Emenél – Border Diary

Data: 12 gennaio 2018 |

Album Information

Emenél – Border Diary

In uscita il 12 gennaio 2018 per Black Seed Records e distribuito da Egea Music, Border Diary è l’album d’esordio di Emenèl, moniker di Moreno Turi.

Nel primo disco del cantante salentino si riversano tutte le sue esperienze passate: dagli esordi come frontman degli Steela alle collaborazioni con gli Africa Unite e con Raiz degli Almamegretta, condividendo attualmente il palco con Roy Paci e gli Aretuska e fondando la band torinese The Sweet Life Society. Tutte le diverse influenze sono state incanalate con maestria in Emenèl arricchendo il progetto con la maturità artistica conseguita durante gli anni.

Il cantante, producer, autore e compositore, che si divide tra Torino e il Salento, ha dichiarato in merito a Border Diary: «È un diario elaborato al confine tra due mondi. Tra i ricordi di sud e la casa nel nord. Tra l’inutilità delle università e il sudore nei festival musicali. Tra una forma dell’essere, e una del pensare. Tra la vita vissuta e quella osservata. Border Diary è un diario di confine, di rappacificazione, di consapevolezza».

Otto le tracce del disco (sette inediti più una cover di James Brown) arricchite dalla partecipazione di diversi amici e compagni di viaggio da Victor Kwality (LNRipley, The Dreamers) a Giulietta (Mangaboo, The Sweet Life Society) passando per il rapper Trevor (Fabio Mazzei).

Ad anticipare l’uscita del disco Leaves, prima traccia e primo video estratto, girato in Val di Susa tra i laghi di Avigliana e la città fantasma di Consonno da Nicolò Roccatello. Dunque ascoltando il brano subito viene in mente Dub Fx, sia musicalmente parlando che per il taglio di voce di Moreno. Un alone cupo avvolge la traccia che si compone di suggestioni elettroniche, che ritroviamo disseminate nelle altre tracce. I fiati col deelay danno un tono elegante alla produzione.

Turi definisce la sua musica “elettronica nera” e infatti tra beat spezzati e ritmi black in levare, le produzioni sono un meltin’ pot di suoni; per esempio Km è una classica traccia reggae elettronica dal sapore pop che sarebbe stata benissimo in Un passo, un dubbio, secondo album degli Steela.

Moreno convince sia cantando in inglese sia in italiano e la sua voce si sposa benissimo con l’elettronica. Col featuring di Giulietta Passera in Who I Am (brano che sembra uscito direttamente dalle produzioni dei Mangaboo) le due voci sembrano danzare all’unisono in un’armonia perfetta.

L’elettronica di Emenèl è attraente e suscita interesse soprattutto considerando tentativo di trasformare la voce stessa in uno strumento con tracce in cui lo schiocco di lingua si fa rullante e i lamenti sostituiscono bassi e arpeggiatori rendono il suo album stupefacente e intrigante.

I due brani che risentono fortemente della black music sono la suadente Stelle sporche e N.O.I. La prima si apre su un delicato pattern di piano e drum machine mentre nel ritornello la traccia si increspa e viene fuori tutta la sua anima da dacefloor; la seconda ha un’anima R&B: l’uso dei campioni vocali e del clap le danno un tocco frizzante e allo stesso tempo sexy.

Border Diary è un album che guarda fuori dai confini italiani, dove Dub Fx incontra Jamie Woon, dove il bel  canto si imbatte in testi semplici, ma diretti, un album che arriva diretto come scrisse Andre Dubus, in Ballando a notte fonda: “Dovrebbe essere così, qualcosa di imprevedibile che giunge da fuori e ci riempie. Qualcosa che cambia il modo in cui vediamo ciò che vediamo. Qualcosa che ci permette di vedere ciò che non vediamo”.

 

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