Drive Like Maria – Web Interview

Data: 28 febbraio 2017 |

Drive Like Maria –  Web Interview

A tu per tu con i Drive Like Maria

Music coast to coast ha avuto l’onore di intervistare la rock band Drive Like Maria in vista del loro nuovo album “Creator Conservatore Destroyer”.

E con quest’intervista vi faremo conoscere I Drive Like Maria, una band belga-olandese fra l’Alternative rock e Soul rock che ha debuttato con l’album “Eimwood” nel 2009  e dal 27 gennaio hanno lanciato il loro terzo album “Creator Conservatore Destroyer”, in programma in Italia, Germania Svizzera dal 24 febbraio.

- How did the need of starting Drive Like Maria come from?

Da dove nasce la necessità di far nascere Drive Like Maria?

After I met Nitzan in the Wisseloord studios in the Netherlands, I asked her if she wanted to come over to my own studio in Belgium to help me record a record I wanted to make, where I would play all the instruments based on improvsations. She said yes and about 2 weeks in the recordings she mentioned we should get out of the studio for a couple off days to clear our heads. But where to go? Nitzan told me about an international band contest called Global battle and she suggested we would enter the contest as an excuse to go to Amsterdam. So we called up my friend Marco Simoni and invited him to join our ‘band for one night only’. Not having any songs to play, we decided to improvise and just go for the energy. To our surprise we won the contest and ended up going to the finals in London where we came in second. Another surprise! After that we got invited to play a big festival in Mexico City and the some festivals in the US. So we said to each other, let’s start writing songs an become an actual band and you know, the rest is history. You could say it was meant to be since it was never our intention in the first place.

Dopo aver incontrato Nitzan presso I Wisseloord studios in Olanda. Le chiesi se volesse venire nel mio studio in Belgio per aiutarmi a registrare le tracce che volevo creare, e inoltre le dissi che avrei suonato tutti gli strumenti improvvisando. Lei accettò e dopo due settimane di lavoro affermò di voler uscire dallo studio per avere un paio di giorni off per schiarirci le idee. La domanda era: dove andare? Nitzan mi parlò di un contest internazionale per band chiamato Global Battle e mi suggerì di iscriverci al contest per avere una scusa per andare ad Amsterdam. Chiamammo così Marco Simoni e lo invitammo ad unirci alla nostra “band da una sera e via”. Non avendo alcun brano da suonare, decidemmo di improvvisare e di seguire l’energia che sarebbe scaturita dal live. Fummo sorpresi quando ci annunciarono come vincitori del contest, e finimmo alle finali a Londra, dove arrivammo, altrettanto sorprendentemente, secondi. Dopo questa esperienza siamo stati invitati a suonare in un grande festival a Città del Messico e in altri festival negli Stati Uniti. Così ci organizzammo per diventare una band a tutti gli effetti, e il resto è storia. Si potrebbe dire che questo è stato il nostro destino dato che non era nostra intenzione creare un gruppo propriamente detto.

– In the course of time you “lost” some pieces of you on the way. Do you think that a coming back of previous members Van Saaze and Simoni would be possible?

La vostra storia racconta anche la perdita di alcuni membri della band. Credi che un ritorno di Van Saaze e Simoni sarebbe possibile?

It’s never fun when you have to part with someone you spend so much time with on the road but as they say, all things happen for a reason. It also free’s up space for new opportunities. The hardcore base of the band has always been Nitzan and me so I guess it’s not really an issue of coming back but more of moving forward.

Non è mai bello quando si è costretti a separarsi da persone con le quali hai passato così tanto tempo on the road, ma, come si suol dire, ogni cosa accade per un motive. Inoltre questi avvenimenti lasciano spazio an uove opportunatià. Il fulcro della band siamo sempre stato io e Nitzan, quindi credo che non sia una questione di “ritorni”, ma di andare avanti.

– Drive Like Maria. Who is Maria for you?

Chi è Maria per te?

Maria Andretti. The sister of nascar driver Mario Andretti. She was one of the first female race-car drivers and known to also be driving very fast outside of the race track. There’s a saying in the US, if wanna get somewhere in time, you better drive like Maria Andretti. This seemed very suitable for us as a band name.

Maria Andretti, la sorella del pilota Mario Andretti. Lei è stata una delle prime pilotesse ed è conosciuta anche per le sue esperienze fuori dalle gare. C’è un detto negli Stati Uniti che dice: se vuoi fare qualcosa in tempo, faresti meglio a guidare come Maria Andretti. Ci è sembrata una descrizione che calzasse a pennello, e quindi abbiamo deciso di usare questo nome.

– A question for the guitar player, the only woman on a stage dominated by men. What kind of feelings does this bring to you on stage? Is there any singularity inside the band that conditioned/affected you somehow?

