Arto – Setti

Data: 7 ottobre 2018 |

Album Information

Arto – Setti

Setti è il progetto solista di Nicola Setti (Modenese, classe 1985). Dopo svariati EP autoprodotti, nel 2013 arriva il primo disco Ahilui (La Barberia Records), il 5 ottobre 2018 pubblica per Vaccino Dischi/La Barberia records il nuovo disco Arto, titolo omaggio a Arto Lindsay.

Il disco si compone di 10 tracce spensierate e stilisticamente popular, nonostante uno mode spiccatamente italianista, da rimembri alla Gazzè.

Le liriche non sono propriamente elevate, si parla di un vissuto quotidiano, un po’ noioso, permeato su scappatoie e litigi sulla consistenza di un purè, fino a narrar di scappare a cavallo di un’astronave. C’è un bel calderone musicale, dall’it-pop al rock radiofonico spiccatamente californiano, nonostante gli oltre 10mila km, nel pezzo denominato IOWA.

In Barbecue subentra anche una voce femminile, che inscena un duo in una sorta di botta e risposta sentimentale.

Seriamente, sarà un condizionamento pregiudiziale, ma tutto appare alquanto similare a quanto già ascoltato negli anni addietro, praticamente tra il 2013 ed il 2014, con un sound retrò che potrebbe posizionarsi tra L’Orso e l’Officina della Camomilla, con tematiche adolescenziali e musicalità scontata  creata con pochissimo impegno (chitarre suonate in maniera blanda).

Lo stesso mixaggio appare scontornato in maniera poco elegante, gli echi sono troppo dominanti ed alcune stecche fuoriescono dal disco facendosi notare con vigore.

Nella traccia sette, Presente, noto immediatamente lo scippo effettuato ad un riff notorio dei Joy Division, sulla quale si sviluppa tutto il pezzo, con tanto di rimembro allo xilofono di Curami dei CCCP.

Un bel pezzo è Mi mancavi, creato su un arpeggio semplice di chitarra con l’entrata di una tastiera sintetizzata sul ritornello che si inserisce senza sforzo ed immediatamente nella testa.

Nonostante l’impegno, manca una visione d’insieme: il disco appare uno zibaldone in cui raccogliere, dopo aver messo su carta, i vari ascolti personali. Manca una reale personalità, troppo mediata da altri personaggi ingombranti.

Setti manca di un’inventiva propriamente armonica col riproporre ciclicamente stessi riff e arpeggi, con pochissime varianti, che tra l’altro son strappate ad altri.

Arto è un disco pop, leggero e simpatico, ma con mancanze decisamente importanti.

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