Endrigo – Giovani Leoni

Data: 6 aprile 2018 |

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Endrigo – Giovani Leoni

Giovani Leoni è il secondo album degli Endrigo, band bresciana prodotta dall’etichetta Ammonia Records. Può un gruppo musicale entrare in una autoanalisi? Certo. Ce lo dimostrano proprio gli Endrigo che da giovani leoni caparbi mettono a nudo la loro realtà interiore. La vita lontana dalle luci del palco non è così strabiliante e fare i conti con le proprie paure è una sfida ardua. L’ironia è la chiave di lettura dei loro brani caratterizzati da una energica distorsione sonora.

Gli Endrigo muovono i primi passi nel 2012. Due EP anticipano il loro esordio ufficiale segnato dall’album Ossa rotte, Occhi rossi. Il rock alternativo dei quattro di Brescia si affida al racconto della vita più semplice, quella in cui è possibile riconoscersi. La grinta, la rabbia e la delicatezza dei testi esprimono il desiderio di lasciare al pubblico un messaggio di condivisione.

Il Ritorno Dello Jedi è una simbolica immagine rassicurante. Nell’infanzia di molti i sogni da coltivare sono simili a quelli degli altri. “Ricordo bene i pomeriggi insieme studiati in ogni dettaglio perché a me sembrassero veri”. La chitarra e la batteria celebrano il ritorno dello Jedi che si affaccia sul cortile della scuola. Le ansie del passato sono annullate, il canto ci dice di non avere paura del passato perché avremo la possibilità di guardare di nuovo le immagini di ciò che è stato. In una coralità rock la band urla la voglia di riscatto di una intera generazione.

La Transenna ci divide dal palco, rendendo idilliaco quel luogo dove possiamo osservare gli strumenti e i musicisti. Ma le ossa di chi ci intrattiene per due ore o più di performance live sono rotte. La band nasconde i pezzi delle sue fatiche sotto al letto chiedendo alla vita un giorno nuovo per poter rinascere. “Giovani leoni, non è più uno scherzo, poveri coglioni… le madri si stupiscono che per una volta siamo noi a non lasciare a metà… altrimenti che altro si fa?”. Scariche di pura elettricità si librano dalle corde delle chitarre, spinte dalla potenza della vocalità.

Benissimo, Grazie è la risposta che diamo a chi ci molesta e ci chiede, con domande pungenti, “come stai?”. La batteria smuove una coscienza distratta. “Io mi odio, è triste cantarlo, lo so. Tu fammi male come vuoi…”. “Siamo nati con la camicia e ce la tirano ancora… ho paura di tutto”. Siamo davanti ad un brano da cantare a squarciagola mentre si salta e si suda sotto al palco.

Questa è La Casa, ci piacerebbe dire almeno una volta nella vita. Sarebbe bello trovare un posto sicuro nel mondo, un posto diverso da quello in cui siamo cresciuti. Il piano avvolge il brano con un romanticismo malinconico mentre la voce cresce in maniera esponenziale. “Questa è la casa in cui moriremo, questo è il disegno in cui sanguiniamo”.

Il nuovo album degli Endrigo arriva a noi nei primi giorni di una primavera che abbiamo atteso a lungo. I gelidi venti dell’inverno ci stanno finalmente salutando. Nelle prossime settimane avremo solo voglia di ascoltare “musica energizzante” in cui potremo immedesimarci, rispecchiarci e divertirci come non abbiamo ancora fatto. Giovani Leoni fa proprio al caso nostro e porta con se il compito di rivitalizzare il rock alternativo italiano.

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