Franco Battiato e Alice @Auditorium della Conciliazione 17/03/2016

Data: 19 marzo 2016 |

Franco Battiato e Alice Time

Evento Information

Franco Battiato e Alice @Auditorium della Conciliazione 17/03/2015

La grande bellezza. No, non è il film premio Oscar quello di cui stiamo parlando, ma la seconda serata, tra le cinque previste, che ha portato nel cuore vecchio della Capitale due ragazzini di rispettivamente di 71 e 68 anni, Franco Battiato e la sua ex-discepola Alice, dimostrando ancora una volta quanto la musica non conosca stagioni. Quello che era un semplice, seppur magnifico, teatro di centro città, diventa l’ambientazione di un sogno ad occhi aperti non appena le luci si abbassano e gli archi dell’Ensemble Simphony Orchestra, accompagnati da un timido fascio di luce, fanno il loro ingresso, seguiti a ruota dalla band che accompagna il Maestro, composta da due chitarre, un basso, una batteria e le tastiere di Angelo Privitera.

Il debutto è da brivido. Come un plotone pronto a compiere la sua dolcissima missione i violini si mettono in posizione, preparando l’entrata in scena di Battiato sulle note de L’Era Del Cinghiale Bianco. Come al solito etereo rispetto al mondo che lo circonda, tranquillo si avvicina al suo microfono e seduto di fronte alla platea, in un’attitudine quasi da strimpellata domenicale inizia a narrare le storie accompagnando talvolta con le mani, come se fosse lui il vero direttore d’orchestra, l’andare e il venire delle note, dando il via e la fine al suono dei violini, chiudendo il pugno e permettendo il primo di tanti scrosci di applausi. Il primo set è avviato. Si procede susseguendo brani inediti, come Lo Spirito Degli Abissi, a vecchi capolavori che lucidano gli occhi del pubblico, prima fra tutti No Time No Space. Le parole “I love you, especially tonight” sembrano essere i pensieri di tutti quelli che, fortunati, stanno guardando questo spettacolo di superiorità che è Franco Battiato. Dai suoni dolci si passa all’apocalisse di Shock In My Town, per poi tornare al contemporaneo, così amato da un autore che da sempre cerca e produce nuovi stimoli, con la nuova Le Nostre Anime, e poi deliziare ancora una volta con vecchie glorie come La Canzone Dei Vecchi Amanti, versione italiana de La chanson des vieux amants di Brel contenuta in Fleurs, e La Cura, per cui Battiato lascia la sua sedia e si dedica al suo pubblico, salutandolo per la prima volta e lasciando finalmente il palco ad Alice. Per quest’ultima il tempo sembra avere un’altra dimensione: col suo solito piglio e la sua voce Alice si lascia andare ad un mini-concerto in cui dà prova del suo anticonformismo lasciando a canzoni celebri come Per Elisa solo un piccolo spazio, e presentando invece al pubblico brani meno conosciuti ma non per questo meno importanti. Dopo le note celestiali de Il Sole Nella Pioggia ecco che finalmente arriva il primo momento di duetto tra i due artisti. Insieme infatti propongono alla sala, visibilmente presa da quello che avviene al di là della quarta parete, alcuni pezzi noti del bagaglio artistico di Battiato tra cui, tra le altre, un omaggio a Claudio Rocchi con La Realtà Non Esiste, l’intima e meravigliosa Prospettiva Nevski e l’avvolgente Summer On A Solitary Beach, sulle note finali della quale Alice lascia spazio ad un’altra meravigliosa parentesi con protagonista il solo Battiato. Nel corso di questa si ha l’occasione di ascoltare per intero La Voce del Padrone (1981), album pietra miliare non solo della carriera dell’artista ma di tutta la musica italiana, con i suoi brani trascinanti come Cuccuruccucu e Centro Di Gravità Permanente. Il delirio è visibile, tant’è che molti iniziano a lasciare i propri posti per andare sotto il palco, ad accogliere festosi il rientro in scena di Alice, sulle note di Sentimiento Nuevo, e a rendere loro omaggio con la prima delle tre standing ovation che l’Auditorium ha riservato ai due artisti, a cui chiederà ancora due bis, prima con Stranizza D’Amuri e L’Animale e poi, alla fine, con I Treni Di Tozeur. A sorpresa, e quasi a voler dare un ultimo abbraccio a chi gli ha regalato una serata di applausi, il Maestro concede insieme ad Alice un’ultima perla, improvvisando E Ti Vengo A Cercare. 

Chi si aspettava di vedere una performance stanca ha dovuto ricredersi. Il nostro Franco Battiato, seppur seduto, quasi distaccato,  e con la sua solita attitude da chi non riconosce nessuna delle regole del mondo artistico in cui lo si tenta di inserire da sempre, ha offerto, insieme alla sempre imperfetta, e perciò perfetta, Alice, due ore di passione e ironia, di storie e di canzoni, di musica e arte, che il peso dell’età non riesce a schiacciare.

 

 

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    92 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    84 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
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