Blindur – Mozzarella Session Ep

Data: 8 gennaio 2018 |

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Blindur – Mozzarella Session Ep

Avete presente un lunedì post festivo, un cielo grigio e nebbioso, un orologio che scorre imperterrito, un pacchetto di sigarette vuote? Dannazione che lunedì di merda, aggiunta scontata.

Ma c’è un free download da scaricare, 7 tracks da ascoltare: parlo del Mozzarella Session Ep, cover sì ma perfettamente reinterpretate, tra chitarre, banjo ed un sognante glockenspiel, l’atmosfera che se ne ricava è quella prettamente Blinduriana, e, fuori da ogni patinato e paraculo articolo, la giornata pare prendere un’altra piega.

Per favore, per favore, per favore, lasciami ottenere quello che voglio, cantavano i The Smiths nel 1986, nessun pietismo, ma una richiesta volta ad uscire dall’isolamento, un prodigio in ballad b-sides di 120 secondi, magistralmente suonato dal duo Blindur con Joseph Foll (Piccolaorkestraperprestazionioccasionali), il trionfo interpretativo sta nella lunga coda strumentale.

Ricordate la danza carioca, la rivoluzionaria metrica di Giulio Rapetti, l’assestarsi del prog mediterraneo? È in Anima Latina che si ritrova un Battisti nuovo, rivoluzionario, in barba a chi voleva per forza affibiargli un colore politico, puntando il dito contro le ‘canzonette’ da disimpegno reazionario. I Blindur, questa volta affiancati da Luca dei Management del Dolore Post Operatorio, portano nell’ep la traccia omonima di Battisti. La scelta del featuring è assolutamente azzeccata. Lo scenario diventa immaginifico, la voce suadente del Romagnoli è sicuramente evocativa, c’è un profondo cambiamento rispetto il tripudio prog di synth, chitarre e pianole dell’originale, componendosi invece di echoes e percussioni elettroniche, con intermezzi metallici in pieno stile MaDeDoPo.

È il turno di Old Friends con Dellera & Xabier Iriondo (Afterhours), una riflessione di due amici, in specie il duo Simon & Garfunkel, sulla gioventù andata, in cui dominano parole sussurrate e doppie voci sul sottofondo semplice e toccante di corde acustiche.

Occhi bassi è un inno generazionale che dal 1999 ad oggi è sicuramente LA canzone dei Tre Allegri Ragazzi Morti, suonata con Enrico Molteni (TARM), Massimo de Vita canta il pezzo come se fosse proprio, il banjo di Michelangelo Bencivenga si sposa al meglio col basso di Molteni, la riuscita è sensazionalmente di un ottimo livello.

Hermanita ven conmigo, no non è l’incipit di un pezzo estivo like Despacito, piuttosto siamo dinanzi a Isla De Encanta una chicca punk della band Pixies (1991), il pezzo, decantatore di Puerto Rico, è in maniera mordente reinterpretato con gli Espana Circo Este, divertendosi e facendo divertire.

Dopo schitarrate violente è il momento di una pausa di riflessione lunga un minuto e mezzo di echi trasognati, che traghetta verso una trascendentale versione di Lazzari Felici di Pino Daniele. Sicuramente il top of the tops dell’ep, per il portato viscerale ed il palpito suscitante da corde, percussioni pedanti e vocalizi tipicamente Blindur. Un napoletano musicale e poetico, il passaggio dall’acustico all’outro è formato da percussioni tanto battenti quanto incantati, il rapimento è immediato, la fine è da emozionanti brividi.

Mozzarella Session è semplicemente un incontro tra amici, a cui si elargiscono, come ogni amico terrone (o più che altro campano) che si rispetti, cartoni di mozzarella,  in un tentativo disimpegnato di socializzazione e divertimento che trapela con tangibilità, lasciando comunque un regalo apprezzatissimo a tutti gli ascoltatori.

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