Disorder Fest 2015

Data: 28 agosto 2015 |

Disorder Fest 2015 Time

Evento Information

Il Disorder è un festival indipendente. Nei contenuti proposti e nei fatti.

Nell’Arena di Sant’Antonio, nel borgo Vecchio della città di Eboli, i ragazzi di Macrostudio sono riusciti a dar vita, anche quest’anno, ad un festival che può fare innamorare.

Attraversare i quattro giorni della kermesse è un qualcosa di sorprendente, mai uguale: più ci resti, più ne cogli lo spirito e più vorresti non finisse mai.
Disorder-fest_Dario-Menna_Music-coast-to-coastArrivato alla sua quinta edizione – che ha vantato più di tremila ingressi – il Festival ha un programma ricchissimo e molto vario nella sua proposta: si spazia dalla musica all’editoria, dall’arte all’handmade, tutto forbito da numerosi interventi live in ogni campo. Insomma, non c’è da stancarsi mai e, nonostante le parole “quantità” e “qualità” simboleggino sovente una il contrario dell’altra, al Disorder che riescono a coesistere alla perfezione, nelle loro accezioni migliori.

Anche se, a dirsi tutta, è la qualità il vero simbolo distintivo della rassegna: tutto è perfetto, curato nei minimi dettagli e gestito ancora meglio. Proverò, ora, a fare un tour virtuale del luogo, nella speranza di poter dar spazio a tutto ciò che ha ospitato il festival durante la sua durata.

Si parte da giù, giù in città.

L’Arena non è affatto difficile da raggiungere a piedi ed è piuttosto vicina al centro ebolitano. Se non vi va di dare uno sguardo all’adiacente borgo vecchio, o se siete semplicemente in ritardo o in tanti, il Disorder ha messo a disposizione una navetta gratuita, che con una cadenza di pochi minuti vi scorta su, all’ingresso dell’Arena, da dove si gode di una bellissima vista del convento benedettino e del centro storico, che fanno da sfondo agli eventi.

Una volta varcato l’ingresso, dopo la biglietteria, si è nell’area principale. Appena entrati, vi è la passerella che conduce all’arena; essa ospita una postazione di merchandising del festival (nel caso si volesse portar via con se un pezzo di “disordine” o una testimonianza degli incredibili performers della rassegna) e la prima area food and drink: è possibile rifocillarsi grazie ai ragazzi de “Buatt Arte & Bistrò” di Eboli, che hanno provveduto a tutta la ristorazione del festival. Ottima cucina e preparazione dei drink, a costi onesti. C’è da segnalare, qui, la possibilità di gustare la Ciambotta salernitana, nonché l’incredibile cordialità e simpatia dei ragazzi “in servizio”.

Immediatamente alla destra, si apre l’anfiteatro: luogo dei main event, è intriso di videoproiezioni sulle pareti della struttura che, oltre a catturare l’occhio in modo accattivante, accompagnano con precisione svizzera le attività in corso e quelle sul palco.
Disorder-fest_Dario-Menna_Music-coast-to-coast_3Gli artisti, ivi susseguitisi, sono tantissimi: Amycanbe, Ronin, Bad Love Experience, La Fine, Antonio Firmani & the 4th Rows, Duna, Be_Where, Buddha Superoverdrive, Sofia Brunetta, Above the Tree & Drum Ensemble du Beat, Niagara, Wrongonyou, ne sono solo alcuni. La qualità delle performance è stata altissima, sì come i contenuti artistici proposti (non è mancata qualche sorpresa di alcuni degli ospiti, che hanno anticipato al pubblico lavori in prossima uscita).

Un plauso va ancora all’organizzazione per aver ripartito con giusto gusto gli artisti nelle quattro serate, nonché alla regia di palco, che con altrettanto gusto ha corredato le performances con una scelta luci curata e di carattere. Una piccola nota di demerito va, invece, al reparto fonia: nonostante vi fosse un allestimento audio (di palco e per il pubblico) di tutto rispetto, ha sofferto di qualche incuria tecnica.

