Crimen – Silent Animals

Data: 29 luglio 2018 |

Album Information

Crimen – Silent Animals

Oscurità psichedelica e ritmi danzanti

Non è contraddizione: è Silent Animals dei Crimen, uscito per la label inglese Fuzz Club Records, i primi giorni dopo il solstizio d’estate, il 29 giugno scorso. È il loro primo album, nonostante si tratti di un disco maturo, pieno di cultura musicale e di esperienze dal vivo. La band romana, in effetti, è all’attivo già dal 2007 ed è uscita con un demo omonimo nel 2009 e un ep, Lies, nel 2010, mixato dal produttore americano Kramer (Low, Galaxie 500, Daniel Johnston).
Il disco, uscito anche in vinile, si apre col singolo Above The Trees (Rockets); l’inizio è oscuro e sintetico, crea una tensione per l’ingresso della batteria che inizia a rincorrersi: un intro travolgente in cui l’ascoltatore si dispone a ballare come in un sabba. Il ritmo trascina e si interrompe bruscamente intorno al terzo minuto, su un basso inquieto e un synth acido. Anche la voce sceglie poche parole di visioni di razzi ed introduce accordi in levare, per poi riverberarsi alla fine del pezzo. Il video di Lorenzo Castelli si modella perfettamente sui suoni, scegliendo atmosfere che richiamano gli immaginari di Von Trier e di Lynch.

Flahzz è la terza delle otto tracce che compongono l’album; è un pezzo in cui si sente il rock psichedelico alla The Black Angels maniera, nell’arpeggio di chitarra che vira spesso nel levare ed agita le membra, nella voce poco spinta, nel tutt’uno sonoro. From My Bed è uno dei brani più lenti; il suono ricorda quasi quello di una nenia antica, ipnotica. La voce da cullante si fa sognante, fondendosi, verso il secondo minuto, ad un triste arpeggio di chitarra. Tutto cambia in Hit Mania Death, la cui scelta del titolo è eloquente: il beat è velocissimo, la voce estraniante. Un pezzo elettronico, apparentemente diverso dagli altri, ma con uno stesso mood di fondo, acido e travolgente: impossibile non muoversi. In Left Behind la psichedelia è protagonista, proprio quella che manifesta l’anima; una ballata che sembra serena, ma è turbata dall’acido sfregare delle chitarre che avrei tenuto all’infinito, per poi tornare alla dolcezza della voce in un volume basso, sotto un canto tenuto di corda di chitarra: una strada per un viaggio astrale.

Silent Animals è un disco complesso, maturo; in esso il sound psichedelico si tinge di buio e il corpo si muove a tempo di beat sintetici e di funk distorto.

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