regina nel suo genere, sdoganandosi artisticamente sperimentando nuove soluzioni e avvalendosi di featuring super indovinate e interessantissime”. Scelta curiosa e inaspettata per Blindur che ancora una volta riesce a sorprenderci.

Per l’artista degni nota sarebbero anche Black Star di David Bowie, Your Best American Girl di Mitski, Una Somma Di Piccole Cose di Niccolò Fabi, The Hope Six Demolition Project di PJ Harvey, Dawn di RY X , Winstons dei The winstons e Skeleton Tree di Nick Cave & The The Bad Seeds.

 

Terzo piano - Farcisentire festival - Diego Dentale

 

kate-tempest-let-them-eat-chaos-music-coast-to-coast

Passiamo, infine, in rassegna le scelte dei Terzo Piano. Per Alfonso, batterista, l’album rivelazione del 2016 è Let Them Eat Chaos di Kate Tempest: “Il suo nuovo disco, come i lavori precedenti sono veramente sorprendenti. Rappato assolutamente originale, quasi teatrale in alcuni punti, arrangiamenti formidabili. Scoprire Kate Tempest – dice il battterista – è una delle cose più belle capitate nel 2016”.

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Phase di Jack Garrat è invece l’album scelto da Francesco, voce del gruppo salernitano: “L’album d’esordio di questo polistrumentista inglese è per me la vera rivelazione del 2016. Garratt non si inventa niente ma riassume con una maestria che non ascoltavo da tempo tutti gli ingredienti del pop moderno. Blues, jazz, elettronica e rock in quasi una ventina di tracce tutte azzeccatissime, 18 potenziali singoli con ritornelloni da hit ma mai banali. Jack Garratt ci insegna che l’elettronica si può suonare, può essere piena di espressività e dinamica e può essere sapientemente contaminata pur essendo semplice, pur essendo POP. Elemento aggiunto il fatto che se la canta e se la suona (live) in una maniera alquanto prodigiosa per un venticinquenne”.

soft-hair-soft-hair-cover-music-coast-to-coast

Un cd molto divertente, infine, secondo Rocco, terzo membro dei Terzo Piano, è Soft Hair dei Soft Hair. Un album in cui “la batteria fa il suo dovere (tipo John Lennon/Plastic Ono Band), le melodie sono sexy e c’è la giusta dose di detuned sparsa un po’ sul resto degli strumenti. Da ascoltare mentre fai il presepe con un amico/a”, ci consiglia Rocco, con il beneplacito, forse, del bue e dell’asinello.

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