Elio e le storie tese @ Settembre / Prato è spettacolo

Data: 6 settembre 2016 |

Elio Show al Settembre / Prato è spettacolo Time

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Settembre / Prato è spettacolo – Elio e le storie tese

Piccoli energumeni tour di Elio e le storie tese arriva a Settembre / Prato è spettacolo

A Elio e le storie tese non è servito nemmeno un intero pezzo per scaldare il pubblico di Prato: già dall’attacco di batteria di Servi della gleba i fan hanno cominciato a cantare e ridere, cosa che per le due ore di concerto non hanno più smesso di fare.

Il live, concepito quasi come un variety show, ha visto musica e musicisti di altissimo livello intrecciarsi all’intelligente comicità dei testi e a quella più demenziale dei siparietti di Mangoni, presentatosi sul palco sulle note di Vitello dai piedi di balsa nelle vesti di un’insolita Cappuccetto grigio appena tornata da un campo di girasoli. La dicotomia demenzialità/bravura caratterizza in toto Elio e le storie tese, già dall’ascolto in cuffia o radio, ma live, lasciando molto spazio alle improvvisazioni, i musicisti danno il meglio di sè, arricchendo i pezzi di sfaccettature nuove, insolite, stranianti per il contesto, ma pur sempre lodevoli per esecuzione e sorprendentemente piacevoli nell’effetto finale. Un esempio: per Mio cuggino, dopo l’ordinaria performance funky disco e un impressionante assolo di basso ad opera dell’immenso Nicola Fasani, in arte Faso, la band conclude il pezzo trasformandolo nella sigla del cartone animato Heidi, cantata prima dalla sola Paola Folli, che veste il semplicissimo testo di ammirevoli virtuosismi jazz, accompagnati da basso e tastiera sullo stesso genere, per poi farsi seguire coralmente dal pubblico.

A intervallare i vari pezzi contribuiscono pause aneddotiche sui membri del gruppo, che parlano di loro, rigorosamente nel segno del nonsense, per poi dedicarsi al proprio strumento. E’ il caso della presentazione del tastierista Vittorio Cosma, in arte Carmelo, che spiega la sua condizione di “emergente” facendo sfoggio dei vari effetti che la sua tastiera è in grado di riprodurre, prima di introdurre con Oh mia bela Madunina il pezzo T.V.U.M.D.B.; la stessa dinamica si è poi ripresentata ad introduzione della fase dance del concerto, per la quale il batterista Christian Meyer ha indossato i panni di Dj Mendrisio, suonando con pad e bacchette un mashup di dub, techno, minimal dance e canti tirolesi.

Il pubblico di Piazza del Duomo di Prato, stavolta più eterogeneo che nelle serate precedenti (fatta eccezione per Bregovic), ha partecipato attivamente alla performance, cantando, ballando e tirando fuori persino gli accendini per il “lentone rock alla Stairway to heaven” (cit. Elio) Uomini col borsello.

Certamente i momenti di maggiore delirio di piazza sono stati quelli caratterizzati dalle coreografie trash di Mangoni, che ha divertito il pubblico e contribuito alla sdrammatizzazione tipica della band, prima indossando un travestimento da simil-pomodoro, poi negli abiti di un sexy ciclista su tacchi, scimmiottando in gabbia un burlesque maschile, e infine nelle vesti di un Elvis cavalcato e poi sculacciato da Elio con un peluche a forma di gallina.

Meravigliose, tra le altre cose, l’assolo di chitarra con cui Davide Civaschi, in arte Cesareo, ha chiuso Uomini col Borsello, prima di cimentarsi con suoni più distorti nell’esecuzione di Supergiovane, pezzo per il quale a Mangoni non è mancato il costume appropriato.

Con scroscio di applausi e grandi inchini il concerto si è infine concluso sulle note di All’alba vincerò, un finale epico per un concerto paradossale, che vuoi per le risate, vuoi per il canto a squarcia gola, ha lasciato tutti a bocca aperta.

 

Foto fonte: Facebook

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    85 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
Cover Evento
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