Figùra – Web Interview

Data: 30 agosto 2018 |

Figùra – Web Interview

Place to be: un viaggio alla ricerca di un posto perfetto.

Place to be, il debut album dei Figùra è uscito il 1 giugno su InchPerSecond (etichetta con base tra Tel Aviv e Berlino). È il punto di incontro del jazz con la black music. La band è formata da alcuni tra i migliori interpreti del nuovo movimento soul-jazz italiano: il producer/beatmaker Alsogood (Rocco Hunt, Esa, Pino d’Angiò), il bassista Emanuele Triglia (Ainè, Davide Shorty) e il pianista e compositore Alessandro Pollio. I tre hanno aperto le porte ad un genere che in Italia ancora deve prendere piede.

Per antonomasia si sa che il jazz è un mix di stili e sottogeneri e caratterizzato dall’uso estensivo delle improvvisazioni ed infatti le 11 tracce dell’album di esordio dei Figùra nascono proprio dalle interminabili jam session. Brani caratterizzati da un mix elegante e raffinato di soul-jazz ed hip hop. Quale è stato il vostro punto di partenza e quello di incontro per la composizione dell’album?

Oltre ad essere musicisti abbiamo tutti un background solido come producers. Produrre beats con un determinato flavor è la cosa che ci accomuna maggiormente. Una volta partiti con la prima produzione in combo, lavorare alle altre è stato veloce e d’impatto.

Siete tra i primi a portare in Italia uno stile che, a differenza degli altri paesi europei e non, ancora non ha attecchito. Non trovate sia una scelta coraggiosa?

Scelta coraggiosa ma necessaria. La gente interessata a questa cosa dei beats c’è e siamo sicuri che aumenterà in maniera esponenziale . Il nostro disco vuole mettere un paletto tra il pop ed i generi più in voga in Italia. Ok, c’è questa roba ma ci sono anche i Figùra che fanno le robe educate e “durature”.

Place to be è la raccolta delle vostre visioni, un viaggio alla ricerca del posto perfetto che ogni essere umano tende a “raffigurare” a proprio piacimento. Quale è il vostro perfetto? Con cosa lo identificate?

Il nostro Place to be è il disco in sé. Avere la possibilità di esprimersi con un suono immortale dal punto di vista compositivo . È l’amicizia che ci lega, i gusti e gli obiettivi in comune, l’amore per la musica black e le sensazioni che percepiamo ad ogni determinato ascolto.

L’album è ricco di featuring importanti, sono forse il vero punto di forza perché aggiungono colore e personalità alle sonorità urban e ai beat elettronici. La traccia che ho preferito è stata quella con Maro che ha regalato la sua voce al primo singolo It ain’t working. Come è nata la collaborazione tra voi? Prima di parlarcene ci introducete brevemente gli altri artisti che hanno collaborato con voi?

Nel disco trovi la crema italiana: Concerto, duo elettronico con base a Roma, tanti synths, tante skills, tanti live. Ainé , promessa della musica black all’italiana. Ma anche USA con gli Yancey Boys con Illa J, fratello di J Dilla e Frank Nitt dallo storico gruppo rap Frank N Dank. Abbiamo anche i Throwback, band neosoul Italiana di cui fanno parte anche Emanuele ed Alessandro e Melodiesinfonie, producer svizzero super quotato oltre i confini italiani.
Maro è la ciliegina sulla torta: un timbro unico ed un talento assurdo. L’abbiamo contattata esponendole il nostro progetto e riuscendo a portarla in Italia per girare il video di It Ain’t Working organizzando anche una data memorabile all’Alcazar di Roma. Siamo certi diventerà una big della musica mondiale.

Place to be è il vostro album di debutto, cosa vi aspettate da questo disco?

Siamo molto soddisfatti dei feedback ricevuti fino ad ora. Non ci aspettavamo che il disco fosse capito anche da chi non ha gli ascolti o le skills per farlo, invece sia l’album che il progetto stanno funzionando bene. Il nostro obiettivo principale era quello di dire “Ok , adesso ci siamo anche noi” , anche se in realtà ognuno di noi ha un background solista con dieci anni di esperienze live ed in studio.

Ormai ci avviciniamo al mese di Settembre e le vacanze sono quasi giunte al termine. Potreste stilare una piccolissima playlist per affrontare al meglio il ritorno alla quotidianità?

Con piacere :
What’s the Use – Mac Miller
Intoxicated – Pomo
Sip Mo – Like
Phone – Louis Cole
Silkworm Society – Now Vs Now
Braxton Cook – Never Though
Nick Hakim – Cuffed
Kaytranada – Lite Spot
Pomrad – Rush Hour
Glenn Astro – Computer Killer

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