Giovanni Truppi @ BASE Milano 20/04/17

Data: 22 aprile 2017 |

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Giovanni Truppi @ BASE Milano

Il live Solopiano di Giovanni Truppi: tra teatralità e conquista.

È stato Stefano qualche anno fa a farmi conoscere Giovanni Truppi. Sì, originale, ma non l’avevo mai ascoltato con troppo interesse. Prima della sua serata di ieri al BASE Milano riascolto qualche sua canzone, ma sono decisa a lasciarmi prendere ed eventualmente impressionare dal live.

Non conoscevo il Base in questa sua veste da concerti. È una location fantastica, intima, come se stessero suonando solo per te nel salotto di casa tua, con tanto di poltrone, divani, sedie a dondolo e piante. Con la vernice che profuma ancora di fresco.

La serata è la seconda in programmazione per Italica, una rassegna che mira a riscoprire la musica cantata in italiano. In apertura c’è Arcane of Souls, il progetto solista del calabrese Antonio Surace, accompagnato per l’occasione da basso, batteria e seconda chitarra. Suona brani dai suoi due album, Vivo e vegeto e Cenerè, che scivolano via abbastanza inosservati, fatta eccezione per qualche canzone come Gennaro o Lunatico Romantico Stomp in cui l’atmosfera si inizia a scaldare. Arcane continua a suonare per un’oretta, un po’ troppo per essere un opening act, beve whiskey e per questo lo invidio. Durante L’oro in bocca ci scappa anche un assolo di chitarra sotto luci strobo.

Il tempo di togliere strumenti, cavi e amplificatori e sul palco rimane un unico protagonista: il pianoforte personalizzato di Truppi. Il concerto infatti è una delle tappe del tour Solopiano, in cui i suoi brani sono riarrangiati e suonati con un pianoforte modificato per essere trasportabile, dal suono fiabescamente unico.

Il salotto di casa Base si è riempito, non c’è più spazio neanche sul pavimento. Ma quando Giovanni mette le mani sul suo pianoforte tutto tace. Non si sente volare una mosca, il pubblico ha il fiato sospeso e soltanto dopo ogni canzone esplode in un tripudio di applausi. Sembra quasi di essere a teatro, sia per l’atmosfera sia per la teatralità stessa che le espressioni di Truppi emanano. Così scorrono La domenica, Scomparire, Ti ammazzo e altri brani non presenti in Solopiano.

Durante Superman il pubblico prende vita e quasi non si contiene (e io sono tutta “ti prego Giovanni tieni la nota sulle dissonanze…” e l’ha tenuta anche molto bene). C’è spazio anche per altri “classici” riarrangiati come Stai andando bene Giovanni o Lettera a Papa Francesco I, il cui testo, ci tiene a precisare Truppi, è stato scritto da Antonio che è in sala. Mi giro durante la canzone, vedo un uomo con tanta barba che si commuove. Forse è Antonio, o forse è qualcuno che adora Papa Francesco.

Il concerto si conclude fin troppo presto con Tutto l’universo, durante il quale il pubblico si lascia andare a un coro rispettoso, come se provenisse da dietro le quinte di un palcoscenico, per rimanere nel gergo teatrale. Giovanni non dà spazio a parole di contorno, solo qualche grazie qua e là, ma concede un paio di bis. Nonostante la scarsa ora di live, io sono soddisfatta. Stai andando bene Giovanni e mi hai lasciato qualcosa nel cuore (da leggere con rigoroso accento napoletano, ndr).

 

Foto a cura di: Roberta Ruggiero

Editor Review

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  • Pubblico

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  • Organizzazione

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