Buddha Superoverdrive @ Club 33 Giri 01/11/14

Data: 3 novembre 2014 |

Buddha Superoverdrive @ Club 33 Giri Time

Evento Information

Prima sembra di dove andare sottosuolo, al di là di quanto sensibilmente tangibile, passando per delle scale che ti portano sotto al livello della strada. Poi costeggi delle serrande chiuse alla tua destra e dei giardinetti all’esatto opposto. Quando varchi la soglia, ci sono migliaia di volti noti immortalati su altrettante fotografie che ti accolgono lì dietro al bancone, dove c’è un via vai di gente. Sulle altre mura ancora foto, articoli storici del locale, o qualche semplice fantasia. Ma in fondo, dietro agli strumenti, c’è un grande disegno di una città oltre la quale c’è il nero costellato di pezzetti di specchio, in cui varie volte mi ci sono riflesso, perdendomi nel buio atavico. Questo è il Club 33 Giri che riapre i battenti. Un inizio che ha davvero un grande stile. Mi piacciono questi posti; Adoro le traslazioni d’epoca pur rimanendo con i piedi fermo dove sono.

Quando io e Diego siamo dentro, in attesa dell’inizio della serata, salutiamo tante vecchie conoscenze, tra cuiRoberta, Sabba e qualche collega, #musiccoasttocoaster e non. L’atmosfera è davvero vintage e si respira un’aria frenetica e al contempo variegata. C’è chi beve, chi fuma e chi chiacchiera, ma nessuno ha dimenticato il motivo per cui eravamo lì: la Musica.
C’è un’aria frenetica e allo stesso tempo curiosa. Il pubblico è in trepidante attesa, perché vedere un duo Basso-Batteria non è cosa usuale, soprattutto se quest’ultimo genera un flusso mai sentito prima.

Music Coast to Coast e Buddha Superoverdrive si erano già incontrati qualche tempo fa a PummaRock 2014, dove vi hanno suonato grazie alla vittoria dell’edizione 2013.
Jonathan non sbaglia mai un colpo dietro una batteria che alterna stravolgimenti temporali difficili da seguire. L’anima è blues rock, e a giudicare da qualche accento lo si può intuire.
Valerio, invece, plettra su e giù sulle quattro corde del basso elettrico, switchando tra i suoni grazie alla miriade di pedali che sono stesi ai suoi piedi.
La perfetta sintonia tra i due musicisti si vede lontano da chilometri. Di tanto in tanto si guardano, sorridono lanciandosi un cenno di approvazione.

Lo stile è inimitabile e uguale solo a se stessi. Le dinamiche si alternano, partendo da un sound tosto e finendo in una valanga di suoni che sembrano essere un misto tra rock progressivo e punk rock. Il tutto senza invadere le orecchie di chi ascolta, con un sound che, nonostante la varietà di genere, rimane sempre originale e fluido.

Capaci di risvegliare una rabbia quasi generazionale e la voglia di muoversi anche in chi, come me, resta sempre in disparte ad osservare. Ed è la dimostrazione di come la volontà può spesso fare la differenza in chi, come i Buddha, decide di sperimentare e di sperimentarsi, non solo per quanto riguarda strettamente il genere o le tematiche, ma anche gli schemi fissi di come dovrebbe essere un gruppo.
E loro sono una chiara dimostrazione di come, spesso, il numero non conta nulla.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
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