Ad intervallare le esibizioni, la sezione “videotape”, ha dato la possibilità di sbirciare sul panorama del videomaking Italiano, proiettando su di uno schermo sito alla desta del palco, gli artefatti di Enrico Tucci, Kanaka Project, Amor Vacui e Silvia Camagni.

Ecco così che ci si sposta verso la sinistra del palco, in un vasto spazio che ospita l’area espositiva.

Qui, fra i mercatini dell’handmade e quelli vintage, hanno trovato posto stand delle radio che hanno seguito la rassegna (Radio Cometa Rossa e Radio Booonzo), nonché numerose etichette indipendenti del mondo musicale ed editoriale – ovviamente con la possibilità di acquistare alcune delle loro produzioni – ed, infine una mostra d’arte.

Anche in quest’area, non mancano le peculiarità, come vi è da segnalare la Tape to Disk, una piccola azienda che si premura di stampare in vinile audio da qualsiasi formato esso provenga, tramite gli affascinanti, vecchi macchinari Neumann o, ancora, i ragazzi della Chosen, che intagliano disegni nel legno che fungono da matrice per stampare con un torchio su t-shirt, tutto sul momento.

Il bello? Non è affatto finita qui!

Se l’arena è la “testa” degli eventi, girando l’angolo al ridosso d’essa, vi è l’ “Altrarea”, che, funzionando in modo bivalente, può essere definita il “cuore”  per chi vive il festival.

Prima di ogni concerto, qui, si svolgono le interviste live e le videoproiezioni di “Editoria Altrarea” che ha ospitato, quest’anno, Lercio, Maicol&Mirco, Giuseppe Palmisano ed Alessandro De Pascale, trattandone il percorso letterario/fumettistico/fotografico e mettendo in rilievo, ancora una volta, il vastissimo panorama indipendente nostrano.

Disorder-fest_Dario-Menna_Music-coast-to-coast_2Subito dopo i concerti, invece, Altrarea si anima nuovamente, travolgendo il pubblicofino tarda notte: accompagnati dalle immancabili videoproiezioni e nuove postazioni food&drink, quest’anno si sono alternati live-act e dj set (rigorosamente in vinile!) anch’essi di grande qualità, ospitando progetti quali Anudo, Bob Vito, The Chunk Project, Celluloid Jam, Uncanny, B-East, Dj Arnold, Ace-T, Soluzione, Dj Di Lisa.

Se pensate che non basti, il Disorder offre anche una area campeggio, una estrazione con vincita di premi, tetris live e c’è anche un mini-campo da basket. Come detto, è la qualità che la vince in questo festival, in ogni dove.

L’accattivantissimo Disorder, patrocinato dal comune di Eboli, è interamente autofinanziato (vantando la collaborazione di partner locali e Mediapartner anch’essi indipendenti) e si evince che può esistere solo grazie a persone che volgono grande attenzione ai contenuti comunicativi ed artistici, della quale hanno gran cura. A tal proposito, trovo indispensabile riportare quanto scritto sulla brochure informativa dell’evento:

Disorder è un festival indipendente,

di musica ed autoproduzioni.

Disorder è ricerca delle cose belle,

di nuovi linguaggi e nuove espressioni.

Non bisogna rimanere fermi, bisogna evolversi,

bisogna esplorare e conoscere.

Senza mai dimenticarsi delle proprie radici

e delle proprie tradizioni.

Il Disorder si basa sulle persone, prima di tutto sulle persone,

su te che leggi insomma.

 

Il Disorder ha uno status ed un mood riconoscibilissimo, semplicemente da vivere. Pur avendo infinito desiderio di continuare a raccontare la bellezza di questo festival non sento altro da aggiungere se non we love this order.

Report e Foto a cura di: Dario Menna

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    83 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    84 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    94 Punti

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