Candies For Breakfast – Candies For Breakfast

Data: 15 aprile 2018 |

Album Information

Candies For Breakfast – Candies For Breakfast

I Candies For Breakfast sono una band cremonese nata dall’incontro di quattro musicisti: Giulia Dagani alla voce,
Mattia Tedesco alla chitarra, Nicola Iazzi al basso e Diego Barborini alla batteria. Una band neonata che pubblica il proprio disco d’esordio il 23 marzo 2018 per IndieBox Music.

Dieci canzoni ed una ghost track compongono un album effettivamente derivativo anche se con impeto interpretativo.

Balzano all’orecchio fin dalla traccia aprifila California le influenze dei gruppi alternative rock statunitensi capitanati da una voce femminile, dai No Doubt fino ai Garbage, con una spruzzatina di anni 2000 data dai Paramore.

Il suono appare chiaro: rock sì, ma anche influenze punk-garage, i riff melodici strizzano l’occhio alla radiofonicità dei pezzi. Apprezzabile è Xin Xin, in cui fuoriesce la grintosità vocale di Giulia, quasi dovuto è il bridge finale volto a spezzare la circolarità chitarrosa.

Hot, è il pezzo da sexy-ballad, da facile presa, in Are you crying si abbandona la veste ribelle e la risolutezza energica per approdare ad una introspezione melodica, con voli acuti nel ritornello, nonostante un letto ben ritmato di duo chitarra-batteria.

Dalla riflessione alla spensieratezza, i passaggi continui: questo il bello dell’album, l’approdo a Everytime è ritmato e da ballare, nonostante un risvolto triste dovuto alla lirica, un pensiero all’amato, il più delle volte sconsiderato e spregiudicato.

E se mi sento così sola

è solo a causa tua

il modo in cui ti comporti

le tue paure prendono vita

hai bisogno di un po’ di coraggio per essere felice adesso

perché io non sono sostituibile.  (traduzione)

Una spiccata melodia Morrisettiana sembra esser entrata al momento compositivo di How long, nel quale fa capolino innovativamente un chorus maschile.

Le nenia ricorda tanto quei risvolti da musica alternative rock giapponese, sentimentale e strappalacrime.

Chiusa la finestra amorevole si rimbracciano i bassi e ci si scatena, non propriamente con veemenza, con I’m Gonna Stay, in cui il ritornello diventa pressante e canticchiabile.

I’ve got to get it everyday

I’m not afraid

I’m gonna stay in my world

I’m gonna tell you everyday

That i’m afraid

I ain’t gonna change my mind.

Sul finale nulla da dire: una pressante e riffosa The death of me and you, in cui a far da padrone è il basso sovraelevato e velocissimo. Ritorna l’energia di cui l’album è pregnante, un pezzo con la quale regalare certamente chiusure live di un certo rilievo.

Trovo sul serio simpatica la copertina dell’album, Churchill che fuma un marshmellow, un candy.

Effettivamente la band ha una musicalità zuccherosa e non prevalentemente matura, attendiamo i prossimi passi sulla scena per verificare quanto le influenze possano caratterizzarli in una propria, e non di altri, struttura musicale e artistica.

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