Al Soundgarden il live di Pepp-Oh e Ghemon

Data: 23 luglio 2016 |

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Non ero mai stata al Soundgarden prima del live di giovedì sera in cui ad esibirsi è stato Ghemon, con Le forze del bene, e a riscaldare la scena prima di lui Pepp-Oh, novità della scena hip hop nostrana. A sorprendermi, prima di tutto, è stato l’ambiente: immersa nella Mostra d’Oltremare di Napoli, leggermente appartata rispetto al resto, sorge una sala concerti che non ha nulla da invidiare alle altre. Il palco è situato all’interno di un giardino, a rendere il tutto maggiormente suggestivo, senza però intaccare in alcun modo l’acustica dei live. Ad accompagnare questa location, altre due sale: una Art Gallery al chiuso per ospitare eventuali esposizioni, e un Urban Floor all’aperto.
Ultimamente sono stati svariati i concerti che si sono tenuti presso il Soundgarden, tra cui anche quello delle Fede ‘n’ Marlen, e che proseguiranno fino a ottobre, con Salmo, Nitro e Gemitaiz, tutti live inerenti al festival Garden Rap Fest. Ma a dare il via alle serate rap della Mostra d’Oltremare sono stati Pepp-Oh e Ghemon che ha fatto ballare l’intera sala per quasi due ore.

La sala ci mette un po’ a riempirsi, ma alle 22 siamo tutti dentro e Pepp-Oh è pronto a iniziare. Tutti lo sostengono cantando le sue canzoni, e lui è il primo a divertirsi: accompagnato da Dj Uncino, dj nostrano attivo da anni nella scena hip hop, invita il pubblico a seguirlo. Tra un brano e l’altro, sulle strofe di Chesta nott’ il pubblico si è aperto più di quanto già non lo fosse, cantando a squarciagola il famoso ritornello. La voce di Pepp-Oh ha qualcosa che forse da un rapper non ti aspetteresti: a parte l’umiltà dei suoi sorrisi, la pienezza della sua voce presenta perfettamente un personaggio assolutamente semplice, esattamente come i suoi testi, interessante misto di tecnicismi tipicamente rap che rimandano a gruppi storici quali, ad esempio, i Sangue Mostro, e una voce assolutamente melodica in ritornelli che restano impressi nella mente, senza quindi trascurare l’importanza che può assumere la melodia. Il pubblico ha partecipato in modo continuo durante il suo live, tanto che quasi non sembrava fare da spalla, ma essere il protagonista della serata: sul finire del suo opening act, ha invitato tutti ad abbassarsi per poi saltare sul ritmo dell’ultimo brano presentato.
Ad applaudirlo tra il pubblico anche Oyoshe, altra personalità pregnante della scena hip hop napoletana e che figura anche nel videoclip ufficiale di Chesta nott’ insieme ad altri gruppi campani.

Intorno alle 23 e 30 la scena cambia e lentamente iniziano a salire sul palco Le forze del bene, composte da Teo Marchese alla batteria, Roberto Dragonetti al basso, Raffaele Scogna alla tastiera, Ramiro Levy alla chitarra e Alessia Marcandalli alla voce. Dopo circa 15 minuti arriva anche l’attesissimo protagonista della serata, che saluta il pubblico di Napoli dopo un tour in tutta Italia giunto quasi al termine. Chi conosce Ghemon sa che negli anni ha avuto un’evoluzione non da poco: da rapper dalle strofe mai cattive ma concise, alle citazioni filosofiche inerenti ai suoi studi, fino ai brani più recenti, maggiormente melodiosi e dalle sonorità decisamente diverse, ma non per questo meno apprezzabili. Durante un live sicuramente molto voluto ha presentato una scaletta ricca delle tracce provenienti dal suo ultimo album del 2014, Orchidee. Il pubblico era in visibilio, soprattutto perché ciascun brano era accompagnato da una vera e propria band che ha contribuito a rendere il tutto maggiormente funky, sia per sonorità sia da un punto di vista estetico. Uno dei primi brani è stato Quando imparerò, atteso e cantatissimo esattamente come Da lei (con lo scudo e la spada) e Crimine. Tutte con sonorità rivisitate, le tracce si susseguivano fermamente, una dopo l’altra, senza lasciare mai il pubblico insoddisfatto, fino a raggiungere il culmine dell’attenzione con Fuoriluogo ovunque, brano assolutamente molto sentito dai presenti che cantavano a squarciagola. Il momento sicuramente più emozionante è stato quando, durante il bis di chiusura, ha cantato Nessuno vale quanto te, brano che vanta la presenza nell’official video di Marco Belinelli, cestista italiano di fama mondiale. Durante quella manciata di minuti la sala si è totalmente fermata seguendo Ghemon nelle parole. Il rapper poco prima aveva introdotto il brano non a caso con una citazione di Michael Jordan, il quale sosteneva che bisogna andare avanti, nonostante tutto, continuando a credere nelle proprie capacità. Ed è stato con queste parole che Ghemon ha salutato il Soundgarden, il cui pubblico si è poi riversato in direzione dei camerini, aspettando fiducioso la sua comparsa.

La cosa interessante di queste serate è la diversità delle persone che le frequentano, così come gli sperimentalismi musicali che stanno interessando la gran parte della scena hip hop italiana e che sicuramente non dispiacciono.

Report a cura di Lorenza Carannante.

Editor Review

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  • Pubblico

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  • Organizzazione

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