Generic Animal – Web Interview

Data: 25 luglio 2018 |

Generic Animal – Web Interview

Generic Animal: l’emoranger a difesa della provincia!

Luca Galizia aka Generic Animal, classe 1995, ha iniziato la sua carriera musicale a cavallo del 2014 suonando la chitarra coi Leute.  Debutta nel gennaio 2018 con l’omonimo disco solista. Ad inizio luglio ’18 ha pubblicato con Carlo Zollo il nuovo disco Emoranger pubblicato per La Tempesta e Bomba Dischi. In questo nuovo album prova a scrivere autonomamente, distaccandosi dal tutoraggio di Jacopo Lietti dei FBYC. Noi di MCTC abbiamo fatto due chiacchiere con lui per conoscere meglio la sua personalità artistica e non.

In prima battuta Generic Animal, perché? Effettivamente nei singoli Broncio, Alle fontanelle e nell’album omonimo si notano illustrazioni di animali, cosa rappresentano?

Generic Animal è il nome che ho dato ad un disegno che ho fatto anni fa, raffigura un piccolo animaletto senza forma. Giusto un po’ cane. Non rappresenta nulla se non degli animali veri ma un po’ sfigurati. Ho curato tutte le grafiche ma la cosa che ha guidato il tutto è stata la copertina del disco… di conseguenza tutte le immagini associate ai singoli hanno preso quella piega lì.

Ho apprezzato molto Interludio, il pezzo che inizia con una lunga strumentale piano-chitarra che traghetta in una dimensione blues ma anche molto alla Elliot Smith. Nelle altre tracce c’è anche molto di hip hop e R’n’b. Cosa o chi ha influenzato la composizione?

Penso tutte le cose che ho ascoltato da 5 anni fa al momento in cui ho smesso di scrivere le demo del disco. Dall’emo midwest a Sergio Caputo.

 Il singolo Aereoplano è il primo pezzo scritto di tuo pugno ma nonostante ciò non differisce dal vissuto di quanto presente nell’album. Pensi che la scrittura di Jacopo Lietti ti abbia influenzato in qualche modo?

Sicuramente. Senza il suo input e senza il primo disco non avrei mai avuto la forza di cominciare davvero ad esprimermi da solo.

Il tuo album è stato definito una rivelazione del 2018, ti saresti aspettato questi numeri di ascolti?

Onestamente no. È stato tutto molto sorprendente ma anche senza pretese.

Il tuo album è interamente in italiano, sintomo di espressività. Hai mai pensato di scrivere un pezzo in inglese per ‘arrivare’ anche ad un pubblico estero?

In realtà in passato, prima di avere un progetto solista in italiano, ho sempre solo scritto in inglese.

Quindi il cambiamento è stato inverso. Non mi sarei mai aspettato di cominciare a scrivere in italiano fino a che non l’ho cominciato a fare per caso e con gusto.

Delle volte penso che mi piacerebbe riprovare a scrivere in inglese ma per ora va bene cosi.

Con chi ti piacerebbe fare un featuring, che sia italiano o straniero?

Ci sono tanti artisti che amo con cui vorrei fare degli esperimenti. Mi piacerebbe fare un featuring con Tedua, Rex Orange County e  i Title Fight.

I pezzi di norma creano una sorta di romanzo cantato. Ti piacerebbe recitare in un film, che genere di personaggio saresti e in che genere di film?

Mi piacerebbe fare sketch comici quello sì. Forse non un film. Molte persone mi dicono che assomiglio ad Antonio Rezza. Ma in realtà amo di più cose tipo Key and Peele o David Chapelle.

Cosa pensi dell’exploit attuale della musica indie pop italiana e degli attuali fenomeni musicali (vedi Liberato, o comunque la musica trap)?

Penso ci siano poche cose italiane che ascolto che musicalmente riesco a paragonare a musica internazionale e quindi che riescano ad impressionarmi come i miei artisti preferiti o ad entrare a far parte di quella cerchia, nel cervello ma anche nel mio Spotify.

È un momento importante per la musica italiana, ci sono progetti che stanno davvero smuovendo le folle e creando qualcosa di livello e altri invece che creano solo confusione e qualunquismo musicale.

Quali sono gli artisti o le band che più apprezzi in questo momento?

Il mio progetto preferito 2017/2018 sono i Brockhampton, una boyband americana incredibile.

 

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