Depeche Mode @ Stadio Olimpico Roma 26/06/17

Data: 26 giugno 2017 |

Depeche Mode all'Olimpico: Reach out and touch faith Time

Evento Information

Depeche Mode @ Stadio Olimpico Roma

Un pubblico devoto e fedele per la prima tappa in Italia dei Depeche Mode.

Quando ho iniziato ad ascoltare i Depeche Mode? Non lo ricordo precisamente. Ricordo che un giorno mi fu regalato il cofanetto della loro discografia e che lo riposi in macchina, ascoltandolo quotidianamente per circa un anno. Andare al loro live significava per me il coronamento di un sogno, una tappa fondamentale nel viaggio culturale della mia musica. Un indumento necessario da introdurre nel bagaglio a mano della vita. E così, in un caldissimo pomeriggio di giugno, siamo partiti in cinque da Napoli alla volta di Roma. Autostrada trafficata ma viaggio piacevole grazie all’ascolto di Spirit.

Arrivati allo Stadio Olimpico veniamo immediatamente avvolti dalla folla umana che si accalca agli ingressi. Accediamo ai varchi e noto con piacere che la sicurezza è rigidissima. Mi controllano lo zaino quattro volte. Raggiungiamo finalmente il nostro posto in Curva Nord. A un quarto d’ora dal live la festa è già iniziata. Arrivano in Curva due sposi, due ragazzi che si sono uniti in matrimonio proprio quel giorno. Indossano ancora l’abito da cerimonia e hanno portato con loro alcuni invitati. Il pubblico si alza e applaude questi due “insoliti fan”.

Sono le 21:00, le luci si spengono e nell’aria si diffonde la voce di John Lennon che canta Revolution.

Il concetto di rivoluzione è principale all’interno della svolta artistica dei Depeche Mode e del progetto di “politica musicale” che vogliono abbracciare. Going Backwards apre il live. Dave Gahan si nasconde dietro agli strumenti, la sua voce arriva prima della sua figura. E poi con un balzo si fa vedere da tutti avvolto in una lunga giacca rossa. Lo schermo proietta inizialmente immagini da repertorio della band insieme a piccole storie cinematografiche dal sapore metafisico. Il prato si incendia quando gli schermi lo inquadrano. Ha uno sguardo magnetico e ha cambiato abbigliamento. Ora indossa il classico gilet da live. There’s so much love riscalda il pubblico che da questo momento non smetterà mai di essere estremamente partecipe. Non ci sono cellulari che riprendono il concerto, tranne qualche eccezione. Tutti proviamo il semplice desiderio di lasciarci ipnotizzare. E Dave ci accontenta con il suo canto metallico, sensuale e magistrale. Salta, percorre la passerella, ondeggia, balla il valzer con l’asta del microfono: è un animale da palco. La scena è tutta sua.

La complicità della band è incantevole. Una comunione di spiriti e un patto fedele tra anime li unisce da tre decadi. In your room è supportata da una piccola storia proiettata sullo schermo. Una donna giace in calze a rete su un divano e improvvisamente inizia una danza armonica con un uomo vestito di nero. Il live è altamente introspettivo, sembra un racconto fedele, una confessione ufficiale della band. Sono tanti gli anni musicali da mettere sulla bilancia e il pubblico rappresenta lo specchio a cui chiedere la sola verità. Dave raggiunge nuovamente la folla sulla passerella. Muove le braccia come se fossero eleganti ali di un gabbiano. Il sottofondo musicale è l’eccellenza dell’elettronica, l’Accademia del Synth. Cover me si trasforma in un vortice dove veniamo risucchiati tutti. Martin Gore conquista la scena con un momento romantico di voce e piano. A Question of lust è il suo monologo raffinato. Finito l’attimo di Gore, il pubblico intona un coro da stadio e Dave Gahan ringrazia: “You really are the best!”.

Poison Heart è accompagnata da un potente sottofondo di batteria. Una versione minimale di Where’s the Revolution si diffonde nel cerchio della struttura sportiva. Luci blu illuminano il palco. L’artista cerca la comunione col pubblico incitandolo ad intonare un nuovo inno alla rivoluzione culturale. Con Wrong si raggiunge la perfezione tra l’elettronica della band e l’acustica dello stadio. La musica supera il battito del mio cuore, inondandomi completamente le vene. Lievi note introduttive aprono la scena per Everything Counts. L’emozione si scontra frontalmente con la mia incredulità. Non avrei mai immaginato di poter ascoltare questo brano al live dei Depeche Mode. Un velo di lacrime bagna i miei occhi. Sul prato il pubblico balla, corre, qualcuno danza e fa capriole. Il passato musicale della band diventa il leggittimo proprietario della performance. Enjoy the silence è celebrata con un mare di cori e cellulari che riprendono il palco. Somebody 1984 è il secondo “momento speciale” di Martin Gore. Walking in my shoes ci accompagna lentamente verso la conclusione del live. Dave Gahan omaggia la memoria di David Bowie con una personale versione di Heroes.

Personal Jesus è il commiato da un pubblico amorevole e devoto. “Reach out and touch faith – ci viene detto – your own personal Jesus”. Dovremmo tenere sempre a mente queste parole per essere eroi della nostra vita.

Oltre due ore di live ci hanno trasportati nell’universo dei Depeche Mode. Un luogo senza tempo, senza origine né fine. Vorremmo ascoltare ancora la loro musica. Le luci del palco si spengono ma la folla rimane in piedi lungo le ali dello stadio, come se fosse in attesa. Tutto è stato perfetto, non avrei mai potuto immaginare un sogno così incantevole. Le stelle fisse in cielo che ho osservato lungo il viaggio di ritorno hanno fatto compagnia alle mie emozioni. Sentimenti che spero di poter tenere nel mio cuore per tutta la vita.

Una piccola nota dolente riguardo alla serata va purtroppo all’organizzazione. Per chi aveva acquistato il biglietto on line è stato possibile ritirare il biglietto ufficiale solo a partire dalle 19.30. Gli uffici di convalida si trovavano a circa un chilometro dall’Olimpico e, data la lunga fila per entrarvi, sono stata costretta ad accedere alla Curva Nord solo intorno alle 20.30. Ho così perso l’opportunità di ascoltare la band di apertura del live.

Foto fonte: Instagram

 

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    90 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    85 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
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