Come un coaster diffonde il verbo musicale

Data: 5 ottobre 2016 |

Questa non è la storia di singoli individui, ma di come si è costruita una famiglia che si allarga ogni giorno che passa.

“Conosci te stesso” è forse una delle massime più famose dell’epigrafia greca ad oggi conosciute. Essa è iscritta nel tempio di Apollo a Delfi e, per chi non lo sapesse, fa parte del patrimonio della sapienza oracolare delfica, cioè l’oracolo più importante dell’antica Grecia.

Da allora si sono succeduti molti pensatori, da Socrate a Platone, fino alla filosofia cristiana e quella moderna di Kant e Hegel. Fin dagli albori il principio dell’autocoscienza è stato molto discusso ed ampliato, ma ha come linea comune quel processo che porta l’individuo a gettare un’occhio nel suo io più profondo prima di conoscere il mondo.

Perchè parliamo di filosofia e autocoscienza? Perché, per certi versi, essere un coaster attualizza questo concetto e lo rilancia nella sua dimensione più sociale.
Durante i chilometri che abbiamo macinato in tutti questi anni abbiamo conosciuto tante persone di tutte le età. Grazie alla predisposizione personale, che ci ha fatto capire di non essere soli, ma di far parte di una grande famiglia che doveva essere solo scoperta, abbiamo iniziato a confrontarci con tutti i festival lovers che si sono presentati sul nostro percorso.

Abbiamo ascoltato le loro storie e condiviso le nostre per scoprire che alla fine siamo tutti coaster. Questo è il motivo per cui poco più su abbiamo parlato di famiglia: è come scoprire di avere un fratello o una sorella di cui non si è mai conosciuta l’esistenza, con un’unica costante: la musica.

Ecco come si diffonde il verbo del coaster: bisogna lavorare molto guardandosi dentro (per questo si parlava di autocoscienza) e accettando tutti gli aspetti che compongono la nostra personalità, ma non fermandosi troppo su sé stessi. Il mondo è ampio, fatto di persone spesso molto diverse da noi ed è da questa differenza che siamo cresciuti e continueremo a crescere giorno per giorno.
Oltre le etichette, oltre i pregiudizi, c’è solo tanta #vitadacoaster.

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