Una domanda per la chitarrista, unica donna su di un palco dominato da uomini. Quali emozioni sperimenti sul palco? C’è qualche particolare all’interno della band che ti ha condizionato in qualche modo?

Hi! Well I have to say that after playing in a band with only guys for so long now I really don’t think about it anymore. I’ve never experienced the gender thing as ever ever being a ‘thing’ between us. We’re mostly friends and we respect each other as musicians. Though I still get the comment every ones in a while that I play guitar like a guy, which I know is usually meant well but really is quite a sexist remark. Growing up with two brothers and then being surrounded by men most of the time (not only in the band but also as a studio engineer) surely has had it’s effects on me as a person. I’d say I’m quite easy going, I’m not in to, and never was in to a lot of ‘girly’ things though I’ve become a big fan of visiting pedicure salons in Milano. But I’ve realised that for a lot of topics that I’m interested in and, like talking about; loud music, guitars, musical equipment, studio gear, the art of recording, it’s very hard to find women that share that interest, which is too bad, but also not such a big deal.

Ciao! Beh, devo dire che dopo aver suonato in una band che comprendeva solo musicisti del sesso opporto al mio, non ci faccio più caso. Non ho mai pensato all questione di genere come un fattore nella nostra band. Siamo amici e ci rispettiamo come musicisti. Ogni tanto mi arriva qualche commento su come suono la chitarra in modo mascolino, e so anche che viene detto in senso positivo, ma è abbastanza lampante una lettura sessista tra le righe. Crescendo con due fratelli, ed essendo circondata da ragazzi per la maggior parte del tempo (non solo nella band ma anche con gli ingegnieri del suono), sicuramente c’è stata una qualche tipo di influenza su di me come persona. Dire che sono molto tranquilla, non sono mai stata appassionata alle cose “da donne”, fatta eccezione per i centri per pedicure a Milano. Ho capito che per un sacco di argomenti di conversazione che tratto c’è stata una sorta di influenza: è davvero difficile trovare delle donne che condividono i miei interessi come ad esempio la musica ad alto volume, le chitarre, strumenti ed accessori musicali e da studio, l’arte del registrare un brano. Un peccato, ma neanche un problemone diciamo.

– How is it to work together with Thomas Harsem for the realization of “Creator Preserver Destroyer”?

Com’è stato lavorare con Thomas Harsem per la realizzazione di “Creator Preserver Destroyer”?

Untill now we always produced our own records so to able to work with an external producer was new and exciting. It helped off course that Thomas is a friend that we know very well, (Thomas also recorded some other bands at our studio in Italy.) so before we started we’d already know where we wanted the album to go. Thomas is also a musician and he came up with other ways of looking at things and breaking the habits that we would normally fall in to. A fresh pair off ears with an extremely profound eye for detail and precision.

Fino ad ora abbiamo sempre prodotto i nostri lavori da soli, quindi lavorare con un produttore esterno è sta una cosa nuova ed eccitante. Ci ha aiutato sicuramente, Thomas è un amico e ci conosciamo benissimo (ha registrato anche per altre band in Italia), quindi prima di cominciare già sapevamo dove doveva andare a parare quest’album. Thomas è anche un musicista ed è bravo a vedere le cose sotto più punti di vista, rompendo la normalità e le consuetudini nelle quali cadevamo. In pratica, abbiamo un nuovo ascoltatore attento che, inoltre, ha anche occhio per i dettagli e la precisione.

– What does “collective and interactive process of writing” mean to you? How were the songs and lyrics of your new album born?

Cosa significa per te “processo di scrittura interattivo e collettivo”? Come sono nate le canzoni e i testi del nuovo album?

Up till now I would mostly come up with music and lyrics of the songs for Drive like Maria but for ‘Creator Preserver Destroyer’ we really wanted to explore the possibilities of writing together as a band. Though some songs were still written by me sitting down with an acoustic guitar or at a piano others really arose from being together in one room with the three of us and everybody playing their instrument. I think the interactive thing about it is that you react and are inspired by one another in the super fast way. Somebody makes a sound, or plays a riff, or a rhythm or a melody and there’s this magic that happens that your mind and body immediately wants to react to it, respond or add to it. I’d say about half of the album found it’s origin in this type of project. Just jamming and then sometimes before you know it 5 minutes later you’re playing a new song. The lyrics are a very different process. Some of them just magically appear out of nowhere, a lot of the times very simultaneously with the music and it just works and sometimes it’s a long process to find the right words to actually say what you mean.

