“Non ci si abitua mai”, la live session de I Botanici per LiveZero

Data: 23 novembre 2017 |

I Botanici - Non ci si abitua mai Video

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I Botanici – Esclusiva / Web Interview

In esclusiva su MCTC “Non ci si abitua mai”, il brano in live session de I Botanici per LiveZero.

Un brano suonato dal vivo senza pubblico registrato e ripreso in 4K in uno scenario completamente bianco e un’ambientazione hi-tech.
LiveZero è il nuovo format ideato da Deposito Zero Studios, studio di registrazione e casa di produzione video di Forlì, che ospiterà nel suo teatro di posa le migliori novità musicali sulla scena. Per il nono episodio il deposito zero ha scelto I Botanici con il brano Non ci si abitua mai dal disco Solstizio uscito ad aprile 2017 per l’etichetta bolognese Garrincha dischi.

Per chi non conoscesse il quartetto campano I Botanici sono Fons, Toni, Gas e il Ciani, vengono da Benevento e suonano post-hardcore/emo con influenze indie e alternative. L’esordio avviene nel 2015 con Demo in ciabatte, tre canzoni registrate male e una quarantina di concerti. Ad aprile 2017 esce il loro primo disco Solstizio per Garrincha Dischi a cui seguiranno trenta date in giro per l’Italia, condividendo il palco con diverse band come Fast Animals and Slow Kids, Management del Dolore Post-operatorio, Canova, Gazzelle, The Zen Circus e molti altri.

Alla matrice post-adolescenziale ed emotiva dei testi, I Botanici intrecciano una ricercatezza musicale che li avvicina al mondo delle piante, spontaneo e complesso allo stesso tempo. Quando suonano fanno poche chiacchiere e molto rumore.

Li abbiamo intervistati in occasione dell’uscita del nuovo video, buona lettura.


Botanici, raccontateci della vostra esperienza al live zero.

Bellissima. Per noi è stato innanzitutto un grande onore l’aver preso parte a questo format che prima di noi ha visto la presenza di artisti come Giorgio Poi, Gomma, Giungla, Keaton. Il deposito zero è un luogo fantastico e puoi davvero rischiare di perderti tra le varie stanze allestite per la registrazione. La sala dove avviene il live è una location davvero suggestiva, bianca con i neon che scendono dal soffitto. Un posto surreale. È stato davvero bello e i ragazzi oltre ad aver passione sono dei grandi professionisti. Grazie a tutto lo staff che lavora dietro questo fantastico progetto.

Avete scelto “Non ci si abitua mai” per questo live. Come mai questa scelta?

L’abbiamo sempre considerato un bel pezzo che magari meritasse anche un’uscita con videoclip, e quando ci hanno proposto di andare al LiveZero abbiamo colto la palla al balzo e ci siamo detti: perché non scegliere proprio questo. È un pezzo malinconico ma comunque con sonorità che danno anche energia e ci diverte molto suonarlo. Quindi farlo live in una location particolare come quella del deposito è stato perfetto.

“Non ci si abitua mai” è un pezzo emotivo dove si intuisce la fine di qualcosa. Qual è il messaggio e il significato di questo pezzo?

Esatto, è un pezzo scritto sulla fine di qualcosa, su quello che è stato , in quel preciso momento quando ti fermi a guardare il soffitto e pensi ai momenti passati insieme ad un persona che ora non fa più parte della tua vita. Ha la particolarità di intrecciare un mio testo (Fons) e un testo di Gas. Spesso ci abituiamo troppo alle cose, alle persone, all’amore ed è per questo che poi perdiamo tutto. Ma alla fine di qualcosa non ci abituiamo mai e la fine fa sempre male.

Il pezzo è contenuto in Solstizio, album uscito ad aprile per Garrincha Dischi. L’avete portato in giro per tutta l’estate. Avete concluso il tour estivo a settembre e ripreso a novembre quello invernale. Come è andato il Solstizio tour estivo?

Il solstizio tour è andato fortissimo e ci ha lasciati davvero soddisfatti. Abbiamo girato tutta l’italia e ricevuto un ottimo riscontro da parte del pubblico. È stato il nostro primo tour e il primo tour non si dimentica mai. Un’emozione durata un’intera estate. Abbiamo suonato insieme ad artisti che stimiamo e ascoltiamo e con molti di loro stretto bei rapporti quindi ci riteniamo davvero soddisfatti per come è andato e per come stanno andando le cose.

Il nuovo tour che porterete in giro questo inverno si chiama A/R tour. C’è un motivo preciso?

Sì è iniziato a novembre e continuerà per tutto l’inverno. In realtà A/R tour riporta all’immaginario delle stazioni (SPOILER), al momento in cui tutti ci troviamo ad andare e tornare da qualcuno o qualcosa senza sapere che magari quella volta è l’ultima. Camminavo sul Ponte di Stalingrado a Bologna dopo aver salutato una persona. Ho scattato una foto alla stazione e ai binari che si vedevano in lontanza. Quell’immagine rappresentava un po’ il momento dell’andare e ritornare, un po’ come ci si sente quando lasci qualcuno. Un mix si speranza e malinconia quella bella. Da qui nasce il nome A/R tour. molto presto capirete meglio.

Sbirciando sui social infatti si intuisce che qualcosa è in arrivo. Potete darci qualche anticipazione?

Giusto piccola piccola. È in arrivo qualcosa di nuovo, un nuovo pezzo che ascolterete prestissimo e si collega al mood descritto sopra.

Bologna è la città che ormai vi ha adottato e dove avete anche la vostra etichetta, la Garrincha Dischi. Quanto è importante per voi come città e quanto ha influito sulla vostra crescita?

In pratica siamo spessissimo a Bologna. Qualcuno di noi ci vive, altri hanno intenzione di trasferirvisi. Per noi l’entrata in Garrincha ha significato tanto in termini di crescita anche grazie al supporto che il management ci dà. È ormai diventata un riferimento per noi.

Il nuovo A/R tour come abbiamo detto proseguirà in questo inverno. Dove sarete nelle prossime date?

Prossimamente saremo qui:

24.11 Lamezia Terme (CZ) – Cafè Retrò
25.11 Frattamaggiore (NA) – Sound music club (unica data in campania per questo tour invernale)
01.12 Tolentino (MC) – La Stazione live
02.12 Rimini – Bradipop club
09.12 Prato – Capanno Black out
22.12 Brescia – Latteria Molloy
23.12 San Secondo (PG) – Free Revolution
11.01 Roma – ‘na Cosetta
27.01 Varese – Cantine Coopuf

Le date sono in aggiornamento.

Vi salutiamo con questa frase: “Piuttosto la qualità”.

Foto a cura di: Melania Mely Pavan

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