Fluxus – Non Si Sa Dove Mettersi

Data: 8 febbraio 2018 |

Non Si Sa Dove Mettersi Track List

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Fluxus – Non Si Sa Dove Mettersi

Sedici anni di attesa per il nuovo album dei Fluxus.

La punk rock band torinese rilascia Non Si Sa Dove Mettersi, prodotto in maniera autonoma grazie ad una campagna di raccolta fondi realizzata con Musicraiser. La loro musica, alternativa e progressista, riesce ancora a fare rumore nella discografia contemporanea.

I Fluxus si formano agli inizi degli anni ’90. Dopo aver confezionato indipendentemente il loro primo album dal titolo Vita In Un Pacifico Nuovo Mondo, realizzano altri tre lavori discografici, segnando una impronta importante all’interno dell’hardcore italiano. La veste sonora dei Fluxus si compone di atmosfere noise con forti influenze che derivano dall’universo dell’heavy metal.

Nei Secoli Fedeli nuota in una serie di onde elettriche che si inseguono. Congiunzioni di corde e batterie regnano sovrane all’interno del brano. Il canto funge da narrazione alternativa rispetto a quella del sound. “Siete scarafaggi di una nuova specie… siete come dei cerbiatti davanti ai fanali”. Il Dio a cui si affidano le nuove generazioni priva i suoi fedeli della redenzione e della ragione.

Se Ami Gli Oggetti non provi empatia per le persone. “Quando ci sarà la rivoluzione tutti saliranno sul carrozzone… ami gli oggetti, usi le persone. Vivi in una casa disabitata da te”. L’heavy metal del brano è una travolgente sinfonia hard che smuove le coscienze della società contemporanea. Vivere senza osservare la realtà che ci circonda è la normale conseguenza di una predisposizione negativa dell’animo. Non siamo presenti a noi stessi, come potremmo esserlo nei confronti degli altri?

Gli Schiavi Felici passeggiano per le strade delle città affollate. “Drogati impotenti, felici e contenti. Perfetti e ignoranti, nel bene e nel male sempre distanti… immobili nel vuoto dentro a sogni senza vita”. Le paure della schiavitù sociale sono esorcizzate attraverso una energica sessione di chitarre e batteria che irrompono nel brano. Ondeggiare il capo muovendo i capelli al vento è impossibile durante l’ascolto.

Alieni Per La Strada si affidano alla guida del basso. Le profonde note sprigionate dallo strumento ci introducono in una stanza densa di inquietudine. Grida di supplica si sprigionano nel ritornello travolto da una carica elettrica. “Ognuno è solo con la sua guerra… Lasciateci andare, dateci indietro ‘ché indietro non vogliamo tornare. Non abbiamo risposte… noi non vogliamo più bisogni, certezze e soluzioni”.

In questi tempi caotici non si da dove mettersi, dove andare per trovare la giusta dimensione della nostra esistenza. Il tormento e l’incertezza spirituale dei Fluxus sono espressi attraverso un sound incandescente. L’ironia e l’hard core della band ricordano lo stile produttivo dei Dead Kennedys, gruppo californiano intento a dissacrare la società e la politica americana con una formula musicale composta da rock e punk.

La pulsione narrativa dei Fluxus ci fa volare col pensiero anche verso la poetica dell’Incendiario dello scrittore futurista Aldo Palazzeschi. Le fiamme dell’incendiario sono le uniche forze in grado di contrastare l’aridità di una società atrofizzata dagli schemi convenzionali.

Nel segreto delle mie stanze/passeggio vestito di rosso,/e mi guardo in un vecchio specchio,/pieno di ebbrezza,/come fossi una fiamma,/una povera fiamma che/ aspetta…./il tuo riflesso”.

Editor Review

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