Get Well Soon – The Horror

Data: 8 giugno 2018 |

Album Information

Get Well Soon – The Horror


A distanza di due anni dal precedente Love, per Get Well Soon, progetto del tedesco Konstantin Gropper, è arrivato il momento di fare le cose in grande.

La volontà di unire l’intimità personale alla propria musica è il punto di partenza di The Horror, uscito l’8 giugno per Caroline International/Universal. In poco meno di un’ora, il Nostro mette in mostra i suoi incubi e le sue paure, arricchendole di una musica spettrale e cinematografica: il pop da camera che ha sempre caratterizzato il sound di Gropper adesso diventa una vera e propria colonna sonora e il risultato è la produzione di dodici pezzi che potremmo sentire in un film di Alfred Hitchcock. Il musicista si propone come risultato quello di abbattere l’orrore che ci racconta, come se volesse liberarsi dall’oscurità e dalla claustrofobia che narra ai suoi ascoltatori attraverso intrecci a non finire di archi, ottoni, legni, percussioni e pianoforti.

Oltre alla finezza e alla ricercatezza musicale, Gropper propone anche testi piuttosto impegnati e una discreta quantità di ospiti, come testimonia la presenza della tunisina Ghalia Benali e di Sam Vance-Law. Insomma, i presupposti per un lavoro di qualità ci sono tutti e dalle premesse l’impressione è la ricerca di un definitivo salto di qualità.

In apertura con Future Ruins Pt.2, arricchito proprio dalla voce della Benali, ascoltiamo subito uno dei pezzi più sperimentali e avanguardistici dell’album, che non rimarrà fermo su questo binario. Infatti, con l’avvento degli “incubi”, il lavoro vira decisamente più sul classico synth-pop misto a chamber pop tanto amato dal musicista: Nightmare n.1 e Nightmare n.2 ne sono un chiarissimo esempio, così come in Nightjogging, che vede anche la presenza di Kat Frankie. Non sono del tutto abbandonati i momenti sperimentali, come testimonia l’utilizzo di field recording in An Air-Vent (In Amsterdam) o in A Misty Bay At Dawn. In chiusura, i cinque minuti e mezzo di (Finally) A convenient truth, danno l’impressione che l’artista sia riuscito a trovare, almeno in parte, la sua dimensione, e lo comunica attraverso un lento crescendo che porta alla libertà e alla serenità.

Complessivamente, The Horror si propone come un lavoro fine ed elegante, dalle numerose proposte, in realtà non tutte riuscite, ed è evidente l’attenzione e la cura maniacale con la quale Gropper ha prodotto quest’album. Per quanto intoccabile sotto un punto di vista puramente tecnico e strutturale, bisogna tener presente che The Horror risulta piuttosto pesante alla fine dell’ascolto e a tratti eccessivo, apparendo quindi convincente solo a metà.

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