Giorgio Poi @ Serraglio 3/03/2017

Data: 5 marzo 2017 |

Serraglio: Giorgio Poi Time

Evento Information

Giorgio Poi @ Serraglio

3 marzo, è venerdì sera e Giorigio Poi presenta il suo album d’esordio al Serraglio. Concerto attesissimo, un po’ perché il giovinotto ha sulle spalle le aspettative della fan base di Bomba Dischi - c’è chi s’aspetta un nuovo fenomeno Calcutta, per dire – e un po’ perché, a meno di un mese dall’uscita, l’album Fa niente piace già a molti.

Giorgio Poi piace perché parla di sé e delle sue paturnie raccontandole tra tubature e tovaglie sporche, inquadrando la quotidianità in un’atmosfera metropolitana in cui è facile immedesimarsi. Piace perché puoi cantarlo a squarciagola ed esorcizzare il dolore per l’ultima relazione/lavoro/illusione andata a rotoli, oppure metterti le cuffie e concentrarti sul bellissimo basso o sui vari livelli di melodie e arrangiamenti. Insomma, Giorgio piace perché è bravo, e questo a Milano l’hanno capito.

Per l’occasione riesco a mettere insieme un paio di amici, tutti con gusti musicali diversi, ma allo stesso modo curiosi. Parto con Arianna, che ha deciso di sfidare gli hipster vestendosi da Pikachu, temendo di beccarsi facce storte e ricevendo invece solo abbracci, e mi ritrovo al Serraglio con Porsia e Giei, uno che ho sentito parlare solo di Dub e Rap e l’altro che, comparso da poco, subito si è messo a parlare di Rock’n’roll e Blues.

Già sulla 54, Ari ed io incontriamo le prime facce note, qualche volto di Rockit, in fila c’è Godzilla Market, all’ingresso Costello’s, dentro c’è Calcutta, Dragogna de I MinistriFrancesca Michelin, gli Any Other e un pubblico fittissimo di ascoltatori e sostenitori più o meno abituali della scena indie pop contemporanea.

Ad aprire il concerto di Giorgio Poi c’è Liede, ventisettenne torinese comparso nel 2016 con l’album Stare Bravi (Costello’s records/Believe). Durante il cambio palco si canta Stormi di Iosonouncane in riproduzione dopo Calcutta e Thegiornalisti. Sorpresa mi accorgo che non sono l’unica a cimentarsi nello starnazzamento preconcerto e la cosa mi fa ridere. Milano è molto più umana di quanto non sembri.

Giorgio Poi arriva sul palco e attacca col mio brano preferito, Paracadute. Subito parto a cantare e da lì non s’è più smesso. Parte Acqua minerale, cantiamo in coro già dall’attacco per poi finire su “a volersi bene, a sentirsi bene” in un grande abbraccio.

Incredibile come dopo così poco tempo dall’uscita dell’album (10 febbraio ndr.) i testi siano già entrati in testa a tutti, li conosciamo a memoria. Durante Tubature noi delle retrovie zona fonici accompagniamo Giorgio parola per parola, recuperiamo le file davanti sul ritornello e ci perdiamo insieme gridando su “hai visto come è strana la città”. Finisce il pezzo, partono fischi, applausi e grida.

Niente di strano ci accompagna verso la fine, tutti cantano a squarcia gola. Porsia si è convinto, grida “Viva Giorgio Poi, è il mio artista preferito d’ora in poi”, ride. Il brano prende una lunghissima e piacevole piega strumentale. “Molto prog, bello!” Giei gongola.

I brani dell’album finiscono in un gigantesco applauso, ma Giorgio non si ferma e ci regala due cover: Il mare d’inverno della Bertè e Aurora de I Cani. Arianna esclama un “Sono commossa!” e il concerto è finito.

Pare che il live abbia messo d’accordo tutti, gli innamorati al primo ascolto e i San Tommaso. Intanto è stato un gran concerto e si ringrazia Giorgio per il bel regalo.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    85 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
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