Filippo Gatti e Francesco Di Bella – Intervista

Data: 14 marzo 2018 |

Filippo Gatti e Francesco Di Bella – Intervista

Filippo Gatti e Francesco di Bella presentano “Impara a nuotare”

Nei tempi che corrono ormai va sempre più di moda la canzone “spiccia”, quella usa e getta. Quella canzone scritta “a suon di euro” ma che, tempo qualche mese, viene dimenticata. Ma c’è chi sta creando una falla in questo sistema. Chi ha ancora a cuore il cantautorato nudo e crudo, quello che attecchisce nell’anima,quello che racconta,che fa riflettere,che fa “vedere”. Questa falla nel sistema si chiama “Impara a Nuotare”: un laboratorio per musicisti e cantautori, organizzato da Tutto Lascia Traccia e coordinato da Filippo Gatti e Francesco Di Bella che, insieme ad altri “insegnanti” d’eccezione, affronteranno tutti gli aspetti fondamentali legati alla produzione di una canzone. Il 9 Marzo in occasione della presentazione dell’ edizione napoletana di “Impara a Nuotare”, ho fatto un’appassionante e lunga chiacchierata con Gatti e Di Bella al Music Melody Bar (MMB).

– “Impara a credere, impara a scordare, impara a guardare la luce, impara a nuotare” è lo slogan con cui viene accompagnata la presentazione del laboratorio “Impara a nuotare”. Ci volete illustrare brevemente di cosa si tratta e a chi è rivolto?

Gatti: Inizio io perché è una citazione di una mia canzone, che ho scritto nel 2000 con il mio gruppo Elettrojoyce, e si chiama L’Evoluzione dei Pesci. In realtà ho utilizzato solo la frase “Impara a Nuotare” per il titolo del laboratorio. “Impara a nuotare” perché innanzitutto è un tuffarsi nell’acqua della composizione della canzone. L’esempio che faccio sempre è che non si può imparare a nuotare se non sei in acqua. Questo è un laboratorio in cui ci mettiamo in gioco tutti, dagli iscritti a chi è nel ruolo di docente, e lavoriamo sulle canzoni tutti insieme. Quindi ci lanciamo dentro questa follia di accettare quello che succederà prima ancora che succeda, e secondo me è un bel esperimento per liberarci ed essere più sereni nel fare le canzoni.
Di Bella: É anche un modo per dire che è una cosa abbastanza semplice e alla portata di tutti, un po’ come imparare a nuotare. E vorrei sottolineare quanto è bella questa frase di Filippo.

- Quindi quello che si cerca di fare è di creare uno spazio dove il punto di forza è l’aggregazione, la forza del gruppo, concetto che attualmente è andato un po’ perso dato che si cerca di esaltare il singolo e di creare competizione…

Gatti: Bravissima questa è una domanda a cui non c’è quasi bisogno della risposta. É molto bello dare la possibilità a persone che sono totalmente principianti di stare insieme a persone che hanno più esperienza, perché sono convinto che è un arricchimento reciproco. A me personalmente ha fatto molto bene lavorare con delle persone che sono all’inizio, perché mi ha fatto ricordare l’emozione, l’ansia e la gioia di superare le paure che avevo quando ho iniziato. E non importa l’età perché c’è sempre un inizio in tutte le fasi della nostra vita.
Di Bella: Esatto, l’esperienza laboratoriale è proprio questa, cioè permette un rapporto orizzontale tra il docente e chi partecipa al laboratorio, non possiamo parlare di studenti,sono cantautori che in qualche modo condividono l’ esperienza della palestra del laboratorio.
Gatti: Poi uno dei molti motivi per cui ho chiesto a Francesco di prendere parte a questo esperimento, soprattutto a Napoli, è per il fatto che, oltre ad essere un artista fantastico, da molti anni fa questo tipo di laboratori. Nel senso che è stato sempre accanto a chi inizia a scrivere in questa area oltre ad essere un artista fantastico.

