I club italiani più famosi della storia

Data: 26 settembre 2016 |

Dal Piper Club al Rolling Stone: i club italiani che hanno fatto la storia della musica dal vivo.

La musica e il modo di ascoltarla è cambiato. Se ad oggi ci sono portali digitali come Spotify o YouTube, che offrono un servizio anche gratuito per ascoltare qualsiasi pezzo al mondo, negli anni scorsi si andava di walkman e cassette.

Ora ci chiediamo: come si diffondeva la musica prima di questi supporti? Non condividendola su facebook o guardando magari il video in tv, questo è poco ma sicuro. Esisteva un qualcosa di molto più coinvolgente: i Club.

Sorti intorno agli anni 60, erano il luogo di ritrovo dei giovani. Un dj metteva su dei dischi e i ragazzi ballavano ascoltando i pezzi in voga di quegli anni. Il ruolo del dj era fondamentale per diffondere un pezzo che magari in Italia era sconosciuto prima di allora. In alcuni locali inoltre vi erano esibizioni dal vivo di band o cantanti emergenti e non. Si arrivò così che negli anni 70 si distribuivano in modo eterogeneo pezzi dal rock al lento. Seguendo le orme dei club inglesi e americani, in Italia sorgono nelle più grandi città dei locali che ancora tutt’oggi sono dei capi saldi.

La Bussola di Focette

La Bussola è uno dei primi club sorti in Italia. Nato nel 1955 sul lungomare di Marina di Pietrasanta presso Le Focette, fu fondato da Sergio Bernadini. È stato uno dei locali più in voga negli anni sessanta. Ha ospitato artisti del calibro di Ray Charles, Ella Fitzgerlad, Tom Jones, Louis Armstrong, ma anche italiani come Mia Martini, Fabrizio De André, Adriano Celentano e Mina. C’è da dire che fu anche luogo di rivolta. Nel capodanno del 1968, prima dell’esibizione di Fred Buongusto e Shirley Bassey, il Movimento Studentesco prese di mira il locale. Dopo l’arrivo della polizia ci furono una serie di scontri. La serata si concluse con 14 feriti. Ad oggi, dopo la provvisoria chiusura nell’estate del 2007, il locale riapre ad ottobre dello stesso anno con il nome “Bussola Versilia” ed è uno dei locali più frequentati della zona.

Il famoso club italiano "La bussola di focette"

Piper Club

Il Piper è forse il più conosciuto tra i Club italiani. Fin dalla sua apertura nel 1965 (dove all’inaugurazione si esibirono i Rokes e l’Equipe 84) è stato luogo di spettacolo ma anche di rivoluzione. È qui che si sviluppa il beat italiano, dove nascevano le nuove mode e dove artisti come Patty Pravo incontrano il successo. Il Piper è anche tanto altro. Nel corso dei 30 anni, in cui ha avuto l’apice del suo successo, si sono alternati artisti di fama mondiale ad allettare le serate dei giovani romani. Tra gli artisti più importanti abbiamo dei giovani Pink Floyd (i quali si sono esibiti in due serate), i Genesis e artisti jazz come Lionel Hampton e Duke Ellington. Per non parlare di tutti gli artisti italiani del tempo che si sono esibiti come Mina, Dada, I Giganti, Rita Pavone e tanti altri. Nonostante la sua chiusura tra il 2010 e il 2011, ancora tutt’ora è riconosciuta la sua popolarità anche grazie a serie tv e film ambientati all’interno della struttura.

Il famoso club italiano "Piper Club"

Jackie O’

Altro rinomato locale romano è il Jackie O’. Il nome prende spunto dal nome di Jacqueline Onassis, ex first lady statunitense, donna molto stimata da parte di Beatrice e Gilberto Janozzi, i due fondatori. Il Jackie O’ è un locale di spicco che dal 1972 ha ospitato artisti italiani e stranieri di fama mondiale come Liza Minelli, che nelle sue vacanze romane si fermava lì a cantare, ma anche Liz Taylor, Gerard Depardieu, Sylvester Stallone o l’italiana Stefania Sandrelli. Il locale da poco ha festeggiato i suoi 40 anni e ai proprietari piace ancora pensare che il loro club è alla moda perché non segue alcuna moda.

Il famoso club italiano "Jackie o'"

Banana Moon

“Facciamo la differenza” è il motto celebre del Banana Moon a Firenze. Il locale fiorentino mixava al suo interno cultura rock, pop ma anche elettronica. Tra gli anni Settanta ed Ottanta lanciò nuove tendenze ed artisti come Battiato e Alberto Camerini. Sull’ideale del voler continuare a trovare un nuovo modo per stare insieme, il club ospitava giovani che ballavano sia sul ritmo dei brani rock dei Sex Pistols che sull’elettronico dei Kraftwerk. Ad oggi, uno dei suoi fondatori Bruno Casini, ha scritto un libro sul Banana Moon e sull’importanza che ha avuto in quegli anni di particolare svolta nel panorama musicale e soprattutto sociale.

Il famoso club italiano "Banana Moon"

Rolling Stone

Nato nel 1981, sulle ceneri dello Studio 54, è stato considerando il tempio del rock milanese. Fin dai suoi esordi, il locale di Enrico Ravelli è sede di concerti di artisti internazionali ma anche di esordi italiani. Celebre è il debutto di Jovanotti trasmesso su Italia1 o MTV ITALIA che ha utilizzato il locale come sede per numerose trasmissioni. Il Rolling Stone è una parte del rock che è morta fin troppo presto. Nel 2009 i proprietari hanno ricevuto un ultimatum per chiudere il locale. Nessuno ci credeva ma ci sono riusciti: uno stabile di lusso da 12 piani con tanto di giardino e boxe adesso sostituisce il club. Non sono serviti eventi su facebook o ragazzi che minacciavano di incatenarsi alla struttura, dopo 28 anni si è messa fine alla storia.
Grandi nomi si sono esibiti al suo interno come Ben Harper, Iron Maiden, Joe Cocker, Placebo, ma ancor prima Tina Turner, Barry White, James Brown e Chuck Berry.

Il famoso club italiano "Rolling Stone"

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