Cosa evitare ad un concerto

Data: 13 dicembre 2015 |


Breve decalogo di cosa evitare ad un concerto

Provare a fare stage diving durante una esibizione della Dresden Staatskapelle  o tentare di rifarsi il trucco durante un concerto di Manson & soci appare ovviamente fuori luogo, un po’ come presentarsi ad una cena formale in mutande.
Si sa, i concerti sono variegati nel loro tipo -sì come lo è la musica- e ogni concerto porta con se un determinato tipo di bon-ton e tutta una serie di elementi contestuali che puntualmente si contrappongono da un tipo di concerto ad un altro.
Basti pensare all’immancabile wall-of death che sopraggiunge statuario in Wake-Up dei Rage Against The Machine o, al contrario, l’impossibilità di rimanere seduti durante un concerto in teatro di Capossela o dei Massive Attack.
L’importante, però, è fare la nostra parte al fine di divertici come matti cercando sempre di farlo nel pieno rispetto degli altri spettatori, degli stessi artisti e della sicurezza generale di ogni evento.

Dunque, che tu sia una voguer al concerto di Lady Gaga o il più timoroso testimonial Pantene al Gods Of Metal, ecco qui un breve decalogo di cliché che, a grandi linee, è bene tentare di evitare ad un live:

  • FIRST-LINER FIRST-TIMER
    Meglio nota come la sindrome del “devoannusareipiedialcantante” o del “lecca-transenne”, affligge molteplici spettatori che, a concerto iniziato, cominciano una crociata nel tentativo di raggiungere il fronte palco.
    Scavalcando spesso forzatamente gli altri spettatori, questa pratica crea notevole scompiglio all’interno del mare di utenti, che si ritrovano con veri e propri trenini di persone che spingono e distolgono l’attenzione dal live e creano calca alle prime file e simpatici disagi di vivibilità del luogo adibito alla performance.Se si è ad un concerto è più che ovvio che la maggior parte delle persone è li a seguire l’artista e, ancor più ovvio, tutti desidererebbero goderselo in Full-HD e poter dire d’aver contato quanti peli avesse sul braccio, tanto si era vicini.
    Ma come sappiamo non è sempre possibile.
    Se proprio non si può rinunciare alla prima fila, una buona e rispettosa pratica è quella di accaparrarsi la desiderata line anticipandosi all’orario di apertura dei varchi, invece d’essere il nuovo Mosè del pubblico.
    E nel caso non ce la si facesse, è bene accontentarsi del posto che si ottiene.
    Ben chiaro: è più che lecito spostarsi durante un concerto e lo è anche guadagnarsi una postazione godibile…ma sempre nel rispetto del prossimo e di chi si è prodigato.
  • BACKPACK HEROES
    Ad un concerto – in particolare quelli più animati – è bene vestire comodi e portare con se lo stretto necessario.
    Questo assicura un self-care discreto ed evita di perdere oggetti di svariato tipo e valore in favore di qualche acciacco in più.
    Se si hanno esigenze di diverso tipo o ci si è ritrovati al live dopo una giornata fuori casa, è bene procurarsi un piccolo zainetto in cui riporre i propri averi.
    Un piccolo zainetto.
    Piccolo.
    Il Backpack Heroism affligge alcune persone che, impavide, frequentano concerti portandosi con se zaini che potrebbero essere facilmente scambiate per le torrette line-array dell’impianto audio.È bene rendersi conto che tale pratica uccide circa tre persone per ogni movimento, durante un concerto.
    Se si hanno con se borse o zaini di grandi dimensioni è bene riflettere un secondo e cercare di ottenere un posto che non intralci troppo gli altri spettatori, come magari le aree più sgombre o i lati di una sala (o quando possibile, è bene usufruire del guardaroba messo a disposizione dalla struttura).
    Per chiunque altro abbia con se piccole borse o zaini, è importante tentare di mantenerli sulle spalle o, se ci si vuol riposare un secondo, è bene poggiarli a terra avendo cura di posizionarli fra le gambe, al fine di evitare la perdita degli incisivi al passante di turno che potrebbe inciamparci su.
    Se siete in teatro o con posti a sedere, ricordate invece di tenere il vostro portaoggetti sulle gambe o sotto al posto assegnatovi: stavolta è per questioni di sicurezza nei luoghi al chiuso.
    Ovviamente abbiate cura, tenete tutto sempre a vista: purtroppo non tutte le persone sono corrette.
  • WATCH OUT YOUR EARS
    Più che un consiglio sulle buone regole, questo è un consiglio per se stessi.
    Alle volte si assistono a scene di ipotetici audiofili, bass-addicted o semplicemente matti che abbracciano Sub-woofer da 10.000 Watt.
    Certo, la sensazione del corpo che si disintegra al vento dei woofer deve essere incredibile, ma che senso ha se dopo averlo raccontato non puoi più sentire il commento in risposta?Scherzi a parte, benché oggigiorno molti impianti audio vantano strutture sospese ed agganciate allo stage, se incappate in un impianto ground-based è sempre sano restare ad una media distanza dalle casse al fine di salvaguardare l’udito.
    E ricordate che, se volete “ascoltare” il concerto, il miglior punto è sempre quello nei pressi della stazione fonici, da cui viene strutturato tutto l’audio dello spettacolo.
  • SOCIALS HARVEY
    Oramai -click- una delle cose che da più noia ad un concerto -click- è avere la vista occultata dai cellulari di fotografi ossessivo-compulsivi -click-  e videomakers da app.
    A tutti è concesso di scattare foto e girare video dell’evento -click- perché è bello avere un ricordo con se, -click- .