- In questa fucina, però, ci saranno degli ospiti/insegnanti d’eccezione…

Gatti: Jimi Hendrix, al basso però, Leonard Cohen alla parte dei testi e suona anche la batteria (ridiamo nda). A parte gli scherzi, ci sono dei moduli specifici anche se poi si infrangono. Per la parte dei testi abbiamo scelto degli autori che non solo sono autori di canzoni, ma anche di libri. In questa edizione c’è Emidio Clementi dei Massimo Volume, che non solo è stato uno dei primi a portare la poesia nella musica italiana moderna in Italia, ma è anche un grandissimo autore, un grandissimo scrittore. Nelle fasi successive dell’arrangiamento, della produzione che seguiremo io e Francesco principalmente, si avvicenderanno: Riccardo Sinigallia che, oltre ad essere un artista fantastico, è il produttore musicale più importante che c’è stato in Italia in questi ultimi 20 anni, Giorgio Canali che non solo è un artista fondamentale perché con i CCCP, CSI ha fondato il rock italiano ma anche un grandissimo produttore e un grandissimo talent scout. Poi c’è Francesco Motta che è uno dei pochi giovani che sta emergendo con grande forza, che ha una grossa memoria del passato ma conosce la musica italiana di questi anni, ed è importante che ci sia per dare anche uno sguardo su quello che sta succedendo adesso. Francesco Gatti, mio fratello, non è famoso però sulla tecnica del suono è bravissimo. Poi abbiamo l’ultimo passaggio con la consulenza di Francesco Raiola di Fanpage. Un passaggio importante è anche incominciare a confrontarsi con quello che succede dopo la produzione di una canzone. A Roma abbiamo chiamato Federico Guglielmi che è la persona che ha recensito più gruppi emergenti su riviste ufficiali negli ultimi trent’anni. Qui a Napoli, Francesco Raiola sta facendo un lavoro molto importante perché sta dando moltissima voce alla musica. Paradossalmente Fanpage sta dando più spazio alla musica di quanto moltissime riviste storiche italiane hanno dato negli ultimi anni.

- Dalla prima edizione romana è stata prodotta una compilation “Impara a Nuotare vol.1”, disponibile dal 7 Marzo su tutte le piattaforme digitali, che raccoglie i 27 brani inediti, scritti, arrangiati e registrati durante le lezioni del laboratorio. La scelta di utilizzare semplicemente strumenti acustici è stata voluta per esaltarne il testo e l’interpretazione o è stata dettata da esigenze di altro tipo?

Gatti: Entrambe secondo me. Produrre 28 persone non è facile in un corso di 8 incontri anche se abbiamo fatto delle aggiunte poi successive, seppur minime, in studio e quindi dovevamo scegliere l’essenzialità.

Di Bella: É chiaro che la scelta del minimalismo è dettata dal fatto che un testo viene evidenziato meglio quando non c’è un eccessivo arrangiamento. L’arrangiamento viene fuori quando poi la canzone inizia a camminare già un po’ da sola. Queste sono tutte canzoni bambine che sono nate perlopiù all’interno del workshop, quindi diciamo è stato un modo per farle iniziare a camminare. Poi magari qualcuna di esse, nella carriera di questi cantautori, crescerà con un arrangiamento diverso.

- Entrambi siete musicisti, songwriter e Filippo anche producer. Per voi cosa è una canzone? E come è cambiato oggi il modo di scrivere un testo?

Di Bella: Una canzone è molto spesso un piccolo documento, quindi può essere breve o lunga a seconda del gusto e della bravura del compositore. Mediamente noi tendiamo a scrivere canzoni brevi, un po’ per gusto e un po’ per bravura però ci piacerebbe scrivere anche canzoni lunghe quanto Hurricane.

Gatti: Una canzone è un documento, cioè è una cosa che resta nel tempo

Di Bella: E noi veramente vogliamo sapere cosa pensa la gente e quindi stiamo cercando di fargli fare dei documenti. Per documento intendiamo una cosa scritta per verità. Una specie di Italian Folk Anthology di oggi, senza fare quella corsa pazza al successo.

- E Il vostro modo di scrivere nel corso degli anni è cambiato e in cosa?

Di Bella: Hai Voglia! Sono venticinque anni che scriviamo canzoni! Ed è bello che sia cambiato perché noi lavoriamo proprio su questo tipo di ricerca che cambia anche in base al grado di ascolto delle canzoni. Per esempio se ascolti per vent’anni una stessa canzone, vedi che i piani di ascolto ti permetteranno di scoprire sempre cose nuove e così quando costruirai le tue canzoni, produrrai la tua musica, quegli effetti si ripercuoteranno sul tuo lavoro e quindi vedrai effettivamente, almeno secondo quelli che sono i tuoi parametri, che starai scrivendo delle canzoni migliori. Ovviamente ci sono una serie di cose che adesso so, rispetto a quando ho iniziato e che chiaramente sveliamo poi durante il corso. E sono proprio quelle cose che mi sarebbero piaciute che mi fossero state dette all’inizio.

- Siamo giunti alle battute finali e prima di salutarci, ci dite che aspettative avete per questa seconda edizione?

Gatti: Già mi da soddisfazione essere a Napoli e avere l’opportunità di conoscere musicisti sconosciuti o conosciuti di Napoli. L’idea è di fare la stessa cosa che è successa a Roma e se ci riesce, ci conferma che la metodologia funziona quindi dovrebbe essere un inizio di un ciclo.

Di Bella: Si assolutamente creare un’altra tappa di questa mappa (vedi già iniziamo a fare songwriting!).

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