Balmorhea @ Wishlist Club 26/03/18

Data: 27 marzo 2018 |

Balmorhea @ Wishlist Time

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Balmorhea @ Wishlist Club

Tappa romana per i Balmorhea: la musica che ferma il tempo

Lasciarsi catturare dalla musica: succede se in una fredda notte di Marzo a suonare ci sono i Balmorhea. Ennesimo ritorno in Italia per la band texana che, lunedì 26 marzo ha presentato nella capitale, sul palco del Wishlist Club, la loro ultima fatica discografica Clear Language.

A Martyn Heyne il compito di riscaldare un accogliente Wishlist. Tre brani per il musicista tedesco (due accompagnati da Jeffrey Olson, batterista dei Balmorhea). La sua è musica di sottofondo, incentrata sulla chitarra con spunti elettronici. Atmosfere eteree che, a differenza del debut album Electric Intervals, dal vivo risultano piatte scivolando via velocemente in un set che non ha un impatto enorme sui presenti. Musica ambient rilassante senza spigoli che si adatta bene alla serata, ma che di sicuro non ha lasciato il segno.

Sono le 22:45 quando Michael Muller e Rob Lowe, i due fondatori dei Balmorhea, accompagnati da Jeffrey Olson (Batteria e percussioni), Sam Pankey (Contrabbasso), Nick Soberon (Violoncello) e Aisha Burns (Violino) iniziano il live sulle note di Clear Language e Sky Could Undress. In un religioso silenzio, a luci spente, a parlare è la musica: un linguaggio chiaro e diretto al cuore, un suono unico e avvolgente che abbraccia i presenti.

C’è subito spazio per brani vecchi: la delicata e sognante Masollan da Stranger cattura il pubblico attento e sedotto dai tappeti sonori dei sei musicisti. Tracce che si raccontano con tanta difficoltà perché la musica dei Balmorhea non è “di nicchia”, ma musica che ferma il tempo, che fa leva sulle emozioni e, menomale direi, difficilmente etichettabile. Arrivano come morbide carezze The Summer e Baleen Morning entrambe da Rivers Arms. Il pubblico è inebriato, attonito, stregato dalla magia della dolcezza che prende forma nelle canzoni dei Balmorhea. Sul palco i sei sono versatili, si scambiano continuamente gli strumenti a prova di un’ottima tecnica in funzione di una musica semplice, senza fronzoli ma che colpisce dritta senza mezze misure.

Mentre da Clear Leanguage i nostri pescano ancora tre brani Behind The World, Dreamt e First Light (tra le migliori di tutto il set), ci sono tracce più vecchie come Jubi (Stranger) o Bowspirit (Constellations) che continuano ad avere una freschezza e una pulizia nei suoni anche quando si fanno complesse, in un connubio perfetto tra tecnica ed emozioni. Ancora da Constellations Night Squall con protagonista gli archi e il piano e la seducente Shore da Stranger.

Le emozioni non finisco: Rob Lowe si ripresenta sul palco da solo col  suo piano per suonarci una magica ed emozionante Waiting Itself. È tempo di dinamiche in crescendo ed è tempo che gli altri della band raggiungano Lowe per le ultime due tracce. Più i suoni crescono più la pelle si accappona con On The Weight Of Night per poi lasciarci con Truth, l’unica da All Is Wild, All Is Silent, che chiude la magia di una sera e porta con sè tutte le emozioni di una notte dove si respirava amore per la musica.

Come descrivere un’emozione, come fotografare un magico istante? Per questo ci sono le canzoni dei Balmorhea. Accade quindi che la musica si impossessi di un’emozione, la faccia sua e poi la doni a chi la ascolta senza chiedere nulla in cambio, regalando un sogno ad occhi aperti, una fuga dal caso a prova di una pulizia dei suoni manifesto della band di Austin.

 

Foto fonte: Instagram

Editor Review

  • Performance

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    85 Punti
  • Pubblico

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  • Organizzazione

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