Bastille @ Auditorium Parco della Musica

Data: 18 giugno 2017 |

Foto Information

Bastille @ Auditorium Parco della Musica

Il ritorno dei Bastille nella capitale

I Bastille sono tornati finalmente in Italia per una data bramata e attesa dai fan romani. L’ultimo concerto a Roma risaliva al lontano 2014, quando si erano esibiti al Postepay Rock in Roma, acclamati come una delle band più amate d’Italia. Ieri, 17 giugno 2017 sono tornati nella capitale per esibirsi all’Auditorium Parco della Musica. Peccato che la risposta nella partecipazione del pubblico non sia stata delle migliori: buona parte delle tribune era vuota e un buon 40% di posti a sedere nel parterre altrettanto. Forse la popolarità di questa band è inesorabilmente diminuita e nemmeno l’uscita del nuovo album Wild World, dal quale prende il nome questo tour 2017, ha risollevato le sue sorti. Nonostante la bassa presenza di pubblico, il calore e la partecipazione non sono mancate tra gli under 20, tra i quali la mia partecipazione ha alzato notevolmente la media. Ma veniamo all’esibizione vera e propria. Il concerto è iniziato in maniera esplosiva ed energica, perfettamente in linea con lo stile della band, accompagnata da una scenografia degna del loro calibro. Peccato che finisca qui l’elenco degli elementi positivi del concerto. Il pubblico, alzatosi immediatamente, fin dalle prime note suonate dalla band, viene ricacciato indietro dalla sicurezza tra l’incredulità generale. Già alla conclusione del secondo brano in scaletta si presentano i problemi: una delle tastiere di Kyle Simmons smette di funzionare e dopo qualche breve minuto di interruzione i tecnici arrivano alla conclusione di dover sostituire lo strumento. Finalmente la band si ricompone e nell’attesa Dan Smith e Will Farquarson danno vita ad uno dei momenti più alti del concerto: Bad News viene rielaborata e suonata in acustico per dare vita ad una esibizione straordinaria. Insieme a Bad News, una delle migliori interpretazioni riguarda il brano Two Evils, eseguito a cavalcioni sul muro laterale accanto al palco con l’accompagnamento di un semplice arpeggio di chitarra e un basso essenziale. Dopo questa breve parentesi è possibile riassumere il concerto come una serie ininterrotta di ritornelli molto simili tra loro. Il sound della band dal vivo è molto più cupo rispetto a quello in studio; il basso molto chiuso e profondo, i synth, l’assenza di una chitarra a bilanciare gli alti e i medi creano un effetto a volte ovattato, a volte troppo “elettronico”. In molti dei brani la voce del cantante, stranamente perfetta e intonata nel corso dell’intera esibizione, tendeva ad essere oscurata dagli altri strumenti e in alcuni momenti a scomparire se non fosse stato per il supporto dei cori. La scenografia, per quanto fosse accattivante, con tre schermi larghi e stretti che attraversavano orizzontalmente il palco, ricordavano fin troppo i Muse di The 2nd Law e Drones, con titoli finanziari di borsa, valutazioni delle principali valute mondiali e news che ricordano proprio la svolta più elettronica dei Muse del 2012. Anche le voci registrate in molti brani prendevano ispirazione da Unsustainable e da Isolated System, sempre dei Muse. La voce di Dan Smith reggeva senza dubbio tutta l’impalcatura musicale e allo stesso tempo quella scenica, infatti era l’unico dei componenti della band che dava movimento alle esibizioni saltando, ballando, correndo da una parte all’altra del palco, scendendo tra il pubblico a battere il cinque ai fan; gli altri membri sono rimasti immobili per tutta la durata dell’esibizione, soprattutto Will Farquarson, dal quale forse ci si aspetterebbe un po’ più di partecipazione. La scaletta del concerto ha ripercorso l’intera carriera dei Bastille, dagli esordi (e allo stesso tempo grandi successi) di Bad Blood fino ai brani di Wild World, per una successione di canzoni energiche, ballabili, orecchiabili ma decisamente piatte e inespressive per un orecchio più attento a certi dettagli. Sono mancati spunti personali da parte dei componenti della band, sono mancati gli assoli, di qualsiasi tipo o strumento vogliate, ma anche l’audacia del cantante, che si manteneva sempre sul sentiero già battuto, senza esporsi con note alte o variazioni sul tema dei brani. In chiusura l’esibizione dei Bastille è stata tanto solida quanto ripetitiva, ma l’importante è che la risposta del pubblico e dei fan più sfegatati sia stata positiva. Mi domando come si possa classificare i Bastille ancora oggi, nel 2017, come una band “rock”, quando di rock c’è veramente poco o niente. L’etichetta, molto di moda in questi ultimi tempi, è sicuramente quella pop. Decisamente quella pop e la chiusura scontata con Pompeii non fa altro che confermare questa tendenza.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    60 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    95 Punti
Foto in Evidenza
Tag Foto

Lascia un commento

0 Comments on Bastille @ Auditorium Parco della Musica

Lascia un Reply

Ti va di lasciare un commento?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>