I Giocattoli @ Circolo Ohibò 01/05/18

Data: 2 maggio 2018 |

I Giocattoli @ Circolo Ohibò Time

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I Giocattoli @ Circolo Ohibò

I Giocattoli tra l’indie pop e il videomaking.

I milanesi rispettano le regole: se il Primo Maggio passa al calendario come festa dei lavoratori, state certi che a Milano nessuno lavorerà. Nonostante i disagi per recarsi e per tornare dal Circolo, l’Ohibò ha fatto il suo dovere, offrendo una serata intima, ma calorosa.

Ad aprire la serata ci sono prima i Venticentoquarantotto che presentano la loro Ghisolfa e dopo Ottobre.

Venticentoquarantotto Non è solo il CAP di Milano, ma è quello del quartiere dove abitano. Chitarre, batteria e la voce di Martina, riescono a scaldare il palco e come Ottobre regalano un mini live acustico alla sala.

Ottobre è una ragazza giovane, si presenta sola, guadagnando il centro del palco, chitarra e voce. Jeans e all stars. Timbrica che cattura da subito la scena, il suo live è di quelli intimisti fatti bene. Che esplode con alcune cover, inflazionate, ma di successo, ed è subito coro. Immancabile la cover di La musica non c’è di Coez e una Pesto calcuttiana che fa cantare proprio tutti.

Alle 23.00 circa, arrivano I Giocattoli, un gruppo neonato palermitano, con tanta energia e voglia di fare. I Giocattoli sono: Duilio, Ernst, Chiara e Davide, tutti appassionati di musica e di videomaking. Sono un gruppo indie pop, vanno d’accordo con Jodorowsky e amano il cantautorato italiano. Sono giovani e virali, la loro Sulla Neve ha raggiunto più di 10k visualizzazioni in tre giorni. Aprono il loro live con I love you, scanzonati, senza pretese, leggeri presentano il loro atteso debut album Machepretendi che si avvale della produzione artistica di Carota (Enrico Roberto de Lo Stato Sociale) e di Hyppo (Nicola Roda dei Keaton) uscito il 20 aprile per l’etichetta Giungla Dischi.

In scaletta non ci sono solo i loro inediti, ma anche cover come quella famosa dei Canova e sul coro di due belle ragazze di città, si manifesta Threesome, un versione un po’ da karaoke per un’esecuzione che non era al massimo delle possibilità.

Bill Murray , Ailoviù  e Astronauta, sono i tre singoli di maggiore successo della band, un pop appiccicoso, arrangiamenti essenziali, synth e pop. La voce di Chiara è riconoscibile. Tanta simpatia sul palco, i ragazzi sono spontanei, genuini, ma acerbi, ancora devono imparare ad affrontare il palco, a conviverci e ad essere meno amatoriali. Sono giovani possono e devono migliorare.

Nel corso della serata le sorprese non finiscono, è la volta dei due ospiti i Kaufman e gli attesi Sem & Stenn, che arrivano a supporto della serata, trasformando le basi in dance, facendo muovere il pubblico ristretto dell’Ohibò. I Kaufman intonano insieme ai Giocattoli L’età difficile. Con Sem & Stenn il live diventa più glam sulle note di Baby Run. Per poi concludere il concerto dal retrogusto synthpop anni 80, con Nonostante noi che: Odiamo il Lunedì, perdiamo i treni, ma speriamo che lì fuori ci sia un mondo migliore.

Brani semplici, per un gruppo che ha tanto hype e che può fare meglio, un buon inizio per I Giocattoli.

 

Foto fonte: Instagram

Editor Review

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  • Pubblico

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  • Organizzazione

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