Gimlii – Web Interview

Data: 30 ottobre 2018 |

Gimlii – Web Interview

Gimlii: un mondo privato tra luce e suono

Gimlii è l’alter-ego di Lilia, già attivo con due Ep auto-prodotti, usciti tra il 2014 ed il 2015. ::interleave è il suo primo album in uscita con questo pseudonimo. Il disco prodotto da Stèv, è una raccolta di brani composti durante un lungo periodo di silenzio forzato, nel quale intimità e introspezione sono stati fondamentali per capire quale direzione prendere per stare al mondo.

Cosa è per te ::interweave, come è nato e cosa rappresentano i due puntini prima del nome?

Dopo aver pubblicato due EP con il progetto che portava il mio nome, Lilia, ho passato un paio di anni “in silenzio” durante i quali ho registrato molti brani, otto dei quali sono finiti nell’album di Gimlii, ::interweave.

Ho contattato Stèv, artista e producer che stimo profondamente, per chiedergli se fosse interessato a co-produrre questo album. Avevo avuto modo di conoscerlo durante alcuni dei suoi live set nella mia città e seguivo il suo percorso artistico con vivissimo interesse.

Abbiamo iniziato quasi subito a concentrarci sulla produzione di ::interweave  e, oltre a co-produrre i brani e lavorare sugli arrangiamenti, Stèv si è occupato anche del mixing e del mastering del disco. Lavorare a stretto contatto con lui è stata un’esperienza davvero stimolante, e la sensibilità con cui ha saputo “cucire” degli abiti su misura per i miei brani, mi soddisfa completamente.

Come dico spesso, ::interweave è un piccolo mondo privato -forse il mio- visto attraverso una lente d’ingrandimento, ma è anche un canale per entrare in contatto con le persone.

I puntini li ho inseriti per accennare un’idea di intersezione, un po’ come quando da piccoli giocavamo a collegarli per scoprire solo alla fine quale figura avevamo disegnato. ::interweave per me è anche questo: sono una persona molto introversa e con questo album mi piacerebbe stimolare immagini e sensazioni nelle persone che lo ascoltano, per questo credo che sia per me uno dei tanti canali che costruiamo per comunicare, per iniziare un dialogo con altre persone.

 Cosa ti ha spinto a mettere da parte Lilia e a dar spazio al tuo alter-ego Gimlii?

Gimlii è uno pseudonimo che ho preso in prestito da un personaggio di fantasia. Era il nome che avevo dato alla pagina di SoundCloud dove avevo pubblicato una traccia segreta (che è in seguito finita nell’album), e che ho deciso di utilizzare per dar vita a questo nuovo progetto.

E’ un modo per separare la vita di tutti i giorni da quella creativa e per dare merito o colpa a qualcosa di mio ma in maniera più distaccata, quindi sempre interessante e stimolante. E poi mi piaceva il suono di Gimlii (che si legge “gHimlii”).

Anche Clepsydra I di Lilia era presente la “luce”, lì era una imperatrice che lotta contro l’Oscurità, in ::interleave si parla di parla di intersezioni fra luce e suono. Come mai questo elemento è sempre presente nella tua musica?

Perché imparo, con il tempo, a capire qual è la mia. Che tipo di luce emetto?

Piano piano riuscirò a definirla, e così le persone che decidono di ascoltarmi. Ma… forse ci vuole ancora un altro album per capirlo meglio :)

Weeping willow racconta con leggerezza la paura di invecchiare ed il desiderio di rimanere per sempre incantati e scatenati. Da cosa nasce questa tua paura e soprattutto in ambito musicale come si fa secondo te a non “invecchiare” e riuscire disco dopo disco a continuare a proporre materiale interessante.

Weeping willow è un augurio, per me: mi auguro di continuare a rimanere incantata, perché è un’attitudine che, con il passare del tempo, capita di… dimenticare. Non sempre accade, ma è davvero difficile conservare questa “abilità”.

Tutti noi veniamo influenzati dalle proposte del momento, di solito, quando escono, i dischi esistono già da un po’ di tempo, per cui abbiamo già molto altro da dire e non vediamo l’ora di passare al prossimo. In ogni caso penso che oggi sia fondamentale, oltre aprirsi in maniera genuina e curiosa alla produzione musicale, dare attenzione a quello che osserviamo nell’immediato: un progetto accompagnato da un immaginario riconoscibile, da una precisa estetica, qualunque essa sia, ha sicuramente una marcia in più ed arriva.

Prendiamo Imokai e PLUG, suonano completamente diverse, sono due facce opposte della stessa artista. Come riesci a mantenere coerente il tuo suono ottenendo tracce che si discostano tra loro anche per genere?

Da wikipedia: “Il disturbo bipolare può rappresentare una condizione medica gravemente invalidante. Tuttavia, molti individui con disturbo bipolare possono vivere una vita attiva e soddisfacente. Molto spesso è necessario fare ricorso ad una terapia farmacologica.”

Io sostituirei “creativa” a “farmacologica” e forse, in parte, avrò risposto alla tua domanda :) :)

Per capire meglio chi è Gimlii scegli un libro, un film e tre dischi che ti rappresentano

- “Neve” Maxence Fermine

- “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” Michel Gondry

- “Pink Moon” Nick Drake

- “Fever Ray” Fever Ray

- “Insides” Jon Hopkins

 Qual è la canzone che avresti voluto scrivere tu e perché

Jealous Guy, la sua semplicità mi scuote e tocca delle note universali e autentiche, mi fa sentire piccola piccola e immensa nello stesso tempo.

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