    C’è da dire, però, che non depone bene -click- passare l’intero live con i dispositivi alzati sopra le teste degli altri spettatori.Che stiate girando l’ultimo corto per il festival di Cannes o fotografando per la rassegna “people doing anything” per National Geographic, ricordate che intralciate la vista a chi vi è dietro e che la luce degli schermi infastidisce non poco chi vi è di fianco.
    Scattate pure, ma fatelo con parsimonia e ricordate di abbassare luminosità dello schermo e togliere la suoneria – sopratutto se siete in teatro.
    E’ bene ricordare, inoltre, che molti artisti chiedono espressamente di evitare questo tipo di comportamento o di scattare con flash durante il concerto.
    Siamo li per loro, giusto?
  • WHAT A CONVENTION!
    Potrebbe essere una ripicca per la scena muta all’ultimo esame dato.
    Potrebbe trattarsi di una persona che ha riguadagnato l’uso della parola dopo anni.
    Potrebbe essere una deformazione professionale da call-center.
    O potrebbe essere semplicemente un deficiente.
    Se c’è una cosa che è contro morale totale, sono le persone che parlano ai concerti.
    Si scambia qualsiasi tipo di chiacchiera durante un live, ma non lo si fa di continuo, sopratutto se a voce alta.
    Si presume che se siete ad un concerto, siate li per ascoltare musica e divertirvi.
    Se non vedete il vostro amico dal primo dopoguerra o soffrite semplicemente di diarrea verbale, sicuramente molte altre aree nel luogo-evento potranno essere sede del vostro confessionale.
    E sopratutto eviterete di far sapere a tutti di come andò a finire quella serata imbarazzante fra voi, quella tipa fighissima ed il suo Labrador.
  • SCREAM LOUD SCREAM OUT
    Cantare è bello e fa bene.
    Inoltre, ad un concerto il ritornello al pubblico deve pur sempre partire.
    Siate parsimoniosi anche in questo caso, come per i chiacchieroni.
    Se non vi contenete, cercate di non infastidire gli spettatori vicini,
    ma sappiate che è giunto il momento di mettere su una band.
  • I DRINK IT UP!Una cassa di birra, quattro bottiglie di vino, sei drink e ventiquattro cicchetti.
    E deve ancora cominciare il concerto.
    Se siete fieri cabinati da trasporto etanolo ed ottani e sapete a cosa andate incontro, questo punto potreste anche saltarlo (purchè riusciate a leggere ancora queste righe dall’ultima bevuta ad un concerto).
    Per coloro che non hanno ancora conosciuto Mr. Hangover le raccomandazioni sono poche: non bisogna mai eccedere con gli alcolici -in generale- e sopratutto in concomitanza del fibrillare di un concerto.
    Il punto è che potreste scoprire di essere il nuovo Pollock, ma la vostra fama non sarebbe sì positiva.
    Anche stavolta, scherzi a parte, l’unico rischio è quello di potersi sentir male e rovinare la festa a voi stessi ed agli altri.
    Oppure, in preda ai fumi dell’alcool, rischiate di divenire voi la festa, magari per tutta l’utenza di Facebook, dopo aver replicato l’intero Notre Dame de Paris sbrattando appesi sulla stage-cage del palco in onore della vostra ex.
    E non sarebbe carino di certo neppure questo.
    Ricordate che spessissimo, c’è del personale addetto al soccorso nei pressi dell’ingresso alla struttura, delle uscite di sicurezza, o ai lati del palco.
  • OUTER LOVERS
    L’amore è sacro; La musica pure.
    Se siete in compagnia della vostra metà -o avete fatto colpo in loco- e l’atmosfera dovesse improvvisamente scaldarsi, potrebbe essere saggio spostarsi altrove.E poi le persone non sono molto comode per certe pratiche.
  • ILLEGAL POGO FELLAS
    Non credo ci siano veri e propri manuali che guidino le persone attraverso l’arte magistrale del Pogo.
    Per chi non lo sapesse, si definisce “pogo” la pratica spaccaossa di spingersi ed urtarsi vicendevolmente a ritmo di musica, nell’intento di simulare, come una pallina da ping-pong, il comportamento degli atomi impazziti durante una fissione nucleare.
    E spessissimo i risultati post-concerto, hanno lo stesso impatto di quest’ultima su chi lo ha praticato.
    Quello del pogo è un argomento delicatissimo da trattare.
    Sappiate che è un costume che mette altamente a rischio la sicurezza degli spettatori e che per questo non dovrebbe essere praticata.
    Sappiate anche, però, che è un divertentissimo uso in molteplici tipi di concerti.
    Bene, qui le regole sono poche: mai infastidire chi non vuole far parte della vostra smania di deflagrazione; è fastidiosissimo e pericoloso trovarsi addosso trenta persone di sana pianta (ovviamente a meno che non siate ad un concerto dei Rancid o dei Burzum).
    Mai pogare a gomiti alti e mai beccare qualcuno alle spalle (è pur sempre pogo, mica wrestling).
    Sopratutto, se sei il classico “pogo-forever-alone”, è bene non perseverare.
    O magari ti è più semplice provare a rileggere le prime righe di questo articolo.

I concerti sono un rituale di aggregazione e divertimento che hanno del sacro da sempre e  riescono a mettere in comunione tantissime persone e gli artisti stessi.
Speriamo con questi piccoli consigli, di aver destato un po di attenzione nei riguardi di piccoli modi di fare perlopiù innocenti ma che talvolta travisano la volontà del saper essere civili.

Ah, e ricordate: non si va mai ad un concerto con la shirt della band che suona!

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