Bruce Springsteen @ Stadio San Siro 05/07/2016

Data: 7 luglio 2016 |

Bruce Springsteen come un fiume in piena allo Stadio San Siro Time

Evento Information

IT’S BOSS TIME!

Since I was a little boy I’ve played many many places, but this place is the place I will never forget

Così Bruce Springsteen si era lasciato con il pubblico di San Siro durante l’ultima data milanese del Wrecking Ball Tour, data che consacra definitivamente San Siro come il suo stadio. Era il 2013, e dopo tre anni il Boss torna a far tappa a San Siro il 3 ed il 5 Luglio con il The River Tour.

La seconda tappa italiana del boss è tutta emozioni e pelle d’oca. Alle ore 20.24 riecheggiano su San Siro le note di Ennio Morricone, tipico intro delle date italiane del rocker del New Jersey, a seguire entrano ad uno ad uno i membri della E-Street Band; Charles Giordano(organo, fisarmonica, pianoforte, glockenspiel), Soozie Tyrell (violino, cori, chitarra acustica) , Jake Clemons (sassofono), Garry Tallent (basso), Max Weinberg (batteria), Roy Bittan (pianoforte), Nils Lofgren (chitarra), Steven Van Zandt (chitarra) e infine arriva Bruce, accolto dal boato dello stadio, saluta il pubblico e regalo loro la prima chicca della serata, Meet me in the city, brano eseguito per la prima volta in un tour europeo.

Il boss fa ballare il suo pubblico mettendo in fila Prove it all night, senza l’intro del ’78 ma con un magistrale assolo di chitarra da parte di Steven, Roulette, The ties that bind e Sherry Darling con la conseguente discesa dal palco tra la folla. Il boss raccoglie i soliti cartelli con le richieste da parte del pubblico ed arriva quindi il momento sign request. Si va con Spirit in the Night, Rosalita, uno dei brani più amati del suo repertorio, e poi Fire, un’altra chicca con quel giro di chitarra iniziale che non puoi non riconoscere. Dopo un inizio concerto forsennato arriva la prima ballad della serata, Something in the night, ma si ritorna subito a ballare con Hungry heart, cantata da Springsteen in giro per lo stadio tra la folla, e successivamente Out in the street. The Boss è on fire e regala una seconda sign request con Mary’s place e la recente Death to my hometown, singolo dell’ultimo lavoro di inediti.

Si spengono le luci su San Siro e arriva il momento più toccante della serata: parte The river, il secondo e il terzo anello regalano una bellissima coreografia alla E-street band che recita ‘We love ESB’. Il momento di intimità tra Bruce e il suo pubblico continua con Racing in the street. Si prosegue tornando al rock’n’roll con Cadillac Ranch, eccellenti gli assoli eseguiti in sequenza di Bruce, Steven e Nils. Spazio anche a Bitusa, Darlington Country è il primo pezzo pescato dall’album datato 1984. Arriva la quinta sign request della serata: The price you pay.  Lo stadio va in delirio con Because the night, e come un orologio svizzero arriva puntuale l’assolo di Nils Lofgren. Esordisce a questo punto in tutto il The River World Tour Streets of fire con un gigantesco assolo da parte del boss che dimostra di essere davvero in ottima forma. Superlativa anche l’accoppiata The rising/Badlands prima dell’encore.

Sotto le luci soffuse di San Siro sale in cattedra The Professor Roy Bittan, stupendo l’intro al piano di Backstreet che da inizio all’encore. Si accendono le luci e si va con la classica Born to run. San Siro è una bolgia. In onore delle sette notti a San Siro dal 1985 al 2016 il Boss canta un’energica Seven nights to rock, per poi proseguire con Dancing in the dark. Dal pubblico sbucano cartelli di ragazze che sognano di ballare con Bruce. Si va verso la chiusura del concerto con la cover Shout, per poi passare alla scena della stretcher routine, la gag dello svenimento in barella. La penultima canzone che Bruce Springsteen regala a San Siro è Bobby Jean. A questo punto la leggendaria E Street Band esce di scena e sul palco rimane solo il boss con chitarra acustica e armonica; con This Hard Land si conclude dopo tre ore e trentaquattro minuti di puro rock’n’roll.

A trentuno anni dalla prima volta a Milano Bruce può ancora affermare ‘’I’m a Rocker’’ , c’è poco da fare il boss a 67 anni è il miglior performer vivente. Il concerto si conclude solo quando l’artista è visibilmente stremato, nonostante l’età continua a non risparmiarsi sul palco. Una E street Band in forma strepitosa performance energica e di alto livello da parte di  ogni membro della band. Stupisce l’eleganza sopraffina del professor Roy Bittan, eccellente anche il sassofono di Jake Clemons, nipote di Clarence ‘Big Man’ Clemons, storico sassofonista e amico fraterno di Bruce scomparso nel 2011 dopo il Working on a Dream Tour: buon sangue non mente.

Bruce e la sua band tra il 3 e il 5 Luglio hanno suonato sessantanove canzoni di cui cinquantadue differenti tra le due serate, per un totale di sette ore e venti minuti di musica.

Complimenti anche a Barley Arts per l’organizzazione, sono riusciti ad offrire comunque un buon servizio ai numerosissimi  fan accorsi dalle prime luci del giorno nonostante il caldo afoso di questa giornata. Complimenti quindi a tutti quelli che riescono a rendere ogni concerto di Bruce Springsteen a Sin Siro un evento unico ed irripetibile.

‘‘Stay hard, stay hungry, stay alive’’

 

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    95 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    95 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    75 Punti
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