Franco Battiato “Luce del Sud” @ Napoli Teatro Festival 5/06/17

Data: 6 giugno 2017 |

L' oltremondo in musica... per tutti Time

Evento Information

Franco Battiato @ Napoli Teatro Festival

L’ oltremondo in musica, per tutti

Una sera di giugno, l’inaugurazione di un importante evento cittadino, la piazza più collettiva di Napoli. Il set per il live di Franco Battiato nella capitale del Sud Italia è a dir poco perfetto. Sembra di essere al cinema a guardare la trasposizione sul grande schermo di quel libro che ti è piaciuto tanto. Il libro preferito che ti accompagna sin da piccolo nelle gite, nei viaggi, nei giorni di pace.

Il live di Franco Battiato apre il Napoli Teatro Festival 2017. Luce del Sud è il nome dello spettacolo aperto a tutti in piazza del Plebiscito che ha visto salire sul palco anche Mimmo Borreli, Imma Villa e Fabrizio Gifuni. Gli attori hanno intervallato il concerto con letture di brani estrapolati da opere di Giordano Bruno, Giambattista Vico e Wystan Hugh Auden.

Battiato sale sul palco intorno alle 22:00. Indossa una lunga giacca rossa e avanza con fare lento. Si siede al centro del palco abbracciato in ogni lato da una orchestra composta da numerosi elementi.

L’era del cinghiale bianco dà il benvenuto ad un pubblico vastissimo. C’è una folla di anime a p.zza del Plebiscito. No time no space e Shock in my town accendono completamente l’atmosfera. “Adesso vi canterò un brano che farà piangere qualcuno”, dice Battiato introducendo Le nostre anime. L’artista resta seduto “spiegando” ai presenti la sua scaletta. Il trasporto emotivo è notevole, generato anche dalla scelta di armonizzazioni morbide ed asciutte. Lo spettacolo è ricco di essenzialità.

Non riesco a scrivere molti appunti sul mio quadernino. Mi lascio trascinare dall’euforia collettiva. Tutti insieme saltelliamo, giochiamo al suono dei brani, incitiamo il Maestro che con voce flebile nel parlato e vibrante nel cantato cerca la comunione col pubblico.

Battiato è un punto fermo fissato dinanzi a noi. Il suo corpo è lì ma la sua anima vaga chissà dove. Viaggia oltre questo mondo, oltre il mondo delle cose che conosciamo. Io chi sono, chiede al Cielo. La voce si unisce all’infinità dello spazio. Povera patria segna un momento sentito. Il pubblico è corale, sfoga la propria frustrazione per i Governi infausti con un applauso: “Tra i goverananti, quanti perfetti e inutili buffoni… Me ne vergogno un poco e mi fa male vedere un uomo come un animale”.

Atterro improvvisamente sulla pietra della pavimentazione della piazza. Gifuni sale sul palco per leggere un brano di Vico. La gente attorno a me è distratta, gioca coi cellulari. Una donna alla mia sinistra dice ad un’amica: “Sì, è anziano ormai (riferendosi a Battiato). Vedi, ci sono persone che addirittura conoscono le sue canzoni a memoria!”.

Questi sono gli inconvenienti degli eventi aperti a tutti

Penso tra me e me.

Franco torna a cantare ma qualcosa disturba la sua performance. La risoluzione audio non è eccellente. Il Maestro infatti “va fuori tempo” diverse volte. Credo di capire che Battiato non riesca a sentire in maniera corretta il suono attraverso le cuffie che indossa. Anche in piazza alcuni suoni non riescono a giungere. La stagione dell’amore è il trionfo della sobrietà, accompagnata da un dolce canto di violini. L’artista ci regala poi una versione romantica di Prospettiva Nevski. “Adesso ci sarebbe ‘La cura’ che però vorrei saltare”, dice scherzando.

Un’immensa onda di cellulari riprende l’esecuzione del brano. Si palesa dinanzi al mio disappunto l’ossimoro dell’attrito tra il metafisico e la tecnologia, tra il trascendente e il corruttibile.

Finalmente Battiato si alza in piedi e si avvicina al pubblico. Cuccurucucù, Centro di gravità permanente e Voglio vederti danzare fanno ballare i presenti. L’artista si allontana per un minuto, torna e riconquista il palco con una dolce versione al pianoforte di Era de maggio. Questo è l’omaggio di Battiato per Napoli.

“C’è ancora tempo per altri due brani”, dice. E ti vengo a cercare e Stranizza d’amuri chiudono un live a dir poco metafisico. Franco saluta il pubblico dicendo con voce educata: “Vi ringrazio”. E poi ci mostra le sue spalle mentre si allontana a passi lenti.

Non è possibile descrivere attraverso le parole il senso dell’Infinito. L’esperienza ultraterrena a cui si prende parte durante il live di Franco Battiato è complicata da spiegare. Bisogna essere pronti a questo viaggio e giungere sotto al palco col cuore e la mente completamente spalancati.

Ci sarebbero altre cose da dire riguardo al pubblico e al fatto che la serata sia stata aperta a tutti. Riguardo al fatto che a Napoli la folla partecipa a qualsiasi evento gratuito, anche a costo di disturbare col chiacchiericcio e i commenti inopportuni coloro che sono presenti. Ho dovuto spostarmi diverse volte in mezzo agli altri perché c’erano attorno a me tante persone che sovrastavano la musica con le loro parole, con le loro telefonate ai cellulari. Le tribù di sub-urbani ci hanno circondato davvero.

Mi piace però pensare che l’organizzazione abbia voluto dare ai più la possibilità di vivere un viaggio senza paragoni. D’altronde la cultura deve essere di tutti, per tutti. E Battiato è tra gli ultimi patrimoni che sono rimasti a questa Nazione.

 

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    55 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
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