Ho sempre lavorato, fino ad ora, sulle musiche e sui testi per Dive like Maria, ma con “Creator Preserver Destroyer” volevamo davvero esplorare le possibilità di una scrittura collettiva della band. Nonostante alcune canzoni sono ancora scritte da me mentre strimpello una chitarra o provo qualche nota al pianoforte, altre sono veramente nate da una jam in studio con tutti i membri della band. Penso che l’interattività risiede nel fatto che si reagisce e si viene ispirati dagli altri molto velocemente. Qualcuno crea un suono, o suona un riff, o un ritmo o intona una melodia, e improvvisamente accade la magia, e la tua mente e il tuo corpo vogliono subito reagire a quegli stimoli. Dire che metà dell’album ha trovato la propria origine in questi tipi di brainstorming. Magari cominci a fare una jam, e 5 minuti dopo ti ritrovi a suonare un nuovo brano. Per quanto riguarda i testi, il processo è differente: alcuni appaiono magicamente dal nulla, spesso contemporaneamente alla musica, altri richiedono un lungo processo di ricerca delle parole per poter dire esattamente cosa si vuol dire.

– In your music genre, there is a strong rock matrix – both in the sound and in the intensity – with some brit and punk hints. How can you explain this blend?

La vostra musica ha una matrice rock abbastanza forte – sia per quanto riguarda il sound, sia per l’intensità – , ma anche richiami al brit e al punk. Come spieghi questo melting pot?

From an early age I was never bound to one genre of music but the reference was more, is this good music? So I ended up listening to a lot off soul, country, rock, jazz and even electronic music. I guess that’s why there are so many different influences in our music.

Sin da quando ero giovane non sono mai stato legato ad un genere musicale. La mia domanda era: è buona musica? Così sono cresciuto ascoltando tanto soul, country, rock, jazz, e anche elettronica. Credo che questo sia il motivo per il quale ci sono tante influenze nella nostra musica.

– What are your future plans? In which Countries are you touring?

Quali sono i vostri piani per il futuro? Quali nazioni toccherete con il vostro tour?

The plan is to keep on working in the studio in between touring. This week we’re starting a 3 week tour in the Netherlands and after that we are going to the US for 10 days. In April and May we’re going to Germany and China and after that the summerfestivals start. Hopefully we can start playing Italy soon because we have never played there. If any Italian organisers of festivals read this, give us a call! ;-)

Il piano è quello di continuare a lavorare in studio mentre siamo in tour. Questa settimana comincerà una trance di 3 settimane di concerti in Olanda, e dopo andremo negli Stati Uniti per 10 giorni. Ad aprile e maggio saremo in Germania e in Cina, e dopo comincerà la fase “Festival estivi”. Speriamo di riuscire a suonare in Italia presto, perchè non vi abbiam mai suonato. Se qualche organizzatore legge quest’intervista: chiamateci!

– Which rock icons do you mainly take inspiration from? If you could choose, who would you like to share the stage with?

Chi sono le icone rock dalle quali traete maggiormente ispirazione? Se potessi scegliere, con chi condivideresti il palco?

I personally am a big fan of Led Zeppelin. We opened for AC/DC, ZZ Top and Motorhead, so that was a bit of a dream come true. This may sound weird but I would love to work with Jay Z one day. I’m very fond of his rhythmical abilities.

Sono personalmente un grande fan dei Led Zeppelin. Abbiamo aperto concerti degli Ac/Dc, ZZ Top e Motorhead, e già quelli sono piccoli sogni che si son realizzati. Potrebbe suonare strano, ma mi piacerebbe tantissimo lavorare con Jay Z un giorno: sono molto attratto dalle sue abilità ritmiche.

– Your project is characterized by a strong and explosive sound, what do you want to communicate through your music, your arrangements and sound?

Il vostro progetto è caratterizzato da un sound forte ed esplosivo. Cosa volete comunicare attraverso la vostra musica, i vostri arrangiamenti, e le vostre sonorità?

I think from the beginning of the band we’ve always set out to try and express ourselves in our music. I think it’s natural as an artist to ask questions about the life we’re living and the things that are happening around us. Sometimes only questions and sometimes we might even have an opinion about it. But most of all I really believe that music can bring so much comfort and happiness to people and sometimes, when the message or the song itself is darker to ask questions or wonder about something or even be sad about something. I’d say we mostly would like for people to feel something sincere when they listen to our music, sometimes happy, sometimes sad.

Penso che dall’inizio abbiam sempre voluto cercare di esprimerci con la nostra musica. Credo sia naturale per un artista fare domande che riguardano la vita che stiamo vivendo e le cose che accadono intorno a noi. A volte sono solo domande, e a volte potremmo avere delle opinioni riguardo i temi trattati. In generale, credo che la musica può portare conforto e felicità alle persone e a volte, quando il messaggio o il brano sono più cupi, porta anche a farsi delle domande o addirittura ad essere tristi. Direi che noi vogliamo far sentire qualcosa alle persone che ascoltano i nostri brani, a volte possono sentire la gioia, a volte la tristezza.

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