Emidio Clementi / Corrado Nuccini – Quattro Quartetti (T.S. Eliot)

Data: 24 marzo 2017 |

Album Information

Emidio Clementi / Corrado Nuccini – Quattro Quartetti (T.S. Eliot)

Eliot, Clementi & Nuccini: quando la poesia ritorna lirica …

È l’origine etimologica del termine “lirica”, sinonimo di poesia, a trionfare in Quattro Quartetti, quando il poeta recitava i suoi versi, accompagnato dal suono della lira… Clementi presta la scura morbidezza della sua voce ai testi del poeta statunitense T. S. Eliot, e Nuccini li riempie di musica, li descrive e li sublima con suoni tanto eterei, quanto incisivi, che spaziano dall’ambient a ritmi tribali, conditi da acidi accordi di chitarra. Del resto, Eliot stesso, la cui opera dà il nome al disco, aveva dichiarato in un saggio: “la poesia può cominciare a prender forma in frammenti di ritmo musicale, e la sua struttura avrà da principio un aspetto in qualche modo analogo alla forma musicale”.

I Four Quartets furono pubblicati separatamente in epoche diverse, per poi  uscire nel 1943, come unico poema, il cui contenuto è stato scelto dal duo Clementi & Nuccini, per l’omonimo progetto poetico -musicale, che uscirà il 24 marzo, per 42 Records, sia in CD che in vinile, in edizione limitata e digitale, con distribuzione Master Music e Believe.  Non è nuova la collaborazione fra i due artisti che, evidentemente col cuore nella letteratura americana, hanno lavorato l’ultima volta insieme nel 2015, per Notturno americano.

Uso le parole di Eliot per descrivere i luoghi dello spirito, dove i versi delle quattro poesie di cui si compone Quattro quartetti, poema e disco, ci conducono: siamo “alle frontiere della coscienza, al di là della quale le parole vengono meno, benché ancora esista il significato”. Oltre queste soglie arriva la musica, la descrizione sonora delle atmosfere paesaggistiche dei luoghi che fanno da titolo alle diverse sezioni (Burnt Norton, East Coker, The Dry Salvages e Little Gidding), l’evocazione in musica delle quattro stagioni e delle loro atmosfere… l’ascolto ci mette in contatto con gli elementi, terra – acqua – aria – fuoco, cantati da Eliot e malinconicamente raccontati da Clementi, la cui voce si modula in ritmi lenti dal timbro profondo ed accelerazioni ansiogene. Suoni come nell’acqua, suoni di acqua, quella del fiume divino di The Dry Salvages, fiume che si fonde col mare, proprio sotto gli scogli che danno il nome alla lirica… e nella voce senti l’eterna risacca di placide onde e del loro eterno andare e venire…

Gli elementi e il tempo, “l’interruzione del tempo col senza tempo”, “il tempo che distrugge è il tempo che conserva”, “l’essere ovunque e da nessuna parte”: questo è il procedere dell’album, un cammino antitetico, ma risolto in se stesso dalla voce e dalla musica che creano un’armonia, curando la disaffezione, che Eliot sottolinea e che cerca, invano, di riempire con elenchi dal sapore astrologico, con accenni a divinità antiche e lontane, con giustapposizioni di brandelli di natura e di città ….

E il disco è chiuso da un ticchettio, addolcito dal suono degli archi, quasi come un accordo mistico, con il potere di generare “una liberazione dal futuro come dal passato”: un ingresso in una dimensione atemporale, in cui si ondeggia ora sulle fauci spalancate dell’elettronica tanto inquieta, quanto rasserenante di Nuccini, ora sulle sillabe create da Eliot ed emotivamente sentite e fatte ascoltare, una per una, da Clementi.

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