Bianco @ La Salumeria della Musica 28/02/18

Data: 1 marzo 2018 |

Bianco @ La Salumeria della musica Time

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Bianco @ La Salumeria della Musica

Dichiarazione d’amore per Bianco.

Quando durante un concerto le canzoni suonano come quelle registrate in studio, significa che i musicisti sono bravi, e la conferma la si ha quando queste canzoni sul finale esplodono in lunghi momenti di concertato (nel senso classico del termine), che ti fanno capire quanto quei ragazzi giovani che suonano sul palco mettano tutti loro stessi in quelli che fanno.

Piccoli pensieri, questi, che hanno accompagnato il concerto di Bianco di ieri sera, quando il tour del suo nuovo album Quattro (recensito qui) è arrivato anche alla Salumeria della Musica di Milano. Una serata tra amici, con un pubblico non molto numeroso ma affiatato. In apertura Margherito, cantautore stravagante siciliano, ma trapiantato da anni a Milano, che con la sua chitarra piena di adesivi (e di ricordi immagino) ha saputo riscaldare la platea, con uno stile alla Rino Gaetano arricchito di synth e batteria elettronica.

Alle 22.15 salgono sul palco Bianco e la sua band e la magia ha inizio: le canzoni tratte dal nuovo album si susseguono una dopo l’altra, senza stacchi e che a volte confluiscono letteralmente l’una nell’altra. 30,40, 50, Felice, In un attimo, Fiat, quelle nuove colonne sonore che accompagnano con parole semplici la nostra vita, in cui è così facile e magico identificarsi: l’oroscopo di Brezsny, aspettare l’alba in un giorno qualunque, cambiare lavoro, immaginarsi vecchi, la panda sulla provinciale. E immedesimarsi in queste immagini, grazie alle parole comprensibili anche se si ascoltano per la prima volta, fa ancora più effetto se a cantarle sia qualcuno così evidentemente innamorato della sua chitarra e dei suoi testi. Sul palco di ieri sera è stato creato un vero e proprio atto d’amore, non solo tra i musicisti e il pubblico o tra il pubblico e le note, ma anche tra musicisti e strumenti e vederli fare l’amore ha coinvolto inevitabilmente il pubblico che si è sentito pieno e arricchito.

Nella seconda parte della serata sono le canzoni tratte dagli album precedenti ad essere protagoniste indiscusse: tra accendini che vengono sventolati per aria e ritornelli cantati a gran voce passano Filo d’erba, Drago, Volume, Raccontami, ma le chitarre possono finalmente sbizzarrirsi e il pubblico scatenarsi con il trio finale di Padri, Corri Corri e Punk Rock con le ali. In chiusura, il palco tutto per Bianco e la sua Mela.

I momenti in cui Bianco ha parlato ai suoi fan sono stati veramente pochi, forse meglio aver lasciato parlare la sua musica. Soltanto un ringraziamento all’etichetta discografica, che gli permette di fare “pipponi da dieci minuti” di soli strumenti e di “non avere regole, di non dover seguire quello che va o che non va, anche perché non si capisce più un cazzo”, e un momento nostalgico in cui ricorda la sua prima serata a Milano, un disastro di serata. Ma son passati anni da quella serata e il concerto di ieri sera è stato tutto fuorché un disastro, uno spettacolo per le orecchie e per gli occhi. Questa è una dichiarazione d’amore.

Editor Review

  • Performance

    0 Punti / 100 Punti

    80 Punti
  • Pubblico

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
  • Organizzazione

    0 Punti / 100 Punti

    70 Punti
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