Giovanni Lindo Ferretti @ Locomotiv Club 27/10/18

Data: 28 ottobre 2018 |

Giovanni Lindo Ferretti @ Locomotiv Club Time

Evento Information

Giovanni Lindo Ferretti @ Locomotiv Club

Per non dire una parola che non sia d’amore. Giovanni Lindo Ferretti nella sua Emilia Paranoica.

“Come rondine vo per l’ingrato destino, sono Giovanni Lindo Ferretti”

Oltre trent’anni di carriera, fedele ad una linea che chissà se c’è mai stata e se ci sarà mai, Giovanni Lindo Ferretti torna “a cuor contento” in quell’ “Emilia di notti agitate per riempire la vita e di notti tranquille in cui seduzione è dormire”. Il palco è quello della tana rossa del Locomotiv, gremito, sold out, felice e impaziente.

Set minimale, intimo: tre leggii, Ezio Bonicelli al violino e chitarra elettrica, Luca A. Rossi, basso e chitarra elettrica, e al centro Ferretti, un po’ profeta, un po’ sacerdote, con la sua pettinatura da punkettone in “attesa a piedi scalzi, ricoperto il capo per cantare il vespro la sera”.

Sono le chitarre elettriche ad aprire le danze e così tra Morire, Tu Menti, “coiti modesti e molesti”, ci si ritrova in mezzo ad un’orda di braccia alzate sotto l’inno di Oh Battagilero. Sì, forse è questa l’elemento più speciale di ieri sera, il pubblico. Da Pietro, che avrà avuto al massimo 5 anni, sulle spalle del padre, che aspettava “cosa volete” (Valium Tavor Serenase), ai visi distesi e compiaciuti di Curami, alle teste che decise andavano a tempo con Tomorrow (voulez-vous un rendez-vous). Dalle barbe bianche, ai bambini aggrappati ai genitori, ai ventenni, eravamo tutti lì, e tra il violino stridente e parole assordanti, siamo passati attraverso Stati di Agitazione.

Un repertorio che ha attraverso tutto, CCCP, CSI, passaggi della carriera da solista come in Dimora della carne, “un jukebox che stasera s’è inceppato, va molto all’indietro”. Resterà impresso il violino di Bonicelli in Intimisto, e in Amandoti, dove quasi apocalittico si scontra con la rudezza della chitarra elettrica. Peccato non si sia scelto di arrangiare il repertorio presentato, solo con gli strumenti presenti sul palco: la base con le batterie è stato l’elemento di amarezza per una serata che poteva dirsi perfetta. L’encore appartiene ai brani attesi, Emilia paranoica e Spara Jurij chiudono il sipario.

Un concerto necessario, brani necessari, più di trent’anni fa come ieri sera, perché non si smetta mai di sottolineare che “la libertà, un doveroso pericolo in verità” e che oggi, più che mai “la libertà è una forma di disciplina”.

Foto fonte: Facebook

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
Cover Evento
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