Felidae – Baby Someday

Data: 25 novembre 2016 |

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Felidae – Baby Someday

Senza alcuna ironia né esagerazione, il primo ambito che potrebbe venire in mente leggendo di Felidae sono le relazioni internazionali. Il cantante e musicista originario di Tel Aviv e residente a Berlino, infatti, si è sempre affiancato nel suo lavoro con musicisti provenienti da Giappone, Italia, Turchia, Israele e Germania, definendosi un ebreo a Berlino. Un modo forse atipico di presentarsi al pubblico, ma che sicuramente lo caratterizza. In più, per simboleggiare il cambiamento verso un’attitudine più ruvida e grezza nelle registrazioni più recenti, la band ha di recente eliminato la parola Trick dal nome originario del 2011, Felidae Trick, presentandosi ora semplicemente come Felidae.

Dopo un’esperienza intensa di live europei e registrazioni in Germania, Omer Lichtenstein in arte Felidae è pronto a ufficializzare il suo nuovo lavoro, Baby Someday, in uscita il 25 novembre per la label tedesca Anaphora Records. Il disco, registrato in presa diretta presso i Lowswing Studios di Berlino, è stato completato in soli tre giorni durante l’aprile di quest’anno, mentre le sovraincisioni nelle settimane seguenti. Dopo la presentazione ufficiale il gruppo avvierà un tour europeo che partirà proprio a novembre.

La seconda traccia del disco, intitolata Still Burning, si presenta quasi come una ballata, con un giro di batteria semplice e chiaro così come la linea di basso perfettamente udibile. La voce è come se fosse lontana, fino ad arrivare al ritornello, momento in cui ciascuno strumento si fonde all’altro, creando un mix quasi noise che si conclude poi nel momento esatto in cui riprendono le strofe. La chiusura della traccia è una ripresa potente e se possibile ancora più marcata di un ritornello già particolarmente forte che però sul finire sfuma.

Il brano che da il nome al disco, Baby Someday, risulta essere quasi una richiesta d’aiuto, o per meglio dire di presenza, già dalle sonorità vagamente retrò, con una chitarra solista onnipresente durante le strofe, quasi a condurre una linea vocale parallela a quella del frontman. Durante il ritornello, però, la traccia perde questa struttura, spingendosi a ritmi orientaleggianti che avevano già precedentemente caratterizzato i lavori di Felidae. Lo slang berlinese prevede una precisa espressione per indicare un incrocio culturale in campo musicale, ovvero il multi-kulti che, inframmezzato da vibrati orientali, chitarre psichedeliche e synth armonizzati su scale arabe in un contesto fortemente rock, in questo caso viene sottolineato da una sezione ritmica gradevole e a volte anche spinta e martellante, il tutto a rappresentare il quadro di formazione di Omer Lichtenstein.

Ma il punto d’incontro di vintage rock e sperimentazioni orientaleggianti non si limita ad un’unica traccia. Laying On The Sky è, infatti, forse l’esempio concreto di tutto questo, con sonorità che spaziano dal rock psichedelico alla new wave inglese, lasciandosi trasportare da ritmi nostalgici e lenti. La chitarra elettrica, incalzando, da spazio ad una voce ancora una volta riverberata ma non per questo non piacevole. Ed è forse proprio durante questo brano che si sentono maggiormente le influenze di Omar Lichtenstein, come The Cure, Arctic Monkeys e per certi aspetti anche The Beatles.

La band è composta da Omar Lichtenstein alla voce, Tom Frazer alla chitarra, Marco Crippa al basso e Mesut Gürsoy alla batteria, e si rifà ad un gusto principalmente new wave, come dichiarato dallo stesso frontman. Baby Someday è un disco chiaro e a tratti leggermente malinconico, che al contempo però riesce ad esprimere anche la profonda rabbia nei confronti dei recenti avvenimenti in brani come Barbaria e No Right to Remain Silent. Potremmo definirlo quasi come un disco emotivamente coinvolto, sia da un punto di vista strettamente personale, che da un punto di vista umano, per mantenere una ferma posizione di comprensione relativamente a ciò che sta accadendo in Europa e nel mondo, come sottolinea la stessa formazione del gruppo.
In conclusione, Baby Someday è un disco dalle poche pretese che riesce ad aprirsi ad un pubblico molto vasto nonostante la forza delle tematiche affrontate, attraverso sonorità che spaziano dal new wave all’indie rock.

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