Ginevra Di Marco – La Rubia canta La Negra

Data: 15 luglio 2017 |

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Ginevra Di Marco – La Rubia canta La Negra

A sei anni di distanza dal lavoro Canti, richiami d’amore torna una delle voci più autorevoli del new folk italiano, Ginevra Di Marco. La Rubia canta la Negra omaggio alla cantora argentina Mercedes Sosa, in uscita il 19 maggio per Funambulo/Luce Appare, vincitore della Targa Tenco 2017 come miglior Album di Interprete di canzoni non proprie è stato realizzato attraverso una campagna crowdfunding sulla piattaforma Becrowdy.com.

Un album  che  prosegue  il  percorso  di  recupero  e la  rilettura  dei  canti  popolari  del  mondo  iniziato nel  2006  con Stazioni  Lunari  prende  terra  a  Puerto  Libre, e  proseguito  nel  2009  con  Donna Ginevra. Mercedes  Sosa,  simbolo  della  lotta  per  la  libertà  del  popolo argentino  negli  anni  della  dittatura, ancora  oggi  è  una  figura  in  grado  di  insegnare  i  valori  del  coraggio  e  della  fiera  resistenza  alle oppressioni.  Vittima  di  censura,  arrestata  e  poi  costretta all’ esilio  nel  1979,  non  smise  mai  di condannare  ciò  che  avveniva  nel  suo  paese,  dove  riuscì  a  rientrare  alla  vigilia  del  crollo  della dittatura. “Esistono  artisti  ed  esistono  pupazzi  che  indossano  la  maschera  della  protesta  per  poi toglierla dietro le quinte. Mercedes Sosa ha scelto da che parte stare e ha pagato con la sofferenza dell’esilio questa coerenza feroce nonostante questo ha continuato a cantare  sui  palchi  di  tutto  il  mondo  e  il  suo  canto  era  un  vento  di  speranza  che  sapeva  arrivare  ovunque.  Quando cantava era  una  bandiera  alzata,  un  timbro  purissimo  capace  di  trasmettere  una straordinaria universalità, un amalgama perfetto di intimità e vita collettiva”, le parole di Ginevra di Marco dissipano qualsiasi dubbio sulla scelta di lavorare a questo disco e di farlo oggi, epoca che vive l’urgente necessità di una speranza che non si riduca a parole e buone intenzioni, ma in gesti rivoluzionari, in canti rivoluzionari.

In La Rubia canta la Negra le tematiche dell’amore si intrecciano con l’impegno sociale, la  passione emozionale con quella intellettuale, la ricerca e il viaggio nella tradizione del suono latino con  la  lotta politica. In  nessun altro luogo come  in Sudamerica la musica  e politica  sono fortemente  correlate.  Non  a  caso  gli  autori  di  testi  e musiche  dei  brani  interpretati  da  Mercedes prima  e  riproposti  oggi  da  Ginevra Di Marco sono figure chiave  nella  storia  sia  musicale  che  politica: i  poeti  della  milonga Atahualpa  Yupanqui (Luna  Tucumana)  e  Alfredo Zitarrosa (El  violin  de  Becho), perseguitato  politico  costretto  a  passare  gran parte della vita in esilio in Europa, o ancora Victor Jara, cantante, chitarrista e il più celebre martire  del  colpo  di  stato  fascista  in  Cile  (Te  recuerdo  Amanda) e Violetta  Parra pittrice, scultrice, poetessa,  musicista e ricercatrice, che ha  ispirato generazioni di cantanti cileni e di donne in tutto il mondo (Volver a los diecisiete).

La  Rubia  canta  la  Negra è  stato  prodotto  e  arrangiato  da  Ginevra Di Marco  con  i  compagni  di sempre Andrea  Salvadori (chitarre,  mandolino  ed  elettronica) e  Francesco  Magnelli (pianoforte  e  magnellophoni) Una squadra attenta a non distogliere  mai  lo sguardo da lidi  inesplorati per raccontare con curiosità e attenzione la ricchezza della cultura musicale del mondo. Una  cifra  stilistica  che accoglie  e  abbraccia  nuovi  universi musicali scegliendo poi, con netta convinzione, di restituirli in una visione assolutamente personale grazie anche all’utilizzo non convenzionale degli strumenti acustici.
Todo  Cambia,  canzone  feticcio  di  Mercedes,  è  un  commovente  inno al  cambiamento  e  alla filosofica accettazione del tempo che passa. Cantata in italiano su adattamento scritto da Teresa De Sio,  è  stata  registrata  e  suonata  dal  vivo,  coni  suoni  del  coro  mixati  con  quelli  del pubblico. In Te recuerdo Amanda, canzone d’amore scritta da Victor Jara, il più celebre martire della dittatura cilena, l’arrangiamento minimale di pianoforte e chitarra, si  intreccia alla perfezione con la delicata e profonda voce della cantante. Tracce malinconiche, cariche di dolore e sofferenza che  si  contrappongono  a  quelle  più  ritmate,  come  la  milonga El  violín  de  Becho, riarrangiata diversamente  dall’originale,  in  cui  un  groove  di  batteria  ossessivo  si  combina  con  basso,  synth, piano elettrico, chitarra e fisarmonica,  in un continuo gioco di contrasto fra ricerca  sonora e suono tradizionale.  Come  il  canto  di  lavoro  dei  raccoglitori  di  cotone El  cosechero,  canzone  da  ballo dal  ritmo  serrato,  in  cui è  evidente  la  presenza  dei  Forrò Miòr  e  in  cui  zabumba,  fisarmonica, batteria,  guitalele  crunch,  chitarra,  triangolo,  organo e  basso  contribuiscono  a  creare  un’atmosfera da  canzone  con  aria  da  strada,  tutta  da  ballare.

Altrettanto intensi i tre inediti Fuoco  a  mare, l’opening  track è un  brano  malinconico  chitarra  e  voce  su  testo  dello  scrittore  fiorentino  Marco  Vichi, ispirato alla  figura di Ginevra e al  suo percorso artistico. Sulla corda, racconta per immagini  la vita di un funambolo, è metafora della vita di tutti noi, in perenne ricerca di un equilibrio; un tango che  si sviluppa  secondo canoni tradizionali,  impreziosito dal timbro inconfondibile e caldo della cantante. Saintes Maries  de  la  Mer, primo  singolo  dell’album, è  una  canzone  mantrica  e  catartica  dedicata  alla festa  gitana  di  Santa  Sara,  protettrice  di  tutti  gli  zingari  e  i  nomadi  del  mondo:  pochi  accordi  che esaltano l’arrangiamento con sonorità a contrasto.

Liriche cariche di emozione, speranza e  sofferenza,  ma  anche  canti  di  lavoro,  d’amore  e  canzoni  da  ballo  che  Ginevra  interpreta  con  la sensibilità  e  la  versatilità  che  la  contraddistingue  da  sempre.  Canzoni  che  parlano  di terra  e tradizioni, solitudini e perdite, silenzi e mancanze.

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