CEF – Campania Eco Festival 2015

Data: 31 maggio 2015 |

CEF - Campania Eco Festival 2015 Time

Evento Information

Nonostante le indicazioni segnassero Nocera Inferiore, trovare l’isola ecologica è stato davvero complicato. Il viaggio è risultato in uno scarrozzamento selvatico vecchio stile, con noi che chiedevamo indicazioni ai passanti, vista la mancanza di indicazioni per il luogo del concerto.

Una volta giunti al Campania Eco Festival e dopo aver salutato qualche vecchia conoscenza del giro, abbiamo atteso impazientemente l’inizio del festival. L’organizzazione è quasi perfetta (se non fosse per qualche problema con i biglietti all’entrata) e la security fa sì che l’evento possa svolgersi senza troppi problemi.

Ad aprire il concerto non ci sono stati né organizzatori né presentatori. I Fiori di Cadillac hanno iniziato a suonare nel silenzio disattento generale, tanto che sembrava ci si trovasse ancora al sound check.
Le loro sonorità mi ricordavano, a tratti, quelle di alcun pezzi dei Pink Floyd in Atom Heart Mother. Un buon miscuglio di sonorità old-school miste ad un sapiente uso di synth e spezzoni elettronici.
Dopodiché, anche gli Shut Up Munch hanno saputo dare una bella prova di sé, spaziando da un alternative rock molto coinvolgente fino a dinamiche elettroniche di ultima generazione.

Poi, sempre nel silenzio generale, Morgan entra in scena con un inchino, imbracciando la sua chitarra solennemente. È tutto in tiro e sfoggia un sorriso splendente, come se avesse appena lucidato i denti. Inizialmente sembra esserci qualche problema tecnico, ma dopo un intro strumentale ci porta definitivamente nel suo mondo, un po’ strambo a mio avviso. Ad accompagnarlo c’è Megahertz, grazie al quale si crea un connubio sperimentale elettronico.
Questa impronta è sempre presente e mi fa pensare ad un genere di musica quasi futuristica, anche se non mancano pezzi stile BeBop o musica leggera, con Morgan che salta da chitarra a organetto. Tutto sommato, la performance, almeno per me, ha richiesto un ascolto attento ma a tratti incostante. E non è mancato neanche un salto nel passato, con un’improvvisazione di Another Brick in The Wall dei Pink Floyd.

Ma è a fine serata che il pubblico inizia davvero a scatenarsi. Quando Zulù entra sul palco è il delirio; i 99 Posse danno il via alla vera serata, con Speaker Cenzou che fa da secondo vocalist. La scaletta è variegata e propongono molti dei pezzi presenti e rivisitati in Curre Curre Guagliò 2.0. Rispetto ai Posse del passato, i suoni sono cambiati e si avvicinano di più alla musica elettronica dei nostri tempi. Per me, un’ottima prova che dimostra come questo gruppo non solo ha l’esperienza di una vita ad aizzare folle, cantare a squarciagola e far sentire le proprie idee, ma ha anche la capacità di ridimensionare l’accompagnamento musicale in risposta ai nostri tempi.

Verso la fine dell’esibizione, con le gambe a pezzi per il continuo saltare e cantare, mi avvio in un posto appartato per guardare la situazione da fuori.
Ed è mentre una bandiera della Palestina sventola sulla bolgia che “el pueblo unido jamás será vencido” si avvia alla chiusura del concerto.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    65 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    60 Punti
Cover Evento
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